Benevento-Avellino, Novellino: “Il derby bisogna saperlo giocare”

Le parole del tecnico di Montemarano prima del derby di lunedì al "Ciro Vigorito"

Entra scherzando con i giornalisti, Walter Novellino, nella sala conferenze per la presentazione del Derby Benevento-Avellino, che si disputerà lunedì 1 Maggio al “Ciro Vigorito”, nella gara valevole per la 39° giornata del Campionato di Serie B.

il tecnico di Montemarano ha dichiarato: “Questo è un derby. Il derby bisogna saperlo giocare. Bisogna saperla affrontare a centro campo. È delicata per loro e per noi. Chi ha più fame riuscirà a portare a casa un risultato“.

Sulla necessità di far punti per entrambe le squadre, l’Avellino per la salvezza, il Benevento per accarezzare l’idea dei Play-Off, commenta così “Non veniamo da una bella partita ad Ascoli, a livello caratteriale. La mia squadra non so cosa gli è…- si ferma correggendo il tiro – però noi siamo pronti. Il derby va preso con molta attenzione, ci sono tre risultati. Noi la partita la giochiamo anche se ho parecchi giocatori fuori. Vorrei recuperare anche Daniele Verde, che è un giocatore importante per noi, come tutto il resto d’altronde. È una partita derby, giochiamola senza timore, senza paura, con il rispetto dei ruoli. Loro sono su, noi siamo a metà, a noi servono punti per una serenità nostra. Credo che al di là delle picconate che do’ ogni tanto ai miei giocatori, questi sono ragazzi che hanno fatto 48 punti sul campo, ce ne han tolti 3. Dobbiamo cercare di fare una bella partita“.

Dal punto di vista tecnico, a parte la figuraccia in terra Umbra contro la Ternana, l’Avellino proviene da una serie 11 punti accumulati nelle ultime cinque partite, mentre il Benevento delle ultime dodici ne ha vinte solo due e perse sette. Soffre nella fase di non possesso, tra l’altro con Del Pinto infortunato. Questa l’osservazione del mister bianco-verde: “Loro hanno un triangolo rovesciato in avanti con Ciciretti, Ceravolo che stacca bene lo spazio e con Falco che sa lavorare bene dentro le linee. Noi abbiamo lavorato, stiamo lavorando su questo cercando di bloccare un attimino la loro giocata perché è una squadra che, onestamente, ha grande qualità, inutile nasconderlo. Viene da una sconfitta, ma ha fatto un buon primo tempo a Cesena, io l’ho vista la partita. Ha preso dei gol in nove minuti“.

Quanto alla formazione: “Sto cercando di recuperare Verde, al di là della prestazione è un ragazzo, l’ho già detto, che a me piace. Gonzalezlo sapete, non c’è, non c’è Migliorini né Castaldo. Devo cercare di recuperare questi ragazzi. Ci sono Bidaoui e Belloni che sono convinto ci daranno una mano domani”.

Sulla capacità di ‘rialzarsi’ dopo la sconfitta, queste le parole del nostro tecnico: “Spiego una volta per tutte cos’è il calcio per me: è disciplina, tensione, concentrazione, è un lavoro, un divertimento. Ma più che altro disciplina e concentrazione. Dico sempre: so che tra un po’ ho un esame e se non lo preparo ho l’ansia. Il lavoro di una settimana si gioca in 90 minuti. Non voglio trovare alibi per Ascoli, ma non è stata come contro la Ternana. Con un po’ più di attenzione si poteva portare a casa un risultato tra primo e secondo tempo. Non sempre si riesce a tenere concentrata la mente. Ad Avellino per me è come esser tornato a quando allenavo la Sampdoria, il Venezia o il Napoli. Io voglio trasmettere qualcosa dentro ma ho a che fare con delle teste, con dei ragazzi che da quando sono arrivato mi hanno dato tutto. È chiaro, ci sono alti e bassi, come Daniele, ha alti picchi e sta all’allenatore coinvolgerlo ed io voglio coinvolgerlo, oppure Castaldo. Vorrei capissero quanto sia importante vincere con questa maglia”.

Inoltre, ha aggiunto: “Ci sto lavorando, più dell’attacco è importante la fase di ripartenza, di non possesso, di transizione. Per quanto riguarda l’attacco ci sono diverse soluzioni ma la formazione non ve la posso dare. Lasik, come Belloni quando è entrato, han fatto bene. Avevo trovato con Gonzalez-Laverone, ampie garanzie, anche se qualcuno ha criticato. Non so se avete visto ieri la Juventus: è una squadra pratica che concede poco. Io voglio questo. A me Omeonga piace, poi c’è Paghera che sta bene, Moretti vorrei tanto che facesse una grande partita. Ha tutto ma sta pagando una condizione non ottimale però sa cambiare il fronte del gioco. Oggi sarò attento anche ai risultati delle altre squadre”.

Riguardo all’orario della partita che scombussola un po’ i ritmi dell’alimentazione e l’approccio dei giocatori: “Sta a noi dare le giuste motivazioni. Ci prepariamo a giocare alle 12.30. Quando c’è un cambiamento c’è sempre l’Avellino di mezzo. Va bene uguale”.

Quando gli viene poi chiesto delle voci, successivamente smentite, sull’eventuale ritiro a Sturno e sui suoi contatti col Sindaco della cittadina per vederne il centro, conclude: “Assolutamente no, ma perché andare in ritiro. Si lavora bene a casa nostra. La cosa importante per me non è il mio contratto. Avellino è la mia città, Montemarano è il mio paese. Io voglio raggiungere un obiettivo, fino a quando non lo raggiungo non prendo niente in considerazione. Io voglio raggiungere la salvezza con l’Avellino“.