Casalbore, il paese delle cinquanta sorgenti

Cari amici oggi ci ritroviamo con l’Irpinauta a Casalbore, paese di poco meno di 2.000 abitanti che sorge a 620 metri sul livello del mare, nella valle del Miscano su una delle colline delimitate dal fiume stesso. Il centro abitato è sormontato dal monte Calvello (970 metri) con vaste aree rimboschite con area ricettiva dello Schiavone e casa appoggio, laghetto artificiale, sentieri natura e aree pic-nic. Da sfruttare le strutture agrituristiche per soggiornare in questi luoghi, o gustare i prodotti tipici. Dalla cima è visibile il profilo del Taburno, le colline della Puglia e le montagne dell’alto Sannio.

Il comune è conosciuto anche come “il paese delle cinquanta sorgenti” per la ricchezza delle sorgenti d’acqua ed è attraversato dalla via Traiana (II secolo a.C.) e dal Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, utilizzato per la transumanza delle greggi dai pascoli estivi dell’Abruzzo a quelli invernali del Tavoliere delle Puglie.

Veduta-di-Casalbore

Non si conosce il suo antico nome ma, grazie ai rinvenimenti archeologici, si sa che sin dall’antichità il suo territorio è stato frequentato da varie popolazioni, ma probabilmente perché era attraversato da un’antica strada denominata Regio Tratturo Pescasseroli – Candela, tracciato viario che permetteva collegamenti con la Puglia. In età preromana il suo abitato era costituito da fattorie sparse. Di particolare rilievo è stato il rinvenimento di una necropoli di tombe a tumulo databili tra metà del VI sec. a.C. e la prima metà di quello successivo. Tali tumuli, che contengono più inumazioni pertinenti allo stesso nucleo familiare, hanno diametri che vanno da 5 a 12 metri, sono alti m. 2,50 e hanno una struttura in pietrame. I defunti sono in posizione supina; le deposizioni maschili sono spesso caratterizzate dalla presenza di armi di offesa, mentre le fibule fanno parte del costume femminile. Tra i vasi di corredo è caratteristico il Kantharos con anse ed orecchini. In località Macchia Porcara è stata individuata un’importante area sacra databile per una prima fase al V sec. a.C. Dopo la metà del III sec. a.C. il complesso è stato ristrutturato ma i lavori sono stati interrotti nel 217 a.C. a causa degli aspri scontri della seconda guerra punica. Il tempio era preceduto da un’area scoperta con l’altare, fiancheggiata da portici. In pianta l’edificio templare era costituito da un vestibolo con sei colonne, precedute da tre gradoni, e da una cella. I pavimenti erano in cocciopesto con tessere in pietra calcarea che creavano motivi a losanghe. Le pareti erano stuccate e all’interno la decorazione era costituita da false bugne in rosso e in giallo che terminavano con una cornice a dentelli. In età romana Casalbore faceva parte del territorio di Benevento. Anche in quest’epoca l’insediamento aveva un carattere sparso. Interessante è un monumento funerario del III sec. d.C. trasformato in una chiesa dedicata a Santa Maria dei Bossi, la cui utilizzazione è attestata fino al VII secolo d.C.
Torre- Normanna

Uno dei simboli del paese è la Torre Normanna di Casalbore, risalente al XII secolo: una lapide in travertino collocata sull’ingresso, con iscrizione latina, è datata 1216 il che conferma l’esistenza della torre fortezza nei primi anni del XIII secolo. È possibile, quindi, che in epoca normanna siano stati realizzati sia il Castello con le sue mura ed il borgo adiacente. L’interno della Torre è visitabile e mostra al primo livello un grande camino in muratura. Il castello sorse in stile gotico: archi ogivali (acuti, alcuni esistono tuttora), finestrelle a “bifora”, “merli”.

