Bari-Avellino, per i pugliesi acque agitate: Grosso in bilico

Già quattro le sconfitte per il Bari in questo inizio di stagione

Acque agitate per il Bari, nella settimana che porterà alla sfida contro l‘Avellino. L’ultima sconfitta contro lo Spezia per 1-0 è stata la già la quarta stagionale, dopo quelle contro Empoli, Venezia (in casa) e Frosinone. Il ruolino parla di tre vittorie e quattro sconfitte, con zero pareggi: una squadra dunque non molto equilibrata all’apparenza.

L’allenatore Fabio Grosso, al suo esordio in Serie B in panchina, è al centro della bufera. Particolarmente significative le parole di Regalia, storico ex direttore sportivo dei pugliesi, sulla Gazzetta dello Sport e riportato dal sito tuttobari.com.

Secondo l’ex dirigente “Nel calcio può succedere di tutto, puoi anche perdere contro un avversario decisamente meno attrezzato e in inferiorità numerica, ma sabato scorso il Bari ha fatto poco o niente per vincere. A cosa serve il possesso palla, un estenuante tic toc, se poi non verticalizzi, non cerchi la profondità, non stringi alle corde l’avversario?”.

Parole abbastanza pesanti, non meno di quello dell’edizione barese de “La Repubblica”, secondo cui “i continui cambiamenti di formazione, l’esclusione in partenza di Cissé, l’incapacità di cambiare qualcosa anche in superiorità numerica e addirittura il gol subito in 11 contro 10, hanno parzialmente scalfito la fiducia incondizionata che i sostenitori biancorossi nutrivano nei confronti dell’allenatore del Bari”.

Un po’ meno duro un altro ex biancorosso, il calciatore Angelo Terracenere, secondo cui “Grosso mi ha colpito, non è facile trasmettere una precisa idea di calcio ad una squadra così rinnovata, lui, invece, ci sta provando ed il Bari in alcuni momenti gioca un calcio piacevole e organizzato”.

Tuttavia aggiunge che “non può essere una filosofia fine a se stessa. Occorre abbinarla alla concretezza. L’impressione, invece, è che alla volte i galletti si specchino un po’ troppo. In Serie B non si vince solo con la tecnica. Ci vuole furore agonistico, coraggio e attaccamento alla maglia”.