Bari: esodo per la salvezzA

Cari amici,
la prossima pizza con il coautore Antonello Candelmo sarà finanziata dalla vittoria dei lupi ad Empoli. Eh eh, i 10 euro giocati dal consulente Alessio Martella hanno fruttato 45 euro di vincita, e il preciso Alessio mi ha corrisposto il dovuto. Ossia i due terzi di 35 euro, la vincita al netto della giocata. Vi dirò. È stato un vero signore, Alessio. Due terzi fanno di 35 fanno 23, 3333333333… e lui ha arrotondato a 34 centesimi. Più che sufficienti 23, 34 euro per una pizza e birra che consumeremo in due alla prossima occasione con Antonello.

Bolletta Empoli Avellino vincente
Comunque, non si tratta dello sfoggio di doti paranormali che non abbiamo peraltro, né io, né il coautore né il consulente che ha posto in essere la giocata. L’iniziativa un po’ anomala rientrava nello spirito con cui fu concepita al tempo questa rubrica, ossia quella di tenere la barra dritta sul pezzo al fianco del mister laddove mille distrazioni o futili polemiche possono fuorviare. Ricordate cosa disse il mister dopo l’incredibile vittoria del campionato dello scorso anno? Disse che quando va male sono tutti buoni a dare del coglione all’allenatore… Vi dico la verità. Avessimo intravisto una calo di impegno o di concentrazione non avremmo azzardato la previsione. Ma la crescita fisica della squadra era evidente, il credito con la fortuna pure ed era chiaro che a Empoli ci saremmo trovati nella condizione tattica per noi privilegiata, con i toscani costretti a giocare per un solo risultato. Ora, qualcuno dice di ripetere l’esperimento … Una nuova punta sul 2. Niente di più sbagliato. Ora la giostra si è rimessa in movimento da sola, non ha certo bisogno di azzardi da parte nostra per rinfocolare un ambiente che è già caldo di suo dopo questa vittoria in casa della seconda in classifica.
Avete visto? Il mister si è ritagliato anche un ruolo di fine umorista: ha detto che con questi tre punti l’obiettivo salvezza si è avvicinato… Bella no? Mi ha fatto ridere di gusto, il mister. Ma non penserete mica che è stupido… Tutt’altro. Ha semplicemente dovuto correggere il tiro dopo che il suo datore di lavoro aveva previsto la Serie A al netto di una campagna di gennaio tanto parca quanto – va aggiunto subito – azzeccata. Il mister non fa altro che difendere il suo gruppo e se stesso. Ieri sera Maurizio Peccarisi – grande persona, oltre che grande lupo – ci ha raccontato nella pizza con il club di Roma di un errore del genere fatto dall’Ascoli lo scorso anno, che dopo un ottimo inizio alle prime delusioni è andato in caduta libera. Invece la gran notizia è che la squadra ha incassato alla grande, attutendo il colpo, un filotto di partite sfigate, che poteva invece lasciare il segno. Invitiamo l’amico D’Aliasi (con gli auguri di proficua convalescenza) a fare le tabelle sul futuro, che sul passato sono capaci tutti. Siamo amici, posso permettermi di attaccarlo così. Dire, come fa lui, che nel secondo terzo di campionato, dopo 14 partite da capolista abbiamo avuto 14 partite con un punteggio da terz’ultima significa affermare una cosa vera ma fuorviante. Si mette insieme un periodo di effettivo calo fisico seguito poi da problemi per il richiamo di preparazione insieme alle partite di Trapani, Terni e Varese in cui ci siamo visti mancare sei punti stra-meritati con tre ingiusti pareggi. E le tabelle queste cose non le dicono.
L’unico vero rischio, con le aride statistiche, è di cristallizzare la sfiga con un effetto depressivo sul gruppo che attira demotivazione e fatalmente altra sfiga. Un po’ come la Juve Stabia che abbiamo visto, non gioca affatto male, ma non ha più in se le energie mentali e caratteriali per reagire alle avversità, come invece abbiamo fatto noi – ad esempio – con il Latina, segnando a mio avviso con quel quarto d’ora finale la fine di un periodo di difficoltà che è culminato poi con l’apoteosi di Empoli.
Confesso che mi ha aiutato la condizione privilegiata a Roma nel poter parlare con i calciatori che vengono qui in cura. Potendo interloquire con gente come Armando Izzo o Davide Zappacosta che un posto in A ce l’hanno già assicurato per l’anno prossimo, e vedere quanto sono attaccati a questi colori, e quanto desidererebbero, ne sono sicuro, arrivarci in bianco verde nella massima serie; avendo visto la serietà e l’attaccamento di Saracinesca Terracciano (sulla carta lupo “in prestito”) o il veloce coinvolgimento nell’avventura del simpaticissimo Benoit Ladriere, per non dire di Maurizio Peccarisi, autentico leader umile di questa squadra, grande esempio di abnegazione (è stato un gran piacere poter conversare con lui a cuore aperto), potendo incontrare tutti loro grazie alla loro grande disponibilità, da un lato ci ha convinti ulteriormente che il nostro tempo appresso all’Avellino non è riposto in cattive mani e dall’altro ci ha indotto a sperare che tutto questo disfattismo che aveva preso tifoseria e osservatori non avesse coinvolto lo spogliatoio, grazie – come al solito – al lavoro del mister e debbo dire anche della società, sia pur nell’atteggiamento molto diverso fra il presidente-tifoso (cui certo riconosciamo grandi meriti) e il dg con i piedi per terra Enzo De Vito.

