Baiano e la sua Festa del Maio sparato e del forcarone

Dopo aver visitato Avella, regno della nocciola d’Irpinia, ci ritroviamo a Baiano, comune irpino di circa 5.000 abitanti che sorge a 196 metri di altitudine. Baiano è incastonato tra i monti di Avella a Nord, il monte Partenio ad Est, il bosco di Arciano a Sud e la pianura Campana ad Ovest. Baiano interseca la sua storia a quella di Avella, godendo inoltre di una posizione geografica particolarmente felice in quanto è situato tra le colline di Gesù e Maria, Campimma, Agliarola, Santo, Torone, Paradina e Tora. Il territorio è caratterizzato dalla dolcezza del clima, dall’aria balsamica, dall’abbondanza delle acque, dalla fertilità del suolo, dalla vicinanza di abbondanti pascoli e di ricchi boschi, fin dai tempi più antichi gli uomini scelsero questi luoghi per i loro primi insediamenti.

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Baiano è un attivissimo centro agricolo notevolmente urbanizzato, le cui campagne sono intensamente coltivate (cereali e nocciole), la cui felice posizione lungo due strategiche vie di comunicazione (la Strada Statale 7 bis e l’Autostrada A16 Napoli-bari), ha favorito l’affermazione di proficui ed intensi traffici mercantili. Baiano è sede della Comunità Montana del Baianese e del Vallo di Lauro e costituisce il terminale della strada ferrata Circumvesuviana. Il Santo Patrono è S. Stefano protomartire, festeggiato dal 2 al 4 agosto (e 26 febbraio). Altri eventi sono la Passione di Gesù (Domenica delle Palme), la Festa di S. Antonio (9 giugno), l’Estate Baianese (agosto), la Sagra della nocciola (ultima settimana settembre), il “Maio”, o più estensivamente la Festa del Maio sparato e del forcarone, una festa di presumibili origine pagane che si tiene il 26 dicembre. Notevole è il verde che sovrasta Baiano, che a settentrione vede i Monti D’Avella coperti da vegetazione. La particolare posizione di Baiano, tra pianura e montagne, conferisce al paesaggio un aspetto particolare, originando panorami caratterizzati da interessanti contrasti di colori, che cambiano col susseguirsi delle stagioni. Tra le escursioni possibili nelle vicinanze, si segnalano quelle al Vallone Sorroncello ed alla Fonte del Litto.

La festa Del Maio

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Il nome Baiano potrebbe derivare da una proprietà di epoca romana, praedium Badianum (podere di Badio), legato al vicino centro di Abella. In epoca romana il territorio dopo essere stato assegnato dalla tribù Galeria, vide l’affermazione in parte del dominio longobardo e del ducato di Benevento. In seguito Baiano fu feudo degli Orsini e quindi fece parte della baronia di Avella, mentre entro la fine del Seicento recuperò la propria autonomia. Nel 1715 divenne comune autonomo con il nome di Baiano (nome che mantenne fino ai primi del Novecento) e fece parte in passato della Provincia di Terra di Lavoro, cioè l’attuale Caserta. Con l’Unità d’Italia, Baiano fu accorpata alla provincia di Avellino per compensazione. Ebbe nel corso un forte sviluppo demografico nell’800, grazie anche all’inaugurazione della stazione della Ferrovia Napoli-Baiano. Fino al 1923, il paesino fu capoluogo del mandamento e sede della pretura, del carcere mandamentale e di altri uffici amministrativi.

La Piazza del Monumento ai Caduti

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Nella struttura del paesino assume una particolare importanza storica il “rione d’e Vesune” (letteralmente “quartiere dei Visoni”, chiamato anche “e Vesune”, italianizzato “i Vesuni”). Il toponimo è di origine incerta: secondo la tradizione orale deriverebbe dal viso largo o burbero dei contadini che ne erano gli abitanti; in alternativa potrebbe essere derivato dai “grandi visi” presenti nella decorazione del portale di uno degli edifici (palazzo Picciocchi), o dal nome della dea Vesuna, divinità della fertilità attestata principalmente presso i Marsi. Il quartiere sorse probabilmente durante la dominazione spagnola, abitato in prevalenza da contadini poveri. Con l’apertura della linea ferroviaria per Napoli alla fine dell’800 ebbe un forte incremento demografico, attraendo abitanti dal napoletano e dal resto dell’agro nolano. Molti edifici subirono danni nel terremoto del 23 novembre del 1980 e dalle successive scosse.

La Festa del Maio è dedicata a Santo Stefano, patrono del paese di Baiano, e si svolge il 25 Dicembre di ogni anno. Questa è la festività che caratterizza il paese e unisce tutti i suoi abitanti. La festività ha antichissime origini, che affondano le radici in tempi pagani, forse correlate con la primavera (Maio, Maggio), tuttavia, si inserisce nella tradizione cristiana a tutti gli effetti, come presentazione di doni a scopo propiziatorio e a ringraziamento: il Maio, l’albero maggiore, vale come offerta sacra. In realtà i Baianesi si preparano per questa festa a partire dal 13 Dicembre, quando, in occasione della festività di Santa Lucia, ha inizio il ciclo delle “messe e nott”, celebrate alle 5 del mattino e poi si prosegue cantando e suonando per le strade principali del paese. La pianta del Maio, invece, viene tagliata la mattina di Natale e scelta tra le più grandi e più diritte piante del vicino bosco di Arciano. L’albero viene privato dei rami e posto su un carro, per esser portato fino alla chiesa patronale del paese, la chiesa di Santo Stefano, accompagnato nel suo procedere da canti tradizionali e dalle coreografie dei Gruppi ad Avancarica. Il procedimento è scandito da musica e canti popolari, con il costante accompagnamento di botti e spari a salve. L’albero viene issato dinanzi al sagrato della chiesa, grazie a tre funi tese dal tetto della chiesa. L’albero viene poi scalato da un uomo, che slega le tre funi. Sul Maio sale un uomo, appartenente sempre alla stessa famiglia tramandandosi di generazione in generazione, che ha il compito di arrampicarsi sulla cima dell’albero carico di “tracchi” e sciogliere le tre funi. Il culmine della festa si concretizza nel pomeriggio, quando i giovani percorrono le strade di Baiano per la raccolta di fascine da accatastare ai piedi del Maio per creare un grosso falò propiziatorio ai piedi dell’albero, “o’ Fucarone” e intorno ancora persistono i balli e i canti. Il giorno successivo, il 26 dicembre, il Santo Patrono viene portato per le principali strade del paese in processione.

La Chiesa di Santo Stefano

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Il Santuario dedicato a Santo Stefano, eretto nel 1586 e restaurato nel 1920, custodisce all’interno, oltre ad un artistico altare maggiore, la statua lignea del Santo Patrono di Baiano, S. Stefano Protomartire, che risale al 1750. L’edificio religioso è il terminale della Festa del Maio sparato e del forcarone. La Chiesa Parrocchiale di S. Croce, in cui predicò S. Alfonso Maria dei Liguori, venne edificata nel tardo Medioevo. Presenta la facciata in stile gotico affiancata da un notevole campanile. All’interno, ad una sola navata, sono conservate alcune opere d’arte. Risalente al XVIII secolo, presenta una bella facciata in stile barocco campano. Nonostante si tratti di un grazioso edificio religioso, la sua bellezza non risalta nella sua interezza, essendo la struttura “soffocata” dalle palazzine che la circondano. Nel XVI secolo, venne edificata su di una collina una Cappella detta di Gesù e Maria, che ha dato il nome alla località. La Cappella, ristrutturata il successivo XVII secolo, essendo scoperta, oggi è sostanzialmente un rudere, di cui si distingue un portale in pietra ornato da un bassorilievo su cui insistono la Vergine Maria, Gesù Bambino e S. Alfonso. Nella parte interna, vi sono un altare semicircolare in muratura ed delle nicchie decorate con figure geometriche. Il sito funse da luogo di eremitaggio da parte di persone provenienti non solo dal Baianese-Vallo di Lauro, ma anche dal Napoletano, ai quali erano destinati appositi locali, un grande giardino, delle cisterne, una cinta muraria.

L’eremo Gesù e Maria

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Chiudiamo qui la nostra visita a Baiano e ci diamo appuntamento con l’Irpinauta come di consueto per giovedì prossimo per ritrovarci a Candida, altro grazioso paese della verde Irpinia.

L’IRPINAUTA: IL VIAGGIO PER L’IRPINIA