Cantanti Avellinesi e Irpini: Una Terra di Grandi Musicisti

Dopo gli chef famosi d’Irpinia andiamo ad esplorare il mondo della musica e vedere quali Irpini hanno arricchito e stanno arricchendo la cultura musicale italiana.

Sicuramente il cantautore più famoso d’Irpinia è Vinicio Capossela, nato in Germania da genitori di origine irpina (il padre, Vito, è di Calitri, la madre di Andretta). E’ stato chiamato Vinicio, pur non essendo questo uno dei nomi della tradizione familiare, come omaggio al celebre fisarmonicista Vinicio, autore di molti dischi per la Durium negli anni sessanta, di cui il padre è fan. Torna poco dopo in Italia con la famiglia. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell’Emilia-Romagna, fino ad essere notato da Francesco Guccini, che lo porta al Club Tenco che lo lancia. Il nuovo millennio lo avvicina molto alla sua terra d’origine, l’Irpinia, e questo amore reciproco con la gente del luogo si concretizza con la cittadinanza onoraria concessagli dal comune di Calitri. Questo amore sfocia poi nell’organizzazione della manifestazione annuale Calitri Sponz Fest. Infatti dal 2013 Vinicio Capossela è inventore e direttore del Calitri Sponz Fest. L’edizione 2014 del Calitri Sponz Fest, ispirato alla tematica del “treno”, oltre allo stesso Capossela ha visto partecipare musicisti come Howe Gelb, Tinariwen, Robyn Hitchcock, Guano Padano, Dimitris Mistakidis, Giovanna Marini, Francesca Breschi, Otello Profazio, Sacri Cuori, Fanfara Ciocarlia e altri, scrittori come Dan Fante e Vincenzo Costantino Cinaski, attori come Enrico Salimbeni, Mago Wonder, Sabrina Impacciatore e Neri Marcoré e giornalisti come Antonello Caporale, Cico Casartelli ed Enrico de Angelis.

1.Capossela alla prima edizione dello Sponz Fest di Calitri
Capossela alla prima edizione dello Sponz Fest di Calitri

L’edizione 2015, conclusasi il30 agosto scorso, è stata ispirata dall’ultimo libro di Vinicio Capossela “Il paese dei Coppoloni”. Un Cammino di sette giorni, lungo i sentieri della terra lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura. Una carovana di asini e muli, di musica e musicanti ad accompagnare una trebbiatrice volante, che si sistema ospite, di aia in aia e porta ronzio di racconto, di musica, di conoscenza, di spirito e di baldoria. La trebbiatrice, strumento agricolo esemplare del lavoro da fare assieme per dividere ciò che è importante da quel che non lo è. Ballarci attorno per recuperare i Siensi o anche perderli del tutto e lasciarli andare sulla luna gigante che sorge dal bosco della Frascineta. Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che Vinicio propone di prendere in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo.

Lasciamo Vinicio Capossela per passare ad una musica coinvolgente che ha l’accento irpino, il profumo della Campania e racconta di come vive il sud. Un concentrato esplosivo che va sotto il nome di Molotov d’Irpinia. Chi assiste ai loro concerti, sempre più gremiti, spiega che il nome del gruppo di Villamaina racchiude l’aria che si respira ai piedi del palco tra musica popolare e cultura irpina. Il segreto di questi ragazzi traspare dalle parole della loro voce sul palco, essere genuini come le loro canzoni, come la musica popolare che parla del terremoto del 1980 e di emigrazione dovuta alla fame nella terra di sud. A colpi di tamburello e chitarra elettrica rievocano sentimenti e emozioni che tutti in questa terra conoscono. Parlano di chi li ascolta, delle loro radici e della loro terra. Una piacevole esperienza che arriva a dieci anni di lavoro insieme, con oltre mille copie vendute del loro primo lavoro “Le nuvole del cielo terrone”, fino all’ultimo album “Se Trovo Lavoro Ti Sposo” e al Folk Rock Tour, in giro per l’Irpinia. Una musica apprezzata non solo in terra irpina e che si prepara ad aprire davanti a se nuovi orizzonti. Soltanto ieri, sono stati in concerto ad Avellino allo Stay Music Festival organizzato dal Forum dei Giovani di Avellino ed hanno riempito Corso Umberto I con migliaia di persone accorse per ascoltarli e ballare insieme a loro.

