Avellino, una mostra tra Santi e Madonne di Irpinia

Al Castello di Gesualdo va in scena la mostra “Le due anime meridiane: tra miti e riti – Santi e Madonne in Irpinia”. Dal 18 agosto al 4 settembre 2016 va in scena al Castello di Gesualdo, meraviglia d’Irpinia, la mostra allestita e creata dal Prof. Francesco Caloia, intitolata “le due anime meridiane: tra miti e riti- Santi e Madonne in Irpinia.

mostra-avellino-madonne-santi-irpinia (1)Nato a Sant’Angelo dei Lombardi ma praticamente Gesualdino dalla nascita, il Prof. Francesco Caloia effettua un percorso volto alla formazione artistica: maturità d’Arte ad Avellino ed Accademia di Belle Arti a Bologna. Ha diretto Istituti statali di tutti gli ordini di scuola. E’ stato presidente di commissione per concorsi a cattedre nazionali di insegnamento e svolge attività di ricerca artistica. Attualmente dirige il Liceo Guido Dorso di Ariano Irpino. Ha curato varie pubblicazioni promosse nelle scuole da lui dirette. Ha inoltre stilato i testi per lo spettacolo teatrale “Amore e morte di un Madrigalista” ed ha svolto funzioni di regia e di adattamento dei copioni per un film documentario dal titolo: “Carlo Gesualdo tragico Principe dei Musici tra amore e morte” realizzato dagli alunni del Liceo Guido Dorso. L’amore per la propria terra e la voglia di approfondire le proprie conoscenze su Carlo Gesualdo e la storia della sua casata in rapporto alle vicende del Regno di Napoli, lo hanno portato alla produzione dei materiali oggetto della pubblicazione Gesualdo&Gesualdo.

Le due anime Meridiane – tra miti e riti è l’ultima fatica del prof. Francesco Caloia e degli amici poeti, saggisti, che, ispirati dalla sua pittura, lo accompagnano nell’esplorazione della dimensione di mezzo espressa dalla meridionalità, qualità attuale, ma poco di moda.La ricerca di senso delle parole come “meridiano”, “meridionale”  induce a riflettere sulla radice comune “medius”: ciò che è in mezzo quindi tra due estremi.La prospettiva meridiana conduce lo sguardo sul mondo da Mezzogiorno. La prospettiva dal Sud è diversa da quella del Nord.

Il lavoro “le due Anime Meridiane”, catalogo di pittura e anche viaggio attraverso un mondo umorale, antico e profondo nei rimandi e nelle suggestioni poetiche,porta l’interlocutore in viaggio attraverso territori battuti, ma mai esplorati definitivamente, e pone in termini artistici una domanda attualissima per il momento storico-politico che stiamo vivendo come europei e donne e uomini meridionali: Mediterraneo fulcro dell’Europa?

L’Irpinia, la terra del prof. Caloia e degli altri autori, geograficamente, a sua volta, è stata una terra “di mezzo”, o terra dell’osso, come l’ha recentemente definita anche il maestro Vinicio Capossela:terra di passaggio, di flussi ininterrotti antichi, di scambi, di avanzamenti e progressioni umane e culturali; oggi è ferma, bloccata in un isolamento che sa di torpore e di solitudine per la dissennata fuga delle generazioni di mezzo e per la mancanza di flussi di rientro. L’esperienza culturale costruita dagli artisti, dagli artigiani, dai poeti e dagli intellettuali come Caloia, legati all’humus delle radici, alimentano la nostra identità e scongiurano il rischio della desertificazione culturale e sociale.

mostra-avellino-madonne-santi-irpinia (1)La ricca esperienza artistica di Francesco Caloiarivela l’uomo dalle radici profonde, pronto alle sollecitazioni dell’arte in tutte le sue espressioni.  La pittura di Caloia è un’esperienza di sincretismo e contemporaneità. La contemporaneità del pittore Caloia non si esaurisce  nella ricerca attraverso la sperimentazione di tecniche e di materiali,  ma si esprime attraverso la sintesi di prospettive ed esperienze estetiche portate alle estreme conseguenze per accedere  alla vasta pianura della verità dell’Iperuranio, sulle tracce  dell’uomo di oggi, liberato dalle sovrastrutture delle mode e delle culture di passaggio. Le opere raccontano la dimensione della simultaneità tra l’avanguardia artistica, l’arte classica e la cristianità  fino a penetrare le radici mediterranee,  transumanti, preromane e sannite.

Caloia pone al centro i riferimenti alla propria terra: statue lignee, madonne, sante, chiese e li inserisce in una trama fitta di rimandi, di rinvii e rielaborazioni secondo una sintassi chiara e pulita negli esiti; essa si risolve in una narrazione metodica, armonica, ritmica, intensa e affascinante. La ricognizione, fatta dall’artista, nel repertorio dell’iconografia religiosa mariana, è testimonianza ulteriore del radicamento alla cultura religiosa, popolare, autentica nella sua qualità espressiva e scelta come campo di sperimentazione di un’arte contemporanea, che rompe le barriere dell’antico,  del classico e del moderno per tentare il superamento dell’insufficienza dell’esistenza attraverso l’esperienza estetica. La sua opera esprime un’etica dell’appartenenza che induce a ripensare il futuro attraverso la robusta radice mediterranea.

Insomma chi si trova in Irpinia o comunque in quelle zone durante le vacanze estive deve necessariamente recarsi a Gesualdo e ammirare questa splendida mostra del prof. Caloia, che sarà allestita a partire dal 18 agosto e fino al 4 settembre nella meravigliosa cornice del Castello che fu residenza del principe dei musici Carlo Gesualdo.