Avellino-Varese: Mister, è l’ora dell’usato sicuro

La “Rastrellata” con oggi, per Avellino Varese, diventa una rubrica fissa dopo la fase sperimentale. C’è un nuovo logo, come vedete, opera della mano sapiente di Daniele Iannella. C’è già tutto disegnato, non c’è il rastrello come corpo contundente, ma sulla sabbia – se vedete – c’è traccia dell’azione di pulizia effettuata dallo strumento, e questo spiega lo spirito di questa rubrica che, ad esempio, a Latina non potrebbero permettersi, e neanche a Palermo mi sa, causa cambio allenatore o cambio imminente. Noi, invece, desideriamo puntare sul valore aggiunto e duraturo di un allenatore in grado di portarci lontano e di tenerci lontano da quella attrazione fatale per la polemica auto distruttiva che ci caratterizza come irpini residenti o – spesso, purtroppo – anche in esilio, come noi.
Il miracolo, debbo dire, è già in atto. L’ambiente vive un momento magico che non va disperso, in casa e fuori, anche il modo come è stata digerita la sconfitta di Lanciano lascia ben sperare. Tutto lascia sperare, in analogia con l’Avellino dei miracoli che ci portò in serie A nel 1978, che se restiamo uniti così possiamo noi dare, come stiamo già dando, quel valore aggiunto che le ristrettezze societarie non hanno potuto dare, e sono fiducioso che qualcosa accadrà, nel prosieguo, per rafforzare un organico con dei limiti che lo stesso mister ha evidenziato esserci ancora.

Rastelli parla in conferenza stampa
Potremmo insomma dire che il Pavoletti della situazione siamo noi, e mi ci metto pure io, nel mio piccolo, visto che – dopo qualche polemica, ampiamente superata – mi sono ritrovato a Lanciano in curva agli ordini di Catello. La tribuna stampa mi manca, ci tornerò presto, perché in curva tante cose le vedi dopo, guardando i filmati. Ma tante altre le “senti” di più, come stessi in campo e per il momento va bene così, noi dell’Avellino Club Roma ci saremo anche a Pescara, e – se tutto va bene e la pratica burocratica va in porto – potremo esibire finalmente il nostro stendardo, Sky è avvertita, pregasi inquadrare, please.
Ma, tornando a Lanciano, in una rubrica che inneggia a Rastelli vorremmo un po’ stupirvi. Siamo per una volta,infatti, molto critici con la scelta finale del mister di schierare Pape Dia, e lo siamo facendo ricorso al suo stesso “verbo”, che punta tutto sul gruppo. Potrei, al riguardo, polemizzare con l’amico e caro collega Marco Ingino per l’uso, sul Mattino, dell’espressione “usato sicuro” da lui mutuata da una nostra conversazione post-Lanciano. Ma farei brutta figura. Farei la figura, per gli appassionati di Eduardo, del fratello in “Natale in casa Cupiello” che si lamenta col figlio di Eduardo che gli ha rubato la 5 lire segnata. Guarda con attenzione la banconota, Eduardo, e scopre che c’è anche il segno che aveva fatto per primo lui: dunque il fratello l’ha rubata a Eduardo e il figlio l’ha rubata a sua volta. Eduardo propone allora una sorta di amnistia: “Non ne parliamo più”. E così potrebbe capitare a me con il prode compagno di viaggio di Lanciano, Pellegrino Marinelli, titolare del Blog “Pellegrino e il lupo”, l’espressione “usato sicuro” in effetti è sua, da me captata nel mesto viaggio di ritorno da Lanciano e messa in circuito.
Come che sia il ragionamento è questo, e lo usiamo “contro” Rastrelli, per una volta facendo ricorso ai suoi insegnamenti, paradossalmente. Non si può trascurare in blocco l’eroica intelaiatura del centrocampo dello scorso anno. Con l’Avellino di Rastelli non dovrebbe funzionare così, un gruppo ha i suoi meccanismi collaudati, ce l’ha insegnato lui. Ci riferiamo a quelle operazioni altrettanto collaudate di mutuo soccorso, che ad esempio dovrebbero scattare quando un Togni ancora fuori fase perde palla al limite dell’area avversaria. Invece, come avete visto, ci ha dovuto mettere una pezza Terracciano, perché il Lanciano si è lanciato, una volta rubata palla, come in una prateria verso la nostra porta. Viene in mente una palla che lo scorso anno perse D’Angelo sulla trequarti destra, a Prato, che scatenò una diagonale vincente di oltre 40 metri di Angiulli da sinistra a sopperire all’errore.