2.I Molotov d'Irpinia
I Molotov d’Irpinia

Il gruppo è nato nel 2005, quasi immediatamente si è specializzato nel genere etnico-popolare di cui condivide la forte spinta alternativa non solo musicale. La riproposizione del patrimonio musicale popolare del Sud dell’Italia è una forma di resistenza alla massificazione della cultura e dei costumi, che ha progressivamente sostituito modelli preconfezionati alle autoctone identità territoriali. Perciò diventa necessario scavare nelle profonda tradizione musicale che popolazioni contadine hanno custodito per secoli e riproporre oggi con rinnovata passione storie di cantori, tarante, suonatori, zite e ‘nnammorati; storie di miseria e lavoro, di voci e suoni e di poesie, e l’analfabeta saggezza che le accompagna. Attraverso brani tradizionali cercano di captare quel sud di contadini e braccianti in lotta per fame e miseria, come dei briganti della Basilicata e della Campania. È nel riallacciare un legame con questa terra che si impara a conoscerla e proteggerla da chi la sfrutta, la stupra, facendone terreno di conquista dell’ignoranza e del malaffare. Allora la musica oltre che resistenza diventa denuncia e slancio verso il cambiamento. Raccontano la tragedia del terremoto in Irpinia e la catastrofe della ricostruzione, i ritardi dei soccorsi e venti anni di cemento, mafie e corruzione. Del resto appartengono alla generazione post sisma che vive gli effetti del mancato sviluppo, ancora costretta ad emigrare, proprio come i nostri nonni anni fa.

Se questo disco è dedicato agli emigranti, al viaggio infinito di tanti terroni, tra miseria e voglia di tornare, il pensiero dei molotov va anche a chi resta, e a quello che resta del meridione sotto l’immondizia delle strade e delle Tv. Paesi di chiese con poche case, piccoli mondi in cui coesistono l’apatia e la cattiveria della gente, clientele e falsità, e un’antica armonia che va svanendo insieme alla coesione delle persone, alla musica, ai dialetti. Il disco è la loro risposta all’abuso meridionale sulla terra, sulle persone, sui lavoratori, sulla musica popolare, sulle prospettive di una generazione. Per loro la musica popolare non è nostalgia ma è la musica del futuro.

Il gruppo è composto da Piero Buccella, Antonio Modano, Antonio Famiglietti, Giovanni Famiglietti, Giuseppe Capobianco, Pietro Giusto, Gianni Trunfio, Franco Zarrella e Andrea Saldutti. Tutti loro immaginano un altro sud. Quel sud fatto di musica, di voglia di riscatto portando con loro le proprie radici e la propria cultura e tenendo sempre ben impresso che “ognuno dovrebbe avere un sogno per il quale lottare“.

I molotov sono stati vincitori di numerosi concorsi musicali ed hanno partecipato ad eventi di grande caratura quali il festival musica popolare a Senerchia (AV) il 17/18/19 agosto 2007 aprendo il concerto al maestro Eugenio Bennato – Taranta Power; ad agosto 2008 apertura del concerto a Vinicio Capossela in occasione della manifestazione sul Formicoso; il 29 dicembre 2009, apertura del concerto dei 99POSSE a Lioni. Mentre negli ultimi anni danno numerosi concerti in giro per l’Irpinia e per la Campania. Volete sapere le date e seguire i loro spostamenti? Basta vistare la loro pagina ufficiale facebook (https://it-it.facebook.com/molotov.dirpinia).

Passiamo ora ad un altro artista che si sta affermando in questi anni: il rapper Juri Imbriani. Il brano che lo rappresenta è “2006” dedicato alla sorella, venuta a mancare quando lui aveva otto anni. Il rapper Juri Imbriano, detto “Er Gladiatore”, neanche ventenne, di Sant’Angelo dei Lombardi, un LP all’attivo: “Vita mea”. Un album che è la traduzione in musica di quelli che sono gli episodi più incisivi della vita di Yuri. Una vita già ricca di sfide nonostante la giovane età. Uno spaccato che mette a confronto tematiche comuni a tanti giovani, come l’incontro con le regole del branco o i dubbi sull’amore, con altre molto più personali. Il nome gladiatore gli è stato messo dai suoi amici in onore della forza d’animo che ha dimostrato quando la sua situazione di salute sembrava più dura del previsto.

