Avellino-Varese, tre punti per salvare D’Aliasi

Cari amici, se il mister è arrivato alla panchina numero 200 potete ben capire la soddisfazione del Rastrellatore che ci ha sempre creduto. Nei momenti bui confesso che mi capita di rivedere le parole di Rastelli a Linea Verde Sport nella puntata della promozione. Per me fu una assoluta sorpresa, neanche pensavo si ricordasse di me. Minuto 9 e 10 secondi di questo video.

L’idea della Rastrellata nacque da lì, l’idea che – una volta saliti in B – ci fosse bisogno di un piccolo stabilizzatore in una piazza come la nostra che per non saper programmare e per andare indietro agli umori di giornata era giunta alla quinta esperienza di promozione seguita da repentina retrocessione. Voi capite quindi che perché me è una piccola soddisfazione, questo traguardo raggiunto dal mister, che contava tanti detrattori all’inizio.

Voi vi aspettereste ora, dopo l’inopinata sconfitta col Vicenza che io prenda in giro l’elaboratore per antonomasia delle tabelle, puntualmente smentite, Felice D’Aliasi dopo che vi avevo messo in guardia nella scorsa rubrica sui ruschi nel dargli retta. E invece vi stupirò. Sono qui a tessere i suoi elogi per tre ordini di motivi.

1) Perché i 9 punti che aveva pronosticato D’Aliasi in quattro partite facciamo ancora in tempo a prenderli nelle prossime tre se ci mettiamo di buona lena subito con il malcapitato Varese dei… Miracoli che però è auspicabile li ricominci a fare dalla prossima, che a noi i tre punti servono.

2) Perché Felice è uno dei pochi avellinesi che sa stare al gioco, non permaloso come tanti altri a partire dal sottoscritto, capace di prendersela per niente.

3) Perché Felice ha il grande merito, invitandomi a moderare due anni e mezzo fa la presentazione del suo libro sull’Avellino al salone della provincia di aver potuto elogiare l’appena ingaggiato mister alla presenza del presidente Taccone, dando il via a una sorta di idillio che, come vedete, non ha subito inclinazioni nel tempo, anche se ogni tanto qualche critica non l’ho fatta mancare, come si fa con le persone che si stimano.

La sfiga non c’entra, non sono le tabelle ad averci fatto perdere i tre punti, e nemmeno l’approccio sbagliato. L’Avellino era reduce da tre partite più accorte delle precedenti risolte con il raziocinio e con qualche giocata di san Gigi Castaldo, cosicché la squadra contro il Vicenza si stava incamminando per la stessa strada, probabilmente lasciandosi qualche munizione per la ripresa, quando ecco che il goal dell’anno è invece capitato a loro, dopo di che abbiamo faticato a recuperare e quando lo abbiamo fatto ecco la signora Santuari alzare la bandierina nella direzione sbagliata. Se no, sostiene il coautore Antonello Candelmo, con il Partenio Lombardi in fiamme, staremmo qui parlando solo dell’ennesimo recupero prodigioso dei lupi, essendoci ancora un quarto d’ora di gioco per completare l’opera con un’altra rete sulle ali dell’entusiasmo.

Invece il pallone, o meglio la vita, è così, meglio non programmare niente, a mio avviso le tabelle servono solo a illuderci che ci siamo appassionati a una disciplina che possiamo padroneggiare, invece è il pallone che padroneggia noi con le sue combinazioni impossibili, con le respinte sulla linea, con le sviste arbitrali, con il sole negli occhi, con il pallone reso viscido dalla pioggia, con una zolla del terreno, e chi più ne ha più ne metta. Chi non ha voglia di soffrire insomma si dia al golf, che col pallone si vince con la programmazione, è vero, ma si perde con l’illusione di poter programmare tutto. Mentre si tratta di giocarsela attimo dopo attimo per tentare di cacciare la fortuna, che decide tutto, dalla tua parte.

Né condivido tutte le contumelie indirizzate alla segnalinee che coadiuvava Manganiello di Pinerolo.

Guardalinee-Romina-Santuari

Leggo su Internet, alla sezione di Collegno dell’Aia, l’associazione arbitri:
“Giovedì 17 aprile la Sezione di Collegno ha dato il benvenuto ad un ospite nazionale. Il presidente Bruno Surace, dopo le normali e obbligatorie comunicazioni di servizio, ha presentato alla numerosa platea Romina Santuari, Assistente della Sezione di Trento in organico alla CAN B e Internazionale di Calcio Femminile.
Dopo la presentazione, Romina ha voluto interagire con i ragazzi con vari video proposti volutamente da gare internazionali di Calcio Femminile e campionati nazionali, per far capire che la concentrazione della terna deve sempre essere al massimo dell’attenzione a qualsiasi livello, sia nelle gare maschili che femminili”.

