Cassano Irpino (Avellino): la terra delle acque

Riprendiamo il nostro treno per Avellino per lasciare Nusco e scendere a Cassano Irpino, nota come “la terra delle acque” per la copiosità delle sorgenti nel suo territorio, la cui notevole portata consente di alimentare l’Acquedotto dell’Alto Calore e quello Pugliese, ed in passato, anche la dismessa centrale idroelettrica di San Mango Sul Calore.

Cassano Irpino sorge in cima ad una collina alle cui falde scorre il tratto iniziale del fiume Calore. Il territorio comunale, attraversato da diverse strade interpoderali, è prevalentemente collinare, anche se comprende un’area pianeggiante. La disponibilità di acqua alimenta la produzione di ortaggi. I terreni sono coperti, inoltre, da vigneti, castagneti e boschi, che consentono lo svolgimento di lavorazioni artigianali del legno. Tanti i prodotti tipici: ricotta secca o piccante, caciotta, caciocavallo DOP, mozzarelle, formaggi affumicati, castagne, di ottima qualità, tanto da aver ricevuto la denominazione DOCG e IGP (materia prima per fare i panzerotti ed il castagnaccio), prosciutto.

Il Santo Patrono di Cassano è S. Bartolomeo Apostolo, festeggiato il 24 e 25 agosto, con la processione in cui si mostra il reliquiario del Santo, conservato nella chiesa Madre che dal Santo ha tratto il nome. Altri eventi sono la Sagra delle Laine e dei ceci, che si tiene a giugno, la Festa della Madonna del Carmine (16 luglio), la Festa “Ritorno al Medioevo” (agosto), durante la quale le strade del paese irpino, illuminate da fiaccole, fanno rivivere l’atmosfera medioevale, riempiendosi di sbandieratori, castellane e paggi, la Sagra della Castagna DOCG E IGP di Montella (ultimo sabato di ottobre), con cui si festeggia il raccolto, degustando tale prodotto tipico, bevendo vino ed ascoltando e ballando al suono della musica popolare.

Panorama di Cassano Irpino

Il verde e le acque, che caratterizzano tante aree dell’Irpinia, a Cassano Irpino trovano la loro “sublimazione”. L’incredibile abbondanza delle sorgenti, alimentate dal bacino idrogeologico dei Monti Picentini, include le sorgenti Acqua del Prete, Bagno della Regina, Pollentina e Peschiera. Pollentina, non va ricordata solo per l’alimentazione dei due importanti acquedotti, Alto Calore e Pugliese (creati all’inizio degli anni ’60), ma soprattutto per la tecnologia che ha consentito di captare tali acque e portarle in superficie. Cassano, tramite la Galleria di Valico, fornisce l’acqua vitale a Campania, Puglia, Basilicata e sei comuni della provincia di Campobasso. Onde preservare la purezza delle acque, una cupola evita la dispersione dell’ossigeno, che in bolle viene alla superficie.

Il castello medioevale venne edificato probabilmente dai Longobardi ed era quasi sicuramente presente al tempo dei Normanni. Pertanto, la data del 1164, indicata da taluno, ci sembra un po’ tardiva. I ruderi del castello di Cassano Irpino dominano il sottostante abitato; della struttura originaria rimangono delle rovine in cima al colle attorno a cui è raccolto il borgo medioevale del paese. L’originario fortilizio ha subito nel corso del tempo diverse trasformazioni ed accrescimenti, divenendo sede del Signore locale. Nel 1445, il Re Alfonso d’Aragona vendette i feudi di Montella, Bagnoli Irpino e Cassano Irpino a Garcia I Cavaniglia. Il castello venne trasformato in residenza gentilizia e prese il nome di Palazzo Baronale. Venne restaurato nel XVI secolo.

La chiesa Madre di Cassano Irpino, dedicata a San Bartolomeo Apostolo, venne costruita nel 1557, a seguito di una drammatica pestilenza, come si legge in un antico manoscritto. L’edificio religioso venne restaurato completamente nel XVIII secolo. Notevole è la torre campanaria. La chiesa ha uno splendido portale su cui insiste una statua del Santo. All’interno, l’edificio religioso presenta una sola navata. Vi si conservano, diverse opere d’arte, tra cui il reliquiario del Santo, che viene portato in processione durante la Festa del mese di agosto, e la statua lignea di San Bartolomeo, opera di notevole fattura dello scultore Jacopo Colombo. La cripta è riccamente decorata con stucchi del XVIII secolo.

Panorama notturno (1)

La chiesa di S. Maria delle Grazie si trova all’inizio del paese, di fronte alla sede del Municipio, con un lato lungo la strada e l’altro lungo i fianchi della collina, in cui si vede il portale d’ingresso, ritratto dall’alto del livello stradale. Si tratta di un edificio antico, risalente al XIV secolo, che venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. Si caratterizza per la Scala Santa ed affreschi del XV secolo.

Nel centro storico di Cassano Irpino, quasi a chiudere quella che va considerata la sua strada principale, si erge la chiesetta dedicata a S. Rocco, dalle linee sobrie, con un piccolo portale in pietra e due finestrelle di forma rotonda. Il campanile, anch’esso di dimensioni contenute, è sormontato da una croce. Fuori dal centro urbano, a circa tre chilometri di distanza, si trova la chiesa di S. Maria La Longa, un piccolo edificio religioso, risalente al XVIII secolo, caratterizzato dalla facciata semplice, chiara con contorni rosastri. Bello è il portale in pietra, sovrastato da una finestra. Sul tetto spicca una piccola croce. All’interno, tra le varie opere d’arte, va segnalata una tela sacra dell XIX secolo. Nei pressi della chiesetta, l’8 settembre, si svolge la Fiera di Montevergine.

Scorcio del Castello di Cassano

L’origine del nome del paese risale all’età romana e deriva dal nome della “gens Cassia” e dal suffisso aggettivale –anus, ed indica un praedium Cassianum, ossia un latifondo o una villa rustica appartenente a quella famiglia. L’invecchiamento della popolazione, con il continuo calo demografico e la non indipendenza finanziario-economica e amministrativa rendono sempre più difficile la continuità e la giustificazione dell’esercizio delle funzioni del comune, agevolando, nel tempo l’accorpamento con la vicina Città di Montella.

Lasciamo la terra delle acque per riprendere il nostro treno Rocchetta-Avellino e ritrovarci giovedì prossimo a Luogosano che, come lascia già intendere il nome, è il paese della buona salute.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI