Bagnoli Irpino (Avellino), la terra del Tartufo Nero

Seguendo la nona tappa del Giro d’Italia 2015, ecco che dopo Montella arriviamo nella cittadina di Bagnoli Irpino, collocata in una valle circondata da monti, alcuni dei quali superano i 1700 metri di altitudine, come il Cervialto e il Rajamagra.

Bagnoli Irpino sorge prima dell’anno Mille, come centro fortificato a difesa del ducato longobardo di Salerno. Al tempo della minore età di Federico II, Diopoldo di Hohenburg, capitano tedesco, ne fa un centro di rilevanza strategica; il paese divenne una piazza d’armi, viene cinto da poderose mura e munito di un formidabile castello, situato sul poggio detto Serra, e dominante tutta l’alta valle del Calore. Le produzioni artistiche di Bagnoli Irpino sono state anche in passato di un notevole gusto e pregio. Per secoli fu Demanio Regio, finchè al tempo degli Aragonesi fu dato in feudo, insieme con Montella e Cassano Irpino alla famiglia dei Cavaniglia, spagnoli imparentati con gli Orsini. In tale periodo il paese conobbe i più notevoli benefici di progresso e rinnovamento, diverse iniziative produttive furono migliorate ed ingrandite. Accanto all’industria armentizia, che gli Aragonesi favorirono considerevolmente, sorsero in questo periodo la bachicoltura e soprattutto la produzione di tessuti, filatura e tintoria; la famosa “Pezza Bagnolese” per secoli costituirà un capo importante di corredo da sposa. Luogo di ritrovo degli accademici Pontaniani, Bagnoli, ispira il poeta Sannazzaro, che da questi luoghi trasse diversi spunti per il suo poema “Arcadia”. Eretto a ducato nel 1611, fu tenuto in feudo dalla famiglia Maiorca-Strozzi, fino al 1806 quando fu abolita la feudalità. Custodi gelosi e fieri della loro libertà , i bagnolesi imponevano sempre ai diversi feudatari il giuramento dei “Capitoli”, norme e privilegi riguardanti gli usi civici sul demanio da parte della popolazione. La rivoluzione del 1799 e i moti carbonari del 1820, videro i bagnolesi parte attiva, e la conseguente restaurazione si fece sentire in questi luoghi in modo più cocente. Quaranta famiglie furono interdette dai traffici e dai commerci, segnando il declino di tutte le attività produttive. Il paese per il suo futuro punta tutto sul turismo, considerata la sua unica vera risorsa di sviluppo.

Benvenuti a Bagnoli Irpino
Benvenuti a Bagnoli Irpino

Bagnoli Irpino conta circa 3000 abitanti e giace a circa 650 metri sul livello del mare, in una insenatura dell’Appennino Irpino, che si apre fra il monte Cervialto, che gli sta alle spalle, ed alcuni poggi, che gli fanno da contrafforte e corona (San Martino, Giudecca, Serra e Torre). I suoi monti poi confinano con quelli di Nusco, Lioni, Caposele, Calabritto, Acerno e Montella, dei quali porzione è boscosa, porzione coltivata ed il resto erbifera, destinata per pascolo degli armenti, che in ogni tempo hanno costituito le principali industrie e risorse economiche della borgata.  Sui suoi monti si ammirano dei punti incantevoli, i quali non hanno nulla ad invidiare alle montagne della Svizzera o alle nostre amate Alpi, e fra essi vi è l’altopiano Laceno a 1040 metri sul livello del mare, il quale misura un’area di quasi due miglia geografiche, e forma una magnifica prateria dominata in fondo dal monte Cervialto (m. 1816), chiusa quasi da ogni parte da cime montuose vestite di faggi secolari, attraversata dal torrente Tornola, che si raccoglie formando un laghetto ai piedi del monte Rajamagra.

Questo paesello perduto tra i monti ha avuto un passato splendido e glorioso, che lo fecero distinguere fra tutti i Comuni vicini, e merita perciò che la sua storia sia ricordata e conosciuta. Il centro storico, chiamato Giudeca, si trova alle spalle del Duomo. Il nome deriva da coloni di origine ebraica che per primi lo abitarono, e rappresenta il primo grosso insediamento o casale di Bagnoli Irpino. È un borgo medievale sorto intorno al vecchio castello Longobardo del VII secolo, del quale si possono vedere ancora i ruderi. Il borgo ha le caratteristiche architettoniche spagnole. Per questo a Bagnoli Irpino possiamo ammirare il Castello Normanno-Svevo. Con i Normanni, Bagnoli Irpino, unitamente a Montella e a Cassano, fu tenuta in feudo dai discendenti della famiglia D’Aquino, conti di Acerra. Con l’avvento della Casa Sveva, la contea di Bagnoli, Montella e Cassano resta al capitano tedesco Diopoldo de Schweispeunt, che aveva spodestato i vecchi signori. Il nuovo feudatario, temendo la rivalsa degli antichi padroni, costruì un suo castello sul poggio detto “Serra”. Questo fortilizio in seguito passò alla famiglia Cavaniglia.

veduta di Bagnoli Irpino
veduta di Bagnoli Irpino

Il Palazzo storico di Bagnoli, oggi sede della pinacoteca, della biblioteca e della Pro Loco, è stato anche sede comunale fino al 1997. Fatto erigere verso il 1500 per volontà dei Conti Cavaniglia, signori di questa terra, per impiantarvi una tintoria per l’industria tessile, attività artigianale all’epoca molto fiorente a Bagnoli Irpino, era indicato come Palazzo della Tenta e fu acquistato successivamente dal Comune e da allora ne divenne la sede. Sulla facciata si possono ammirare diverse lapidi e il busto in bronzo dell’artista bagnolese Michele Lenzi, stimato pittore e sindaco benemerito. Il palazzo si sviluppa su due piani: la biblioteca e la pinacoteca si trovano, rispettivamente, al primo e al secondo piano dell’edificio, al piano terra, attualmente, sono sistemate le sede della Pro Loco e quella dell’Informagiovani.

Il complesso edilizio che oggi invece ospita il Municipio di Bagnoli Irpino, in origine e per molto tempo ha avuto una destinazione diversa. Fu fatto edificare per volontà del bagnolese Leonardo Pallante che, con testamento datato 1602, donò un suo palazzo e una rendita annua di 227 ducati per ospitare delle suore domenicane. Non adatto quel palazzo allo scopo, si iniziò la costruzione dell’attuale edificio nel 1607 ma per varie vicende poté essere utilizzato soltanto nel 1769. Allora prese il nome di “Conservatorio di S. Caterina da Siena” per suore domenicane, secondo le intenzioni del Pallante. Nel corso dei secoli tale struttura ha ospitato diverse istituzioni educative (educandato femminile, asilo comunale e orfanotrofio) gestito da un altro ordine monastico “Figlie povere di Sant’Antonio” che, esaurite nel tempo, hanno riconsegnato l’edificio al Comune. Dopo un intervento di restauro con fondi dello Stato, nel 1997 vi sono stati trasferiti gli uffici comunali.

una via del centro storico
una via del centro storico

La prima chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, la Collegiata di S.M. Assunta, fu costruita intorno al XII secolo sulla collina della Giudeca attorno alla quale sorse il primo centro abitato di Bagnoli. La vecchia porta d’ingresso è quella che ancora oggi esiste e volge verso tale rione, mentre l’altare maggiore era quello che oggi è detto Cappellone, posto di fronte all’ingresso. Nel XVI secolo fu ingrandita, come attualmente si vede. Ci sono all’interno numerosi quadri e sculture di artisti bagnolesi.

La Torre Civica di Bagnoli, comunemente detta Torre dell’orologio, è una costruzione del XV secolo. Alla base c’è la Fontana del Gavitone, fa ad angolo con la Casa della Corte, sulla facciata c’è la meridiana, e una lapide che riporta due versi di Orazio: “L’anno e l’ora che rapisce l’almo giorno, ammuniscono a non sperare in cose mortali”. Più sotto al di sopra delle cannelle c’è uno scudo gentilizio che riunisce gli stemmi di tre famiglie: Cavaniglia, Orsini e Caracciolo. Il piazzale davanti alla fontana era l’antico centro del paese.

Inaugurato il primo luglio del 2000, il parco pubblico di Bagnoli si estende da Piazza Di Capua, fulcro della vita socio-culturale del paese, ai piedi dei ruderi del castello normanno-svevo. La sua superficie complessiva è pari a circa quattromila metri e i materiali utilizzati per la sua realizzazione sono essenzialmente la pietra e il legno secondo la tradizione locale. La sua particolarità logistica rende il “parco-giardino” di Bagnoli un’opera di fondamentale valore culturale e ambientale che rispetta le caratteristiche orografiche del suolo delle aree destinate a verde, ai percorsi e alle aree funzionali al fine di salvaguardare l’aspetto paesaggistico del luogo. Infatti, partendo da esigenze di carattere funzionale ed ecologico, esso assicura una serie di funzioni, interconnesse tra di loro, destinate al tempo libero e a manifestazioni culturali.