Angelo Picariello e Maurizio Peccarisi
Mister ti do un’idea, ad Avellino potremmo mettere su un corso di formazione, magari diamo una mano anche noi con la Rastrellata. Corso di squadra operaia, lo potremmo chiamare, Fabio Caressa propone di invitare il Milan a frequentarlo (avete sentito), magari inseriamo anche l’Inter e – se avanza tempo – pure il Benevento e la Salernitana. Insomma – come dice ora un noto collega che però un anno fa voleva rottamarti in diretta dopo la sconfitta di Nocera, lo ricorderai – Rastelli è il «re Mida della serie B» che trasforma in oro tutti gli atleti a sua disposizione. La pacchia per qualsiasi presidente.
Operaio sì, ma state tranquilli, il mister alla A ci pensa non meno di Taccone. La prova provata è data dal cambio di modulo, come a Pisa lo scorso anno (ricordate?) chiaro segno di una rottura dei freni inibitori, nonostante che la parziale indisponibilità di Galabinov potesse anche indurre a rinviare l’esperimento e invece il mister non ha voluto lasciare nulla di intentato, anche nei primi 45 minuti, arruolando Ladriere nel ruolo che nella ripresa aveva già in mente di affidare a Ciano con l’ingresso del bulgaro. Insomma, da ora in poi dobbiamo provare a vincerle tutte e vincerne sul serio almeno 9.
Uno straordinario Camillo Ciano – goleador e assist-man già rivelatosi super decisivo – e la crescita di Benoit Ladriere sono l’ultima ciliegina che, dopo gennaio, ci induce all’ottimismo per la primavera dei lupi, ringraziando Iddio per aver evitato di acquistare la tanto attesa punta di peso che avrebbe avuto come unico esito di danneggiare lo spogliatoio. E poi, chiedo, a chi rinunciavamo? A Castaldo? A Galabinov? Mah…
C’è poi un’altra nota che induce al sorriso. L’ottima prova di Saracinesca Pietro Terracciano a Empoli, socio onorario del club Roma. Confesso il grande affetto, ma anche la grande stima per il portiere di San Felice a Cancello, ho sofferto per lui, sostenendolo in tutti i modi, convinto che lo meritasse e che sarebbe presto tornato grande. Non so se avete visto, ma a Empoli ha messo due pezze straordinarie delle sue, e un portiere del suo temperamento, ritrovato il morale, potrà ora portare punti anche più di una punta di peso. Smentisco categoricamente, però, che noi a Roma gliela tiriamo alla squadra per “accaparrarci” atleti infortunati. Al contrario, ci adoperiamo per fare sentire loro il calore dei tifosi anche lontano da Avellino, auspicando il rientro più veloce possibile. Con Izzo non abbiamo portato male, mi pare, e dopo Armandone, Ladriere e Zappacosta siamo in grado di annunciare che anche Peccarisi procede più veloce del previsto e forse la prossima settimana si riaggregherà. Ieri ha vinto anche a braccio di ferro con il nostro irpino-americano Michael Xenakis.

Ed ecco il Bari. Che dire? Una partita di difficilissima interpretazione. Non bisogna farsi fuorviare dallo strano fallimento, un po’ troppo pilotato per essere credibile, che potrebbe al contrario aver avuto l’effetto di rimotivare ambiente, pubblico e spogliatoio in piena rotta con la dirigenza che ormai aveva fatto il suo tempo e i suoi danni. Di buono c’è solo che hanno bisogno di soldi, anche dei nostri e quindi hanno aperto le porte al nostro primo esodo di stagione. Il primo di una lunga serie se tutto andrà come speriamo. Il nostro Club di Roma sarà presente con il responsabile trasferte Arnaldo Cirillo, il caudino Roberto Valente e con l’ennesima “mattata” il colombiano Fernando Starace Del Bove presente al “San Nicola” con il famoso steccato “Sbranamoli”, che ha rischiato il licenziamento in diretta su Facebook della consorte Agnese.

Av Club Roma Sbranamoli

La formazione è un vero rebus. Non si capisce se dietro torneremo a tre o andremo di nuovo a quattro.
Nel dubbio scommettiamo sulla formazione del secondo tempo di Empoli con Bittante che agirà da terzino nella linea difensiva a quattro. A centrocampo trio Arini-D’Angelo-Schiavon sebbene vi siano scuole di pensiero che prevedono l’impiego di Angiulli, con la rinuncia a D’Angelo, ultimamente un po’ in difficoltà.
Ma proviamo: TERRACCIANO, BITTANTE, IZZO, FABBRO, PISACANE, ARINI, SCHIAVON, D’ANGELO;  CIANO, CASTALDO E GALABINOV.
Forza lupi!