tifosi avellino club roma

 

Il mister si è accorto che così non va e l’ingresso di Massimo nella ripresa si spiega così (nella formazione che fra poco daremo scommetteremo su un suo reimpiego oggi). Ma, ecco, l’usato sicuro dei vari Millesi, D’Angelo o Herrera con le differenti caratteristiche di ciascuno, sarebbe stato certamente da preferire, ne siamo certi, all’ingresso un po’ avventato di Pape Dia,un giovane che avrebbe avuto bisogno di momenti meno decisivi per vincere l’emozione dell’esordio. Mister, perdonaci, agli amici non si può dire sempre “bravo”, senza sfociare nella piaggeria. E siamo convinti che, visto che in difesa e in attacco questa squadra si appoggia ancora in gran parte sull’intelaiatura dello scorso anno, anche a centrocampo gli innesti dei vari Abero, Togni, De Vito e Pape Dia andassero fatti più gradatamente di come è stato invece fatto, col rischio di averli tutti un po’ bruciati, con la sola eccezione di Schiavon che sembra aver ingranato. Ce l’hai insegnato tu mister, tenendo ad esempio lo scorso anno in lista di attesa per qualche tempo due grandi come Arini e Zigoni, che pian piano hanno trovato il loro spazio, senza stravolgimenti.
Ciò detto, siamo alla formazione di oggi, che crediamo di aver capito così. In porta un confermatissimo Terracciano, vera e propria rivelazione delle ultime due gare, nelle quali ha tolto letteralmente dalla porta, e con grande naturalezza, almeno quattro goal fatti. In difesa Pisacane non ce la dovrebbe fare e dovrebbe toccare (prima sorpresa) a Peccarisi, al fianco dei collaudatissimi (a proposito di “usato sicuro”) Fabbro e Izzo. Anche a centrocampo novità. Al centro, ma qualche passo indietro, dello schieramento a cinque, prevedo la riconferma dal primo minuto di Emiliano Massimo (che come “conterranei” del Club Roma salutiamo, con l’invito a incontrarci presto). Ottima mossa questa, per migliorare qualche automatismo che, come detto, non ha funzionato nelle ultime gare. A destra il collaudato “usato sicuro” di Arini e Zappaosta. Sulla sinistra invece con Schiavon a centrosinistra super-confermato dovrebbe essere la volta di De Vito, a sorpresa preferito a Bittante, ma è chiaro che con una rimodulazione in chiave più difensiva del centrale (da Togni a Massimo) era necessario avere più intraprendenza almeno sulle fasce e certamente De Vito ne offre più di Bittante, anche se l’usato sicuro di Ciccio Millesi, ma anche degli stessi Herrera e D’Angelo, forse andrebbe tenuto maggiormente presente. Ma verrà il loro momento,ne siamo certi, forse già oggi nella ripresa.
Avanti tutti vedono Galabinov, ma si sbagliano. Basta vedere i primi minuti di Lanciano e scoprire che le prime due occasioni d’oro a Castaldo e Arini le ha offerte proprio l’anziano e sgusciante attaccante, che quindi – prima di finire sulle gambe, nell’arco della gara – offre per almeno un tempo grandi garanzie. Forse il mister per età e caratteristiche di gioco (con qualche capello in più) si rivede attraverso lui con la maglia bianco verde, e vedrete che anche oggi toccherà a lui in prima battuta, una scelta che tutto sommato condividiamo, accanto a Castaldo, che se non sale di condizione potrebbe persino essere preso in considerazione anche lui per l’avvicendamento annunciato con Galabinov.
Questo è. Oggi pomeriggio si vedrà se abbiamo azzeccato. Appuntamento quindi a martedì, per una Rastrellata speciale in vista di Pescara-Avellino: tanti ricordi ci portano all’Adriatico e vorremo rendervene partecipi. Mentre un evento luttuoso a Irpinia Tv (la scomparsa della mamma di Sabino, Silvia e Roberta Giordano, che saluto accanto al consorte, Mario Giordano) ha portato al rinvio della “prima” di Linea Verde Sport. Dovrei esserci lunedì l’altro, dopo il posticipo con l’Empoli, speriamo con 5 punti in più in tre gare. Ma sarà dura: con avversari di questo calibro anche oggi un pareggio, per tornare a muovere la classifica, non sarebbe del tutto da disprezzare. Ma: Forza Lupi, con il dodicesimo uomo in campo ogni obiettivo è possibile.