La scelta dei testi è marcatamente caratterizzata da un’incisività e una durezza perfettamente in linea con la forma dei contenuti. Questo anche per via dei modelli musicali di riferimento: The Game, Er Gitano, Pepy, Lil Wayne, Drake, 2Pac, Eazy-E, sono tutti artisti la cui musica è caratterizzata da quel filone rap che viene denominato gangster. Quel tipo di musica che spesso trova il proprio centro nel racconto di episodi di violenza, non per idolatrarne la durezza ma per spingere a trovare il coraggio di superarli.

Il rapporto con la sua terra resta ambivalente. Lui ama Sant’Angelo dei Lombardi, ci è nato e cresciuto. E’ però un paesino molto tranquillo quindi, almeno per quanto riguarda la sua fonte creativa, spesso i suoi testi guardano altrove. Per esempio Roma, caotica e piena di stimoli. Ha anche adottato spesso la parlata romanesca perché la trova molto diretta ed incisiva. Per quanto riguarda il futuro, Juri ha idee chiare ma non immutabili: continuare con la musica sperando di trasformarla nel suo futuro, ma senza fare voli troppo audaci con la fantasia. Le sue esperienze, nonostante sia ancora giovane, gli hanno insegnato ad affrontare sempre tutto ciò che viene un passo alla volta. Con fiducia, coraggio, passione e il divertimento che prova ogni volta che crea musica.

Altro affermato artista irpino è Gerardo Carmine Gargiulo, Solofrano di nascita e milanese d’adozione, attualmente avvocato ma che non ha smesso di scrivere ed interpretare musica. Appassionato di musica, inizia a suonare la chitarra, e con l’amico Vincenzo D’Alessio fondatore del gruppo beat I Naufraghi, inizia a suonare nei locali della sua regione. Terminata quest’esperienza, decide di emigrare a Milano (come racconterà anni dopo nella canzone L’espresso delle 21), dove riesce ad entrare in contatto con gli ambienti discografici, ed a firmare un contratto per la Ariston Records, dove ha la possibilità, oltre che di debuttare come cantautore nel dicembre del 1970, anche di scrivere canzoni per alcuni artisti della casa discografica, come Ornella Vanoni e Anna Identici, collaborando con altri autori come il maestro dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano Corrado Conti, il cantautore Claudio Rocchi e Gianni Argenio.

3.Gerardo Carmine Gargiulo
Gerardo Carmine Gargiulo

Incide il primo LP, prodotto da Alessandro Colombini (il produttore di Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Antonello Venditti) intitolato Avellino Express, che è un album che passa da canzoni intimiste a brani ironici, come Invidia che, inizialmente, viene scelta come canzone di punta: nel testo Gargiulo si rivolge all’eletta schiera dei suoi colleghi cantautori, raccontandone in maniera bonaria i difetti.

Nell’estate 1983 ha partecipato, in occasione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, al concorso nazionale di musica leggera (prodotto e trasmesso dalla RAI) Un’isola da trovare, classificandosi al primo posto sempre col brano Una gita sul Po. A causa della cessata attività della Spaghetti Records la sua attività nel mondo musicale subisce uno stop temporaneo e Gargiulo ne approfitta per concludere gli studi ed iniziare la professione di avvocato. Riprende poi a scrivere canzoni negli anni ’90, collaborando in alcune occasioni con Paolo Limiti con le canzoni Vi amo tutti e due e Vai da lei (sigla della trasmissione TV Alle due su Rai 1).

Nel 2011 sono usciti due suoi singoli, di chiaro stampo ironico: Hanno fatto il colpo di Stato e Tutto è politica. Nel settembre 2012 ha pubblicato l’album Miti & Tabù con l’etichetta Lucky Planets a cui hanno collaborato musicisti di valore tra cui anche il jazzista Giancarlo Porro. L’album contiene 14 canzoni nonché una riedizione in chiave blues di Una gita sul Po. Ha scritto e interpretato l’inno ufficiale dell’Avellino calcio L’Avellino siamo noi …Di padre in figlio presentato allo stadio Partenio-Lombardi e al teatro Gesualdo in occasione della promozione in serie B della squadra irpina. In questi mesi è al lavoro su un nuovo album che speriamo di ascoltare presto.

Altro artista musicale irpino è Ghemon, pseudonimo di Gianluca Picariello (all’anagrafe Giovanni Luca Picariello). E’ un rapper e cantautore italiano. È conosciuto anche come Ghemon Scienz e Gilmar. È membro dei collettivi Blue-Nox e Unlimited Struggle, due crew formate da artisti indipendenti.