Castello Normanno

Nel Cinquecento fu trasformato dai Caracciolo. Vi erano quattro porte vere e proprie più una portella: a Ovest la Porta Beneventana con ponte levatoio; a Est la Porta Vallone; a Sud la Porta Fontana; a Nord la Porta Carrara per il passaggio dei carri; a Sud-Est la Portella. L’interno del Castello era diviso in due “corti” (cortili), in uno dei quali (quello a Est) vi era il “Seggio” popolare per i giudizi della Corte Marchesale. Il Sobborgo o Borgo (a Ovest del castello) e la zona “sotto la terra” erano fuori della cinta muraria. Del primitivo impianto del Castello restano due torri, quella principale e una più piccola posta nell’angolo Sud-Est del tracciato del muro di cinta che è visibile sui lati Nord e Sud. Una terza torre, demolita dopo il sisma del 1962, ubicata sul lato Nord, controllava il percorso del regio tratturo.

I locali presenti all’interno dell’area castellare ospitano, dal 2013, il Museo dei Castelli, Museo Dei Castelliun percorso didattico – espositivo dedicato ai castelli e alle fortificazioni della provincia di Avellino. Il Museo è nato grazie alla collaborazione tra l’Associazione Terre di Campania e il Comune di Casalbore, utilizzando il nucleo principale della mostra fotografica “Immagini come appunti di viaggio. Castelli e Fortificazioni in provincia di Avellino”, realizzata da Giuseppe Ottaiano, fotoreporter napoletano, e ospita un laboratorio didattico dedicato al mondo dei castelli e del Medioevo.

In località Macchia Porcara, a valle del Tratturo Pescasseroli-Candela e nei pressi di una sorgente, si trovano i resti del complesso di un santuario del III secolo a.C. usato per il culto di una dea ctonia, forse la dea Mefite. Il Tempio Italico, di tipo etrusco-italico, forse è uno degli edifici più importanti dell’antico insediamento sannitico. Il sito archeologico del Tempio Italico è visitabile a richiesta con visite guidate organizzate dalla Pro Loco di Casalbore. Durante l’anno a Casalbore si svolgono numerose manifestazioni, in particolare del mese di agosto. Si tratta di concerti, sagre e feste religiose che attirano numerosi abitanti dei paesi limitrofi e gli emigrati che vivono in altre regioni d’Italia o all’estero.

Rasentando esternamente il castello, lasciando la torre normanna sulla destra oppure attraversando la Porta Benventana sotto alla Torre normanna e seguendo la stradina per qualche decina di metri e svoltando a destra passando sotto Porta Fontana, si raggiunge il Palazzo Maraviglia (XVII secolo), che si erge su Piazza XI febbraio.

Palazzo Maraviglia

L’edificio era caratterizzato da una notevole estensione ed attira lo sguardo, data la graziosità della struttura e la particolarità dell’arco che su di esso si poggia. Esso fa parte integrante di un unico Palazzo che in origine si estendeva fino in Piazza Roma e confinava con la Chiesa Madre. In seguito al terremoto del 1962, una grande parte dell’ala del Palazzo, che fu abitata dalla famiglia del Signor Mario Maraviglia, è stata demolita. Le sue condizioni generali, come quelle di tutti gli edifici dell’area vecchia, sembrano alquanto precarie. Altri edifici signorili da ricordare sono Palazzo Caracciolo, Palazzo Bruno e Palazzo Nigro.

All’ombra di grandi querce, si erge la chiesa, o meglio, la chiesetta di S. Maria dei Bossi, una cappella rurale che a Casalbore chiamano semplicemente “la Cappella di Maria”. Si tratta del più antico luogo sacro del paese, tanto da essere definita “Prima Chiesa e prima Comunità Cristiana di Casalbore”. Anzi, a voler essere precisi ci troviamo di fronte ad un luogo di culto ancora più antico, visto che fu sacro già nei tempi pagani prima del Cristianesimo. Nel tempietto pagano all’immagine del Dio o della Dea venne sostituita quella della Vergine, Madre di Gesù, che fu denominata S. Maria dei Bossi. La chiesetta, abbandonata sul finire degli anni ’40, a causa del crollo del tetto, venne “degradata” a stalla, tanto che la statua della Madonna fu spostata presso la chiesa Madre di Casalbore. Il rifacimento del tetto ed un parziale restauro vennero effettuati solo nel periodo 1975/76.

Lasciamo Casalbore e ci diamo appuntamento alla prossima settimana, naturalmente sempre in Irpinia!

Bisaccia e il suo maestoso Castello Ducale