Casertana-Benevento: titolo vergognoso sulla “Terra dei fuochi”

Non vorrei ripetermi, ma non faccio in tempo a pubblicare un articolo in risposta ad una polemica fasulla sollevata da un giornale beneventano che subito mi si presenta l’occasione di parlare dell’ennesima gaffe giornalistica. Forse negli istituti sanniti non si studia diplomazia? Beh, io ho studiato lì e posso confermare (ma in fondo è una disciplina che non esiste, purtroppo). Ma andiamo con ordine.

Come avrete saputo, domenica è stata disputato al Pinto il derby tra Casertana e Benevento, vinto meritatamente dai cugini rossoblù che sono schizzati, con tutti i nostri migliori auguri, in vetta alla classifica del girone C. Questo grazie alla doppietta di Negro, in prestito ai falchetti proprio dal Benevento (quando si dice “avere fiuto per gli affari”).

Oltre alla sconfitta bruciante, in un derby che poteva valere la vetta della classifica, il dolore si è acuito per via del fatto che proprio gli accordi tra le due società hanno finito con l’avvantaggiare la Casertana, cosa che è stata espressa (a ragione e con professionalità, bisogna dirlo) da molte testate sportive beneventane. Non da tutte, però.

Infatti un sito ha titolato “Benevento, derby amaro nella Terra dei fuochi”, calcando quindi sulle disgrazie del territorio casertano, dovute ad amministrazioni che hanno fatto di opacità e collusione il proprio motto. Durante la partita invece gli ultras casertani, come avevano già fatto in precedenza, si sono mostrati vicini alle recenti disgrazie del popolo sannita con uno striscione, mostrandosi ancora una volta al di sopra delle rivalità (o forse vicini proprio a causa di queste rivalità…).

Ma non voglio accusare ingiustamente: può darsi che, vuoi la stanchezza, vuoi le repliche di Ncis, la distrazione abbia vinto e il nostro giornalista abbia confuso l’antico toponimo di “Terra di lavoro” con quello più recente e degradante di “Terra dei fuochi”.

Purtroppo credo che la verità sia un’altra, e che l’incapacità di accettare una sconfitta così abbia fatto dimenticare le buone maniere e il rispetto verso una città e una tifoseria che ultimamente sta ricevendo troppe “attenzioni” non meritate, ma nonostante tutto si è mostrata solidale nelle difficoltà.

Sia chiaro, non ho nessuna intenzione di demonizzare la stampa a scapito delle tifoserie, così spesso bistrattate e oggetto di vessazioni anche discriminanti (non sono io a dirlo, ma una voce più autorevole) da più fronti, né dire chi sono i buoni e chi i cattivi; è una distinzione che dalla storia più recente non ha molto senso e al più potrebbe avere valore politico, propagandistico o, appunto, giornalistico.

Leggi anche