Caposele, San Gerardo il Santuario preso d’assalto dai fedeli

Dopo Calabritto, seguendo il tragitto del 99° Giro d’Italia in Irpinia, oggi ci ritroviamo Caposele, paese sovrastato dal Monte Arialunga di 1240 metri, anche conosciuto come Paflagone, sul suo versante orientale, a ridosso delle ricchissime sorgenti carsiche da cui nasce l’omonimo fiume Sele, lungo il quale erano presenti diversi mulini.

Santuario San Gerardo CaposeleCaposele è un paese agricolo caratterizzato da aree rurali coltivate a cereali, grano in testa, ulivi ed alberi da frutta. Le potenzialità turistiche del Comune irpino sono notevoli, a ragione non solo della tranquillità e salubrità dei luoghi, della ricchezza di vegetazione, delle abbondanti acque sorgive e degli impianti di presa dell’Acquedotto Pugliese, ma anche per la presenza del Santuario di S. Gerardo Maiella nella frazione di Materdomini, che attrae un gran numero di fedeli, accolti da adeguate strutture della ristorazione e ricettive.

Stemma di CaposeleCaposele sorge a 420 metri e conta poco meno di 3800 abitanti. Il Santo Patrono è S. Lorenzo, festeggiato il 10 agosto. Altri eventi sono il Ferragosto Caposelese, la Sagra dei fusilli, la Corsa dei Tre Campanili (15 agosto), la Festa S. Gerardo/Sorgenti del Sele (10-15 agosto), la Fiera di S. Gerardo (prima domenica settembre), la Benedizione delle Sementi, presso il Santuario di S. Gerardo Maiella, nella frazione Materdomini (16 ottobre). La straordinaria disponibilità di acque, che consente di irrorare i campi ed dare l’acqua agli abitanti di numerose regioni, tramite l’acquedotto più lungo del mondo, compresa l’assetata Puglia da cui l’acquedotto prende il nome, la presenza di ricchissima vegetazione che ricopre vaste aree montagnose e collinari, sono elementi che originano una vera e propria oasi ecologica dove effettuare escursioni ossigenanti a diretto contatto con la natura incontaminata.

Nell’XI secolo in località Oppido venne eretta una struttura difensiva, ben presto rifatta durante le dominazioni normanna ed angioina. Nonostante ciò, le condizioni del castello risultavano ancora precarie, verso il XIV secolo, quando feudataria risultava essere la famiglia Bellini. Interventi dei successivi feudatari dovevano aver migliorato notevolmente la struttura, tanto che in epoca aragonese, vi venne celebrato lo sfarzoso matrimonio di Margherita d’Aragona. Il tremendo terremoto del 1694 inferse il colpo mortale al castello, facendolo crollare in gran parte, lasciando in piedi solo un torrione e parte delle mura perimetrali. I successivi terremoti completarono l’opera di demolizione del castello, di cui oggi restano solo pochi trascurati ruderi, qualificabili come resti di un antico castello solo grazie alla presenza di un cartello turistico informativo. In mancanza, si sarebbe indotti a ritenere tali resti, residui di un vecchio edificio fatiscente.

Caposele Chiesa della SanitàNei pressi del castello troviamo la chiesa di S. Lorenzo, eretta nel XVIII secolo. Al pari della struttura difensiva, la chiesa ha subito danni notevoli dai terremoti, particolarmente dal più recente, quello del 23 novembre 1980, che provocò il crollo della volta, lasciando in piedi solo la bella torre campanaria. La chiesa dedicata a Santa Maria della Sanità (o della Salute) si trova nei pressi delle sorgenti del fiume Sele, dove in passato sorgeva una semplice edicola contenente un dipinto della Madonna, al cui posto, nel 1710, venne edificata la chiesa della Madonna della Sanità. La chiesa, ricostruita nel 1837 ai piedi del Monte Paflagone, venne poi spostata di qualche metro, nel 1906, a seguito dei lavori di captazione delle acque delle sorgenti del fiume Sele. Il solo campanile ha mantenuto la posizione di edificazione dell’XIX secolo.

Nel centro storico di Caposele, nonostante la furia dei terremoti che hanno colpito nei secoli questo e tanti altri paesi dell’Irpinia, è possibile ancora ammirare alcune strutture civili sopravvissute, in aggiunta a quelle religiose. Tra gli edifici signorili si segnalano i Palazzi Cozzarelli e Masi.

Lungo il fianco orientale del Monte Paflagone, a circa 400 metri di altezza, da una parete di roccia calcarea si originano le sorgenti del fiume Sele, le cui acque, dopo essere state in gran parte captate per alimentare l’acquedotto Pugliese (il più lungo del mondo con i suoi 246 chilometri), raggiungono il Golfo di Salerno, nei pressi di Paestum, dopo un percorso di circa 64 chilometri.

SONY DSCPresso la frazione Materdomini di Caposele si trova il celebre Santuario dedicato a S. Gerardo Maiella. Più che di Santuario, si dovrebbe parlare di complesso religioso articolato, visto occorre distinguere: la Vecchia Basilica, edificata entro la prima metà del XVIII secolo, ampliata e consacrata nel 1929 dall’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Alessio Ascalesi; la Nuova Basilica, eretta nel 1971 su progetto dell’architetto napoletano Giuseppe Rubino; il Convento, fondato nel 1746 da S. Alfonso Maria dei Liguori, al cui interno si segnala un bel chiostro con portici e la Cappella del Transito; il Museo Gerardiano; la Biblioteca assai ben fornita. Il Santuario, da cui si può ammirare un vasto panorama sulla Valle del Sele e sul Monte Cervialto, è meta di continui pellegrinaggi a cui prendono parte migliaia di persone. Custodisce altre importanti opere d’arte, tra cui dipinti dell’Annunciazione, la Cena in Emmaus, la Resurrezione e la Vergine Maria dello scultore Tommaso Gismondi.

Termina qui la nostra visita a Caposele e vi rinnovo l’appuntamento a giovedì prossimo per spostarci e ritrovarci a Volturara Irpina con la sua celebre Bocca del Dragone.

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