Da ora in poi chiamerò quindi, Romina, la smemorata di Collegno, per ricordare un caso di cronaca incredibile del primo dopoguerra, un uomo che aveva perso la memoria, di quel paese, e non si riusciva a risalire alla sua vera identità con due donne che se lo contendevano come marito. Qui purtroppo Romina si è invece dimenticata dell’insegnamento impartito a Collegno ai suoi allievi e si è distratta un attimo, che volete che sia? Ma non attribuitele complotti o disegni perversi, l’avete guardata bene in faccia? Non mi meraviglierei se si scoprisse che si tratta di una persona altruista, dedita al volontariato e all’aiuto degli altri, ma – purtroppo – a giudicare dalle sue prestazioni con Manganiello ad arbitrare l’Avellino potrebbe aver sbagliato hobby, o mestiere, se non vede un giocatore davanti agli occhi (passi la palla di Angiulli entrata di due metri lo scorso anno, che era difficile da vedere a velocità reale) a tenere in gioco il nostro Comi.

Anche lo stesso Abodi ha dovuto ammettere su Twitter che si tratta di un chiaro errore. Il presidente della Lega di B al nostro Roberto Valente (segretario del club Avellino della Capitale) aveva dovuto ammettere lo scorso anno, in Campidoglio, in occasione della cerimonia di premiazione del nostro mister che con gli arbitri c’è molto da lavorare per limitare gli errori.

Abodi-presidente-Lega-Serie-B

Ma l’anno scorso è stata diversa. Fin qui grandi torti non ne avevamo visti, semmai la dea bendata, e con essa i direttori di gara che ne sono una componente importante, era stata persino benevola con noi. Questo torto arbitrale, che ci toglie un punto (non avremmo meritato più di un pareggio, siamo onesti) ci restituisce a una classifica più veritiera. Io ho un mio modo di vedere il calcio. Nel girone di andata, prima del mercato di riparazione, le situazioni un tantino fortunose invece di rallegrarmi mi mettono in agitazione. Perché c’è il rischio di montarsi la testa, di non capire i limiti della squadra, di abituarsi bene per poi demoralizzarsi alla prima difficoltà. Mi piace invece quando torti e fortuna si bilanciano un po’, perché così tutti insieme si può fare dei discorsi realistici e programmare il “secondo campionato” quale tutti giudicano il ritorno della lunghissima serie B, con il piglio, lo spirito e la programmazione giusta. Ho già detto più volte che prima di programmare rinforzi è bene poter valutare appieno l’organico a disposizione e non credo questo sia ancora avvenuto. Tuttavia se proprio dobbiamo trovare una lacuna io la vedrei nell’uomo da mettere dietro le punte quando Rastelli dovesse propendere per uno schema più offensivo se la squadra dovesse restare nei piani alti, e fosse “costretta” a tentare l’impresa. Manca a mio avviso questo, e il Vicenza ce l’ha dimostrato: l’uomo in grado di andare fra le linee dietro le punte, di inventare quella giocata in più che può decidere la partita, magari con un calcio da fermo. Sebbene Angeli e Soumaré in questo ruolo dovranno avere ancora altre occasioni per dimostrare tutto il loro valore.

Una cosa è certa però, per puntare alla promozione diretta noi dobbiamo crescere ancora e dobbiamo sperare in una flessione delle due avanti, parlo del Carpi e del Frosinone, che fin qui hanno dimostrato, soprattutto a livello fisico, di averne più delle altre, ma dubito che potranno durare a questi ritmi per una stagione intera.

Dunque non è successo niente, anzi una partita storta potrà rivelarsi persino salutare, e sono convinto che ci sono tutte le premesse, per ripartire a spron battuto sin da subito, col Varese per rispettare la tabella di marcia di D’Aliasi. A patto che giri Kone, che non so se ci avete fatto caso quando non è in palla lui sembra andare in sofferenza tutta la squadra. Io sulla formazione prevedo che il mister voglia insistere su Zito e Bittante ritenendo ingiuste le critiche passando a 5 a centrocampo e 3 in difesa con il rientro di Ely, Fabbro ancora in panchina e Chiosa preferito a Visconti. Quindi: GOMIS, PISACANE, ELY, CHIOSA, BITTANTE, D’ANGELO, KONE, ARINI, ZITO, CASTALDO e COMI.

Alla prossima!