Ghemon
Ghemon

Nel 2000 Picariello si trasferisce a Roma (da cui poi si sposterà negli anni successivi verso Milano) e si laurea in legge. La vita da fuorisede e l’abbandono del proprio luogo di nascita diventeranno soggetto della canzone La politica del tempo (Johnny), contenuta nell’album La rivincita dei buoni. A marzo 2005 Ghemon entra a far parte della Soulville Records, un progetto musicale e discografico che propone musica ispirata al soul e all’alternative rap, dando spesso vita a tematiche conscious, lontane dai modelli del classico rap. Nello stesso anno Soulville pubblica gratuitamente il primo EP solista di Ghemon Scienz, intitolato Ufficio immaginazione, che riscuote un buon successo sia da parte della critica, sia da parte del pubblico che apprezza i testi acuti e originali, trasmessi con uno stile chiaro e diretto, e scarica oltre 3.000 copie. Dopo l’estate 2006 Ghemon lascia il progetto Soulville per proseguire da solo il suo percorso musicale.

Nel marzo 2007, con la collaborazione del disc jockey romano Fester Tarantino, Ghemon pubblica il mixtape Qualcosa cambierà, un progetto composto di venti tracce, di cui 11 inediti. Il mixtape fa da anticipazione al disco ufficiale, La rivincita dei buoni, pubblicato a dicembre 2007 dalla Self. Nel 2010 Ghemon svolge una nutrita attività dal vivo in giro per l’Italia e, dopo la fondazione del collettivo Blue Nox (composto da Kiave, Macro Marco, Rafè, Impro, Negrè, Mecna, Hyst e appunto Ghemon), pubblica sul loro sito diversi mini progetti scaricabili gratuitamente, tra cui i brani Canzone appassionata (con DJ Fede), Fantasmi (con gli scratch di DJ Tsura), G.H.E.M.O.N. (con il trombettista Luca Aquino) e l’EP Embrionale, quest’ultimo uscito sotto lo pseudonimo di Gilmar.

Il 25 gennaio 2012 esce il terzo album Qualcosa è cambiato – Qualcosa cambierà Vol. 2, sequel del mixtape Qualcosa cambierà Mixtape (2007). Nel giugno del 2013, Ghemon ha collaborato con Neffa a una versione alternativa di Dove sei, inserita come bonus track digitale dell’album di Neffa Molto calmo. Il 4 agosto dello stesso anno, il rapper ha annunciato attraverso il proprio profilo Twitter il titolo del suo terzo album da solista, Orchidee, mentre l’11 dicembre ha reso disponibile digitalmente la raccolta Aspetta un minuto, costituita da brani inediti ed altri registrati tra il 2006 e il 2012.

Una menzione merita anche Clemente Maccaro, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Clementino o con quello del suo alter ego Iena White. Nato ad Avellino ma cresciuto a Nola in provincia di Napoli, è un rapper e attore teatrale. Dopo aver vinto varie competizioni di freestyle tra il 2004 e il 2006, Clementino entra nella Lynx Records, etichetta con la quale nel 2006 pubblica Napolimanicomio. Nel 2009 entra a far parte dei Videomind, sotto l’etichetta Relief Records EU, e con quest’ultima pubblica nel 2011 l’album I.E.N.A.. Nel 2012 collabora con Fabri Fibra, con il quale forma il duo Rapstar e pubblica Non è gratis. Nel 2013 il rapper pubblica il suo primo disco solista con la major discografica Universal, intitolato Mea culpa, che riscuote un discreto successo piazzandosi in 4ª posizione nella classifica italiana degli album e ottenendo la certificazione di disco d’Oro. Ha partecipato anche al Music Summer Festival 2013 ed ha trionfato con la canzone ‘O vient che è stata certificata singolo d’oro dalla FIMI nel gennaio 2015. Si è guadagnato la fama di miglior freestyler in Italia, poiché ha vinto la maggior parte delle gare di freestyle alle quali ha partecipato.

Come per gli chef, concludo qui la mia rassegna sui cantautori d’Irpinia perché questi sono quelli di cui sono a conoscenza. Se qualche lettore volesse segnalare qualcosa in merito, può farlo tranquillamente e sarà sicuramente mia cura parlare di tutto ciò che è Irpinia positiva.

Appuntamento a giovedì prossimo con l’Irpinauta di Salvatore Nargi.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI