Calciomercato Avellino: Mandragora del Genoa a Centrocampo?

Il nome nuovo per il centrocampo dell’Avellino è quello di Rolando Mandragora, giovanissimo centrocampista in forza al Genoa, che ha già esordito in Serie A in questo campionato. Il duo De Vito-Taccone avrebbe già chiesto informazioni alla squadra rossoblù per il prestito secco del giocatore fino a giugno. Dopo la brutta sconfitta contro il Cittadella, l’Avellino è pronto a mettere a segno l’ultimo colpo in questo calciomercato di gennaio, per andare a rinforzare il reparto nevralgico del campo.

Mandragora è nato a Napoli il 29 giugno 1997, cresciuto tra Cercola e Scampia, le sue “culle”. Come già successo con Armando Izzo (anche lui originario del quartiere napoletano e adesso suo compagno di squadra), la squadra partenopea se lo è lasciato sfuggire già da giovanissimo. Fu visionato dal team di osservatori azzurri, e per accaparrarselo il Napoli non ha voluto investire i 30.000 euro che servivano, come rivelato dal padre di Rolando, Giustino, in un’intervista recente. Proprio il padre di Mandragora gestisce la scuola calcio dei fratelli Cannavaro a Giugliano di Napoli, ma per trovare fortuna il figlio si è spostato in Liguria a 14 anni, dove si è trovato tre anni dopo ad esordire nel massimo campionato e duellare con un certo Paul Pogba. E stasera il probabile esordio al San Paolo, contro la squadra che tifava insieme al papà dalla Curva A quando era bambino.

Dagli Allievi alla prima squadra, l’esordio ufficiale al Luigi Ferraris è avvenuto in Genoa-Juventus, dove Gasperini lo ha schierato da mezz’ala, preferendolo al più esperto Kucka. Mandragora si è guadagnato la fiducia del suo tecnico, giocando come se fosse un trentenne, con grande personalità e mettendo in mostra le sue doti da regista ma anche di interditore. Mancino naturale, Mandragora riesce a coprire entrambe le fasi, nonostante un fisico brevilineo ancora da strutturare. Quando si è fermato per i crampi ed è stato assistito da un certo Carlos Tevez, per il giovane Rolando sembrava di trovarsi davanti alla PlayStation.

A Genova già lo considerano l’erede di Sturaro, promesso alla Juventus a giugno, ma fino a quel momento Mandragora potrebbe andare a farsi le ossa in un campionato difficile e fisico come quello di Serie B. Un ritorno momentaneo vicino casa, prima di esplodere definitivamente. Suo zio Bruno in passato ha anche allenato l’Ariano Irpino in Serie D. Una famiglia che ha dedicato la propria vita al calcio, soprattutto in Campania, e che adesso sta coltivando un fiore all’occhiello pronto a sbocciare.

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