Bari-Avellino, ora più che mai bisogna essere compatti

L’ennesima sassaiola. No, ovviamente non parlo dell’accoglienza barese, che come sapete è stata viziata solo dal gesto di qualche imbecille (ma potevamo anche aspettarcelo) mentre per il resto è stata invece all’insegna, come la sfida con la Salernitana, dello sfottò. Alcuni magari poco originali e un po’ bassi, ma che volete farci, hanno mostrato sugli spalti quel che hanno avuto in campo. Il lancio di pietre che è arrivato è partito invece dalle solite colonne di giornale, il più famoso giornale sportivo d’Italia, che sabato parlava di un’ “allerta tifosi” per la sfida. Il trafiletto, brevissimo, riportava oltre al titolo le formazioni delle due squadre. Ovviamente, poiché dopo aver tirato il sasso si nasconde la mano, non è apparsa nessuna “correzione” che pensasse ad esempio ad elogiare non tanto i tifosi, che evidentemente ai giornali non stanno molto simpatici, quanto il servizio d’ordine che ha evitato incontri (e scontri). Che Bari-Avellino fosse una partita tesa, lo sapevamo tutti; che fosse previsto un rischio alto, anche; ma tra questo e lanciare una pietra contro i tifosi senza giustificarla ulteriormente ce ne passa, anche perché così si vuole solo creare inutile allarmismo, che poi non viene ovviamente smentito se non dai fatti. E i fatti non fanno più notizia delle loro interpretazioni. Come se poi il problemi del calcio fossero i tifosi, quando ieri il marcio non era né in curva né nel settore ospiti, senza che in questo caso le colpe passate, come invece succede per i tifosi, abbiano impedito l’avvicinamento al mondo sportivo dei soliti noti.

Quella di domenica non è stata l’unica partita della settimana; martedì, dopo una prestazione buona ma non fruttuosa (non solo per colpa nostra), la Curva ha invitato i calciatori a passare lungo la pista per caricarli. Fraintendendo il regolamento, l’undici biancoverde ha evitato di avvicinarsi troppo per non rischiare multe, ricevendo quindi la contestazione dei tifosi, rivolta non alla prestazione ma all’atteggiamento che è apparso forse un po’ distaccato. Dopo il comunicato settimanale, la squadra è stata seguita da circa novecento tifosi a Bari, e alla fine della partita, anche qui con un risultato che ha penalizzato troppo la squadra rispetto al gioco offerto, dal settore ospiti è partito il coro “meritiamo di più”, con tanto di applausi per la squadra. Perché non è solo la piazza a meritare di più dalla squadra, ma è la stessa squadra a meritare qualcosa in più dal campo, che troppe volte in quest’inizio di stagione ha penalizzato le prestazioni dell’Avellino (che ha vinto, ironia della sorte, proprio nella sua peggiore partita). Il diverbio in famiglia può dunque considerarsi chiuso, e ora più che mai il lupo ha bisogno di sostegno. Lasciamo stare le promesse precampionato, gli obiettivi e quant’altro: si tifa per l’Avellino, non per le figurine. Vogliamo undici leoni in campo.

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 PENSIERO E MENTALITA’: FOCUS SUL MONDO DEL TIFO ORGANIZZATO