Basta tabelle, in campo per vincere

Cari amici,
a Perugia in un momento di difficoltà, a metà del secondo tempo, un signore che era vicino a noi del club di Roma ha lanciato un urlo rivolto alla nostra panchina: “Rastrié, mitti n’ato niro!”. La cosa ci ha fatto molto sorridere. L’abbiamo interpretata così: visto che quei due (Gomis e Koné) fanno cose incredibili se ne hai un altro (Soumaré) in panchina, mettilo subito. Ebbene, ho ascoltato una bellissima intervista del portierone irpino nella quale l’unico errore che ho trovato è nel suo dire con chiarezza che si aspetta una convocazione per l’Under 21: le convocazioni si attendono in silenzio, meglio. Ma per il resto il giovane portiere dà prova di grande maturità, e a un certo punto parla di razzismo. Caro Alfred, naturalmente tu parlavi in generale, ma restando stretti sul pubblico di Avellino puoi star tranquillo: mai sentito un “bu” razzista dalla nostra curva, che, lasciatemelo dire, stavolta si è davvero superata per nobiltà d’animo con la raccolta di fondi per Armandino, il bambino tifoso della Salernitana, andando oltre la rivalità sportiva in nome di valori che vengono certamente prima.

Devi sapere, Alfred, che con i giocatori di colore abbiamo grandi precedenti, ad Avellino. Il coautore della rubrica Antonello Candelmo quando andava in goal Juary, il centravanti del grande Avellino dell’anno del terremoto, nell’attesa che si portasse verso la bandierina per fare il famoso giretto danzante, si voltava verso di me e gridava a squarciagola: “O niroooo!”. Ma niente a che vedere col razzismo, questo. Uno dice “ ‘o niro” come si può dire “ ‘o luongo”, è solo un riferimento innocente a un tratto somatico, e se proprio uno ci deve leggere il riferimento a una razza esso è tutt’altro che dispregiativo, attribuendo anzi un che di superiorità agli atleti di colore, sul modello di quello evocato dal telecronista storico dell’atletica della Rai, Paolo Rosi, che parlava di “eroi degli altipiani” in riferimento agli etiopi, padroni assoluti della maratona.
Juary, Barbadillo e ora Gomis e Koné. Metà del merito per la nostra posizione in classifica va a loro due. Per il nostro portiere basti solo pensare, pur volendo tralasciare le altre prodezze, alla quantità di rigori falliti dagli avversari a fronte di quelli assegnati a noi, e messi a segno tutti. Per Koné invece basti solo ricordare che nelle ultime tre gare che lo hanno visto salire finalmente in cattedra, abbiamo preso solo un goal, a fronte dei 4 che, ad esempio, avevamo preso in una gara sola, a Bari, a conferma del fatto che i nostri problemi in difesa nascevano dal centrocampo.

Ora, con questo stato di forma eccezionale del calciatore in prestito dall’Atalanta e con il recupero di molti atleti infortunati o squalificati (Visconti, Bittante, Fabbro, Pisacane cui si aggiungerà Ely dalla prossima) ci sarebbe di che sperare per la sfida apparentemente non proibitiva col Vicenza, senonché sulla squadra si abbatte un’altra brutta tegola, costituita dalle ormai famose, o famigerate, tabelle di Felice D’Aliasi. Opinionista di riserva, come lo definisco io, a Linea Verde Sport (nel senso che il titolare sarei io, vero Titti Festa e Marco Ingino?), ha fatto alla trasmissione di Irpinia Tv l’affermazione che non doveva fare. Ha detto infatti che nelle prossime quattro gare “faremo almeno 9 punti”, approfittando dei tre turni casalinghi. Ogni volta che dice così, visto che con le sue tabelle non ci azzecca mai, finisce per portare una sfiga micidiale. Sarebbe stato molto meglio che di punti ne avesse pronosticato 1-2, allora sì che si poteva sperare tranquillamente.

Altro triste presagio nella designazione del direttore di gara, il famigerato Manganiello di Pinerolo. Ora, il team manager del club di Roma, Roberto Valente ha portato alla luce una strana cosa, intervenendo su Facebook. E cioè appresa dai racconti del nonno che nel suo paese di origine, Cervinara, chiamano “mariuolo” la doppia presa con la quale nel dopoguerra, agli albori dell’arrivo nelle case dell’elettricità, si aggirava la tassa basata sul numero di prese presenti in un’abitazione. Di qui il nome, ‘o mariuolo, attribuito all’aggeggio utilizzato per aggirare la tassa.

Doppia presa elettrica

E come chiamare altrimenti anche il direttore di gara che a tempo regolamentare ampiamente scaduto ci mise le mani in tasca e ci rubò due punti per quel fallo a Varese non sanzionato su Terracciano. Non ci siamo più ripresi da quel furto, l’anno scorso. Ma io non sarei così pessimista, stavolta. Quest’anno, di riffa o di raffa, grandi ingiustizie non se ne sono viste, anzi – chi sa che non sia l’anno buono – qualche volta la dea bendata ci ha fatto anche qualche sconto. Non sto dicendo che abbiamo rubato, sto dicendo che se con la squadra non ancora al cento per cento (con atleti non ancora al meglio, ma in crescita, come Comi, Zito e Arini e altri infortunati o squalificati) ce la siamo cavata, ora possiamo solo migliorare. Anzi, dobbiamo migliorare, se non vogliamo avere brutte sorprese visto che finora, come detto, in qualche recupero, o in qualche episodio, ci ha detto bene e non ci si può contare sempre. Rastelli comunque dice che non ha mai visto un gruppo così uniti e noi pensiamo che sia davvero così, le premesse per fare il miracolo sembrano esserci tutte, tutte le componenti sono messe al posto giusto: del gruppo si è detto, ma si può aggiungere che mai il pubblico è stato così in sintonia con la squadra e la società, e mai la sintonia fra dirigenza e panchina è stata così piena.

Massimo Rastelli allenatore Avellino

Toccando quindi ferro contro l’influsso di D’Aliasi possiamo guardare fiduciosi alla gara di oggi. L’aggancio della vetta non sarà possibile, vista la vittoria rotonda del Carpi, ma la sconfitta casalinga del Bologna ci impone ancor più di portare a casa i tre punti per metter quattro punti fra noi e i felsinei, fra i favoriti per la promozione diretta. Proviamo a prevedere la formazione, ipotizzando un mancato impiego di Chiosa, utilizzato in nazionale per circa 90 minuti- Quindi: GOMIS, PISACANE, FABBRO, VISCONTI, BITTANTE, D’ANGELO, KONE’, ARINI, ZITO, CASTALDO e COMI.

TUTTE LE NOTIZIE SU AVELLINO-VICENZA