Berretti Avellino: Federico Rischia la Vita, Salvato dal Mister

In un attimo tutto può finire. È la vita. Ha dell’incredibile quanto accaduto durante il match valevole per il campionato Berretti tra l’Avellino Calcio e la Lupa Castelli Romani, incontro finito sui quotidiani nazionali per la mega rissa scatenatasi sul terreno di gioco. Ma in quel parapiglia generale c’è anche una storia drammatica ma a lieto fine che vogliamo raccontarvi.

È la storia di Federico Cappelli, giovane classe 1998 che gioca come centrocampista nell’U.S. Avellino 1912, categoria Berretti, appunto. Federico, come tanti altri ragazzi della sua età, insegue il sogno di diventare un calciatore professionista. Ma per inseguirlo, quel sogno, ci stava rimettendo la sua stessa vita. Un pugno, un colpo dietro alla testa ricevuto da un avversario durante il parapiglia generale, Federico sbatte con la fronte a terra e la caduta gli causa una convulsione. Il giovane riceve anche un calcio in faccia mentre è accasciato a terra. Federico ingoia la lingua. Se non fosse per il pronto intervento del mister Carmine Giuliani, che con un gesto istintivo ed eroico riesce a tirarla fuori, Federico sarebbe morto di soffocamento e non avrebbe potuto raccontare quanto accaduto.

“È come addormentarsi e improvvisamente ritrovarsi in un posto che non è casa tua, un posto dove se ci sei arrivato è per qualche brutto motivo. Ho ascoltato i racconti e la paura che c’era nella voce di chi me lo raccontava”, ha confessato Federico ai nostri microfoni.

Federico Cappelli
Federico Cappelli

Mister Giuliani ha salvato la vita del ragazzo, che gli sarà riconoscente per sempre. Ma quanto successo non lo fermerà di certo, Federico non si arrende e vuole continuare a giocare a calcio. Quando ci parla di se stesso troviamo in lui una determinazione ed una passione che hanno pochi eguali: “Sono un ragazzo piuttosto testardo, se voglio una cosa la ottengo a tutti i costi. Io voglio diventare qualcuno, realizzare il sogno della mia vita, lotteró per essere finalmente orgoglioso della persona che un giorno saró, io ci credo. Adesso potevo non essere qui a raccontarlo, ma questo sarà soltanto uno spunto che mi darà maggiore forza per andare avanti. Non avrei mai pensato di rischiare la vita sul campo di gioco, durante una partita, durante il mio sogno, perché per me il calcio non è un hobby, per me è passione e speranza”.

La caduta ed il calcio ricevuto gli hanno provocato un trauma cranico con rottura dell’emoseno destro. Per fortuna se l’è cavata con trenta giorni di prognosi. Le denunce per l’avversario che lo ha steso sono già partite, e il giovane subirà provvedimenti sia penali che disciplinari.

Oltre ai giorni in ospedale e all’episodio della rissa che non si dovrebbe mai verificare su un campo da calcio, tantopiù in una partita delle giovanili, resta la prodezza di mister Carmine Giuliani, il vero eroe di questa brutta vicenda.

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