Avellino: Torre dell’Orologio, Fontane, Musei e l’Obelisco di Carlo II

Oggi continua la nostra visita al Capoluogo d’Irpinia, Avellino, dove visiteremo virtualmente i Musei, la Torre dell’Orologio, l’Obelisco di Carlo II e le fontane della città.

Torre- orologio-avellinoLa Torre dell’Orologio, il simbolo di Avellino, è un bel monumento in stile barocco che sovrasta la Piazza Amendola, dove si trova il Palazzo della Dogana, anche se la sua base è collocata dietro le palazzine che sporgono su tale Piazza, esattamente alla Salita dell’Orologio, nei pressi dell’ingresso delle Grotte longobarde. La torre è alta circa quaranta metri e presenta un basamento a bugne riquadre. In origine presentava due piani, con quello più elevato aperto. Successivamente, venne aggiunto un terzo livello dotato di un orologio a campane e della “diana” che suonava a martello in caso di pericolo. Disputata è l’origine della struttura. Stando alla tradizione la Torre sarebbe stata edificata su di una preesistente rocca delle antiche mura di Avellino (precisamente su di una precedente torre di avvistamento a sua volta edificata su un precedente campanile). Invece, recentemente, si è ritenuto che la sua realizzazione avvenne nel XVII secolo, su progetto di Cosimo Fanzago, che si avvalse della collaborazione di Giovan Battista Nauclerio (presente in città all’epoca dell’edificazione). Data la sua altezza e la sua collocazione, la Torre dell’Orologio sovrastava gli edifici circostanti e la sua sommità è visibile da lontano, persino dalla fine del Corso Vittorio Emanuele II. Come tutti i monumenti secolari, la Torre dell’Orologio ha vissuto le conseguenze dei vari terremoti successivi alla sua costruzione, nel XVII e XVIII secolo. Perciò, venne restaurata nel 1782, impiegando danaro pubblico, secondo quanto recita una lapide, dove si leggono i nomi del Sindaco, Pietro Rossi, e dell’Architetto, Luigi Maria de Conciliis. La sommità della Torre crollò a seguito del terremoto del 23 novembre 1980, il che rese necessario un restauro ricostruttivo.

L’Obelisco di Carlo II d’Asburgo è ubicato in Piazza Amendola ed è sovrastatoObelisco- Carlo II- avellino dall’imponente presenza della Torre dell’Orologio. Si tratta di una piccola figura in bronzo, realizzata nel 1668 dall’Architetto bergamasco Cosimo Fanzago, nota agli Avellinesi come il “Re di bronzo”. La statua, che rispecchia il gusto barocco dei tempi, presenta la base ornata da uno splendido medaglione che riprodurrebbe, secondo alcuni, lo stesso Fanzago, secondo altri, invece, il committente dell’opera, il Principe Francesco Marino Caracciolo, che avrebbe in tal modo voluto mostrare al Monarca, subentrato giovanissimo al padre Filippo IV nel 1665, un segno della sua stima ed ammirazione, oltre che devozione.

Nonostante l’Irpinia sia ricchissima d’acqua e l’immediato circondario di Avellino, a dispetto dell’aggressione che la natura sta subendo, ancora si presenta verdeggiante, possiamo mostrarvi solo poche fontane, due per la precisione, che sono le uniche a rivestire interesse storico-artistico. La più famosa, in stile barocco, è la Fontana di Bellerofonte, a pochi passi dalla Torre dell’Orologio. La Fontana è anche chiamata “Fontana di Costantinopoli” o “Fontana Caracciolo”, ma gli Avellinesi la conoscono come “Fontana dei Tre Cannuoli”, i tre beccucci da cui fuoriesce l’acqua, un tempo abbondante ed oggi sempre più scarsa. L’altra Fontana è quella di Grimoaldo, nell’antico Borgo di Sant’Antonio Abate, ubicata lungo la vecchia Via Salernitana. Gli Avellinesi (quelli che la conoscono) la chiamano “Fontana Tecta”.

Museo-IrpinoPassando alla rassegna dei musei cittadini, senza dubbio alcuno, il più importante “Complesso culturale” dell’Irpinia è rappresentato dall’edificio di architettura neorazionalista, opera dell’Architetto Francesco Fariello, sito su parte dell’area occupata in passato dall’Orto Botanico di Avellino, lungo l’attuale Corso Europa. La struttura dal 1965 rappresenta la tappa obbligata per chi abbia “sete di conoscenza”. La struttura è un contenitore in cui sono situati il Museo Archeologico Irpino, ubicato al piano terra, che custodisce gran parte dei reperti archeologici rinvenuti nella Provincia, dal neolitico antico, all’età del ferro e del bronzo, all’epoca romana, la Pinacoteca Provinciale, al primo piano, che comprende oltre alle tele e materiali ceramici del XVII-XIX secolo, di autori napoletani, altri dipinti del XIX e XX secolo che ebbero ad oggetto l’Irpinia, la Mediateca Provinciale, al primo piano, che è la sezione più recente della struttura, essendo stata inaugurata nell’aprile del 2002, dove oltre a 15 postazioni per la navigazione in Internet, sono presenti 3 postazioni per l’archiviazione ottica e la redazione di ipertesti, una videoteca ed una fonoteca, la Biblioteca Provinciale “Scipione e Giulio Capone”, che nacque nel 1913 grazie alla donazione di ben 30000 volumi (in gran parte antichi) da parte della famiglia Capone di Montella. Oggi, sono custoditi oltre 300000 libri, numerose “cinquecentine” e ricchi fondi manoscritti, una ricca emeroteca e ben 51 biblioteche comunali satelliti, in via di informatizzazione.

Nel centro storico di Avellino, in Piazza Duomo, si trova il Museo del Duomo dove sono custodite le opere d’arte recuperate tra le macerie delle varie Chiese dell’Irpinia colpite dal terremoto del 23 novembre 1980, che vennero restaurate l’annesso laboratorio. Il Museo Diocesano è ubicato in Piazza XXIII novembre, il Museo Zoologico degli Invertebrati, si trova in Corso Umberto I 131, il Museo Zoologico dei Vertebrati, in Via F. Petronelli 8. Il Museo d’Arte – MdAO è ubicato in Via Degli Imbimbo, è più celebre con l’acronimo MdAO ed è stato fondato nel 2005. Originariamente ere una quadreria privata. Attualmente il MdAO presenta in ostensione al pubblico alcune opere d’arte contemporanee e moderne. Propone ai visitatori opere di Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Michele Cascella, eccetera. Infine, ricordiamo il Museo Scientifico dell’Irpinia.

Terminiamo qui la nostra breve visita virtuale per le strade di Avellino per ritrovarci giovedì prossimo ancora in giro per la città. Appuntamento alla prossima settimana sempre ad Avellino!

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