Avellino-Vicenza, alla scoperta dei prossimi avversari dei lupi

Quella contro il Vicenza è una partita che potrebbe permettere all‘Avellino di svoltare, iniziando a pensare a obiettivi fino a qualche tempo fa ritenuti impossibili dai più. Sabato pomeriggio al Partenio-Lombardi, in caso di vittoria, la salvezza non sembrerebbe mai stata così vicina e si metterebbero definitivamente da parte malumori e insidie contro la società, rinsaldando il rapporto tra l’ambiente e la dirigenza che vedrebbe avvicinarsi sensibilmente l’obiettivo prefissato a inizio stagione: una tranquilla salvezza, utopia con Toscano, realtà concreta oggi col mister Novellino da Montemarano.

Tra l’Avellino e tutto questo però c’è di mezzo il Vicenza. La compagine allenata da Bisoli, è in piena bagarre playout con 28 punti totalizzati frutto di 6 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte. Nelle ultime due gare in due scontri diretti importantissimi a domicilio (contro Salernitana e Ascoli) ha totalizzato solo un punto.

Aggiungiamoci il fatto che i veneti verranno al Partenio in piena emergenza anche di uomini: infatti mancheranno i due più bravi tecnicamente in rosa Fabinho e Signori, quest’ultimo per squalifica a cui si aggiunge Cernigoi, creando così grandi difficoltà in attacco. Per ottemperare a questo la società veneta, cercherà di stringere per Chamakh ex stella dell’Arsenal tra le altre, anche se è difficile riuscire a chiudere entro sabato.

I calciatori a cui prestare attenzione sabato sono sopratutto due, che quando vedono il biancoverde sembrano come un toro quando vede rosso: Giuseppe De Luca e Nicola Bellomo, mentre la manovra sarà affidata a Robert Gucher, che ha rischiato con la risaputa storia del suo rifiuto di mettere in seria difficoltà la ricerca del centrocampista, poi risolta brillantamente con l’arrivo di Federico Moretti. Inoltre da tenere d’occhio anche il solito Giacomelli che con le sue scorribande è capace sempre di creare scompiglio.

Inutile dire che la posta in palio è alta: incrementare il vantaggio in classifica sul Vicenza significa, oltre che attuare l’ennesimo risultato utile consecutivo, anche mantenere una distanza di sicurezza dalla zona rossa tale da poter guardare, anche se con coscienza, verso in su.

Tutti al Partenio, quindi, perché una vittoria aprirebbe scenari insperati oltre che avvicinare sensibilmente, già a Febbraio, il primo step della salvezza (cosa a Novembre nemmeno lontanamente immaginabile). Nel girone di ritorno in cui l’Avellino, in questa speciale classifica è capolista, niente è precluso. Nemmeno sognare in grande. Perché l’Avellino è fatto, anche, per chi non ha paura di sognare.