Cagliari, Avellino, Salernitana e la trasferta: è opportuno tesserarsi?

La trasferta di Cagliari, una delle più difficili della stagione, viste le fatiche e il costo effettivo del viaggio, è stata seguita da un folto stuolo di tifosi avellinesi, fedeli al motto “dove sarai sarò” che campeggia sulle spalle di molti. In fin dei conti, la trasferta è uno dei momenti più significativi per la mentalità di un ultras, essendo comunque una prova di fedeltà e di abnegazione: non per nulla la curva canta “sola mai non sarai”. Proprio per questo motivo, anni fa Maroni propose la famigerata tessera, obbligatoria per seguire fuori casa la propria squadra, ufficialmente per identificare possibili (ma agli occhi di una ben forgiata opinione pubblica più che altro certi) violenti; le spaccature negli zoccoli duri delle tifoserie d’Italia si acuirono, gruppi storici si sciolsero, le procedure giudiziarie e la campagna mediatica fecero il resto. La domanda sorse lecita: è opportuno tesserarsi? Nonostante il vivo rifiuto del provvedimento si fosse levato all’unisono da tutte le curve, con cori, coreografie, manifestazioni, gran parte dei tifosi scelsero di continuare a supportare la squadra e quindi di tessersi. Tra questi non figuravano i gruppi ultras della Salernitana. Almeno fino a qualche giorno fa, quando la Nuova Guardia ha comunicato la volontà di aderire al tesseramento, vista l’impossibilità per il momento di poter viaggiare senza identificazione. Ovviamente non tutti sono stati d’accordo, come prova il ribadito rifiuto dell’UMS. Sul web è ripartito quindi il derby, dal momento che i tifosi granata sono stati tacciati di incoerenza dai biancoverdi, che hanno potuto togliersi il sassolino dalla scarpa e restituire al mittente le accuse di qualche tempo fa. A dire la verità, il problema è un po’ più complesso: per quanto sia semplice gridare all’incoerenza, in realtà entrano in gioco fattori abbastanza importanti. Innanzitutto, perché non si accusi il sottoscritto di incoerenza, è opportuno precisare che le riflessioni passate sulla tessera restano ancora valide: il provvedimento, oltre ad essere discriminante e inutile, tradisce degli interessi economici già messi in rilievo sia negli articoli precedenti che nello stesso comunicato della NG. La ferma opposizione all’articolo 9 non proibisce però di compiere una scelta importante per la propria squadra (e non credo ci sia bisogno di dirlo, ma non è strano che i tifosi granata abbiano scelto di tesserarsi proprio quest’anno che verranno a trovarci ad Avellino). In fondo, purtroppo, per girare tutto lo stivale (parafrasando) la tessera è necessaria, e non è meno importante della volontà di mantenere anonimato e libertà il seguire nelle avversità l’Avellino per sostenerne i colori. Come saputo, i tifosi biancoverdi fanno la differenza: ricordiamo tutti lo spettacolo dei playoff dell’anno scorso, della Coppa Italia contro la Juventus, simboli dell’instancabile supporto grazie al quale i lupi riescono a giocare come se fossero in casa. Quindi più che un dilemma tra coerenza e incoerenza, quella che si è proposto tempo fa e si è riproposto nella curva dei cugini è una scelta tra coerenza e coerenza, tra anonimato e fedeltà. Perciò, nella speranza che le cose cambino (ma difficilmente cambieranno), resteranno fermi tanto gli ideali e l’opposizione, quanto i tifosi, in casa e fuori, nel caldo, nel freddo, in piedi sui gradoni.

 

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