A Bagnoli Irpino vi sono diversi palazzi gentilizi, che hanno conservato elementi della struttura originaria. Come Palazzo Pescatori, sito di fronte alla piazza principale del paese. Ha conservato la corte interna ed i portali in pietra con decorazioni. Troviamo inoltre molti portali decorati con gli stemmi del casato a cui appartiene o è appartenuto il palazzo.

Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico

La chiesa e monastero di San Domenico, sorta nel 1490 ebbe inizialmente la denominazione di Santa Maria di Loreto. In seguito per volere delle contesse, Margherita Orsini e Giulia Caracciolo, il convento venne dedicato a San Domenico. Caratteristico e maestoso il campanile, alto circa 30 metri dalla struttura architettonica particolare. Infatti è per due piani quadrangolare mentre la parte superiore è ottogonale. La Chiesa di S. Margherita, edificata verso la fine del secolo XVI, prese il nome della pia Contessa Margherita Orsini, madre del Conte Troiano Cavaniglia. Venne poi ingrandita nel secolo successivo e completata alla fine del secolo XVIII. In principio fu sede dei Parlamenti pubblici, divenne in seguito la sede della congrega dei morti e di recente ha svolto la funzione di Cappella funebre dove venivano celebrati i funerali.

L’altopiano del Laceno, frazione di Bagnoli Irpino, è situato a circa 1000 metri sul livello del mare, a circa 8 km da Bagnoli Irpino, circondato dalla splendida natura del Parco Regionale dei Monti Picentini. Il lago Laceno, che prende il nome appunto dalla località, è alimentato dal torrente Tronola, sorge dall’inizio del pianoro e si spande attorno all’abitato. Inoltre è circondato da boschi, pascoli e zone dedicate all’agricoltura. Nella zona del Laceno si trovano le bellissime grotte del Caliendo, che sono oggetto di studio degli speleologi e degli appassionati. E’ in atto un progetto per l’apertura delle grotte al pubblico non esperto. La zona delle strutture ricettive si concentra per lo più nei pressi della stazione sciistica, che contribuisce notevolmente a fare del luogo una meta turistica molto frequentata nel periodo invernale. Ad ogni modo, ogni stagione, sul Laceno, ha proposte interessanti. Tutto l’anno Laceno propone relax, divertimento, sport, cultura e gastronomia. Le attività sportive, oltre allo sci e ad altri sport invernali, vanno dal trekking all’equitazione, dal tiro con l’arco alla mountain-bike, inoltre, è possibile effettuare escursioni guidate. Il luogo è ideale anche per gite scolastiche, poiché, oltre a poter prendere contatto con una dimensione più naturale, i ragazzi possono approfondire le loro conoscenze attraverso visite guidate al vivaio della Forestale. Non mancano, per loro, anche i parchi dei divertimenti, con gonfiabili, piste ed altre attrezzature.

Lago Laceno
Lago Laceno
Parco giochi Lacenolandia
Parco giochi Lacenolandia

Tra i monti che circondano Bagnoli troviamo il Cervialto che, con i suoi 1809 metri, è il più alto dei monti Picentini ed è una scalata da non perdere soprattutto a inizio estate quando il sentiero che porta alla vetta è ricco di una grande quantità di prodotti del sottobosco. Si consiglia di iniziare l’ascesa preferibilmente la sera, infatti al mattino, oltre a godere dello spettacolo incomparabile di un’alba da sogno, si ha modo di vedere il mare Tirreno e il mare Adriatico. Si può ammirare anche il monte  Rajamagra, che è preferibile salire con la seggiovia e poi ridiscendere a piedi lungo i sentieri ed il bosco per le sette valli. D’inverno presenta le piste di sci per un totale di 25 Km. D’estate è un posto ideale per ammirare le bellezze del luogo.

Il Tartufo Nero di Bagnoli
Il Tartufo Nero di Bagnoli

Tra i prodotti tipici di Bagnoli abbiamo i formaggi tra cui degli ottimi pecorini (anche aromatizzati al tartufo), una ricotta fresca dal gusto delicato, della ricotta secca al peperoncino, un ottimo caciocavallo podolico. Pezzo pregiato della zone è il Tartufo Nero di Bagnoli Irpino (nome scientifico Tuber mesentericum), molto apprezzato per il suo inconfondibile aroma. Con il Tartufo di Bagnoli Irpino si producono formaggi tipici aromatizzati, come un pregiatissimo burro, utilizzato anche per la preparazione di crostini, per condire piatti a base di pasta, di carne o di pesce. Inoltre, il Tartufo di Bagnoli Irpino viene impiegato per le preparazioni alcoliche: grappe e liquori.

Il territorio di Bagnoli Irpino rientra nella zona di produzione della “Castagna di Montella I.G.P.”, che include anche i territori del Comune di Montella, Cassano Irpino, Volturara Irpina, Nusco e Montemarano. Questa qualità di castagne è molto apprezzata soprattutto all’estero. Dal sapore particolarmente dolce, è ideale per la pasticceria: il castagnaccio dolce, le polpettine di castagna al cacao e tanti altri prodotti. Inoltre, l’industria legata alla lavorazione della castagna produce “Castagne del prete” (essiccate e poi ammorbidite), la marronata, la farina.

Nei castagneti che circondano Bagnoli, dai 700 metri e fino a quota 1809 del Cervialto, nei boschi di faggio, si trova il Re Porcino nei suoi vari aspetti, i chiodini, il gallinaccio, l’ovulo ed altri. Il periodo va da maggio a settembre e a seconda del clima, dell’altitudine e della ricchezza di humus del terreno boschivo. Non esiste altro vegetale così apprezzato come questo prodotto. Il suo sapore particolare, il profumo inconfondibile, le diverse varietà pregiate lo rendono alimento celebrato dai buongustai e gradito a tutti i palati. Il sottobosco offre anche le fragoline di bosco, che iniziano a maturare a giugno. Sono un frutto dal gusto delicato e vengono impiegate sia per la fragolata, da gustare nei bar-pasticcierie di Bagnoli Irpino sia per produrre dell’ottimo liquore, detto appunto “fragolino”. L’origano è un’altra delle tante ricchezze del sottobosco, che abbonda sia nei castagneti dei dintorni di Bagnoli che sui monti intorno al lago Laceno. Con il suo aroma penetrante, è usato largamente per condire tante pietanze, dalla pizza, ai pomodori, alle insalate ecc. Ha anche proprietà medicinali conosciute ed apprezzate fin dal tempo di Aristotele. Le more, infine, sono un frutto comune, nei boschi, nei luoghi incolti, nelle macchie e lungo le siepi.

Da Bagnoli Irpino, da cui il nome, si è diffusa una popolazione ovina con caratteristiche produttive interessanti, la pecora bagnolese. Distribuita principalmente nell’area dei monti Picentini, questo animale dai tratti somatici simili alla Barbaresca, anche se allevato in condizioni ambientali difficili, fornisce produzioni rilevanti sia di latte e sia di carne. L’alimentazione naturale del pascolo, le piccole dimensioni degli allevamenti, a gestione familiare e lontani dai grandi insediamenti urbani, garantiscono la genuinità del prodotto. L’agnello Bagnolese viene in genere alimentato esclusivamente con il latte materno e ciò contribuisce a rendere la sua carne particolarmente tenera e delicata. Il latte (ricco di proteine e con un’elevata attitudine alla caseificazione) costituisce la materia prima per produrre formaggi pecorini e ricotta. Altro animale da allevamento della zona è la mucca podolica che si trova oggi solamente nelle regioni appenniniche meridionali soprattutto nella zona di Bagnoli Irpino e di Montella. E’ una razza che, ben adattandosi alle difficili condizioni ambientali delle zone interne dell’Italia Meridionale, produce latte e carne di qualità eccellente.

Il dialetto bagnolese è anche frutto della creatività della gente, la quale ha arricchito l’antica eredità linguistica con nuovi termini, soprattutto per indicare quegli oggetti attinenti all’economia locale o al vivere quotidiano. I detti ed i proverbi locali sono perle di saggezza antica di cui oggi se ne riscopre il valore, colorite dal dialetto del luogo, di cui spesso la stessa lingua italiana non riesce a coglierne e ad esprimerne le sfumature.

Insomma anche Bagnoli Irpino, col suo Altopiano ed il lago Laceno, merita sicuramente una visita, anche perché come abbiamo visto può essere una meta turistica adatta a tutte le stagioni, in ognuna delle quali Bagnoli offre le sue diverse attrazioni e sfaccettature.

La prossima settimana saremo a Lioni, successiva località toccata dal Giro d’Italia di quest’anno. Allora appuntamento a Lioni con l’Irpinauta di Salvatore Nargi.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI