Castel Baronia, dove sono nati Stanislao Mancini e Benito Melchionna

Dopo aver lasciato Mercogliano con il meraviglioso Santuario di Montevergine, ci ritroviamo oggi in tour nella Baronia e nella Valle dell’Ufita e, in particolare, a Castel Baronia.

La Valle dell’Ufita costituisce il bacino idrografico dell’alto corso del fiume Ufita, dalla sorgente fino alla confluenza con il torrente Fiumarella, nel comune di Ariano Irpino. I rilievi che cingono la valle sono costituiti da vette di modesta elevazione, tipiche degli Appennini che degradano verso il Subappenino Dauno. Le altezze maggiori si registrano nella Baronia dove Trevico raggiunge i 1100 metri di altitudine. Seguendo il corso del fiume i rilievi tendono gradualmente ad abbassarsi e ad assumere la conformazione di semplici colline nel suo basso corso. Il fondovalle, che si estende principalmente lungo la sponda sinistra del fiume nel suo medio corso costituisce una delle aree pianeggianti più grandi delle zone interne della Campania.  I comuni che storicamente fanno parte della Valle Ufita sono Ariano Irpino, Carife, Castel Baronia, Flumeri, Frigento, Grottaminarda, Melito Irpino, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Sturno, Vallesaccarda e Villanova del Battista. I centri di Vallata e Guardia Lombardi, invece, anche se ne fanno parte da un punto di vista geografico, non appartengono a quest’area se la si guarda secondo un’accezione politica ed identitaria, poiché vanno a collocarsi idealmente nell’Alta Irpinia.

Pasquale Stanislao ManciniOggi partiamo da Castel Baronia per viaggiare in tutti i paesi della valle Ufita non ancora visitati dall’Irpinauta. Il paese sorge in cima ad una collina nella Valle dell’Ufita, incastonato in un paesaggio verdeggiante, ed è ricco di storia. Il Castello della Baronia, risalente al 1130, fu prima di proprietà di Traiano Carafa, marchese di Lajno ma egli nel 1527 lo vendette a Domenico Nicola Mancini, primo marchese di Fusignano e membro dell’illustre famiglia romana che in seguito lo trasformò in Palazzo, dove nacque l’insigne giurista, conte Pasquale Stanislao Mancini, ottavo marchese di Fusignano. Il territorio di Castel Baronia risulta essere stato non solo frequentato, ma abitato stabilmente sin dal neolitico, come confermano alcuni ritrovamenti archeologici. Il borgo attuale prese il nome da un castello normanno intorno al quale originariamente sorse l’insediamento e dal fatto che l’area fece parte della Baronia di Vico, di cui formò uno dei capisaldi difensivi e di cui ne seguì le vicende. Suoi feudatari furono i D’Angiò, i Del Balzo, i d’Aquino, i De Ponte, i Caracciolo. I moti carbonari degli anni 1820-21 videro la partecipazione di diversi Castellesi, che vennero esiliati una volta che i Borboni repressero la rivolta.

Il Magistrato Benito MelchionnaCastel Baronia diede i natali il 17 marzo 1817 allo statista e giurista Pasquale Stanislao Mancini, parlamentare del Regno dal 1862 alla morte. Fu ministro dell’Istruzione Pubblica nel 1862, di Grazia e Giustizia nel 1878, degli Affari Esteri nel 1885. Fu maestro di diritto costituzionale al Re Umberto e professore di diritto nelle Università di Torino e Roma. Morì nella villa reale di Capodimonte il 26 dicembre 1888. I suoi lavori sono conservati presso la Biblioteca Comunale. Sempre a Castel Baronia nacque il 27 gennaio del 1938 il noto Magistrato Benito Melchionna che, partito dall’Irpinia nel 1956 per fare l’agente di custodia al carcere San Vittore di Milano, dopo una vita di intensi studi, nel 1969 riesce, solo grazie alle sue immense capacità, a vincere il concorso in Magistratura. Dopo il tirocinio come uditore giudiziario presso la Procura della Repubblica di Roma, nel 1970 è assegnato alla Pretura di Crema (CR) con le funzioni di Pretore. dal 1973 al 1982 svolge le funzioni di Giudice Istruttore presso il Tribunale di Bergamo, dove attualmente vive, occupandosi in particolare delle complesse inchieste relative al terrorismo e ai reati associativi di stampo mafioso (sequestri di persona, riciclaggio di danaro, ecc.); dal 1982 al 1996 svolge le funzioni di Pretore Dirigente nuovamente presso la Pretura di Crema, contribuendo in particolare alla evoluzione della prima giurisprudenza in materia ambientale; dal 1996, quale magistrato di Cassazione, assume la carica di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crema e lascia la Magistratura per raggiunti limiti di età nel luglio 2008, con il grado onorario di Procuratore Generale Aggiunto della Corte di Cassazione. E’ autore di centinaia di pubblicazioni sui più vari temi del Diritto. Tra i numerosi volumi pubblicati, si segnalano: “I temi giuridici di più scottante attualità” del 1985, “Accusa e difesa nel nuovo processo penale” del 1989, “La normativa antiriciclaggio” del 1992, solo per segnalarne alcune.

Chiesa Santa Maria delle FrattePassiamo agli edifici religiosi del paese. La chiesa di S. Maria delle Fratte, risalente alla seconda metà del XII secolo, più volte ricostruita, venne interamente distrutta dal tremendo sisma del 1930. L’attuale edificio religioso sorge sulla Piazza Pasquale Stanislao Mancini. La facciata presenta l’antico portale in pietra. All’interno, custodisce una sacra icona del XII secolo e un dipinto della Madonna delle Fratte. La chiesa del Santo Spirito, che si trova nel centro di Castel Baronia, venne realizzata nel 1632 in stile barocco. Annesso alla chiesa del Santo Spirto troviamo il Convento di S. Francesco, che risale al 1630, che presenta un chiostro settecentesco con un bel porticato affrescato.

Palazzo ManciniIl Palazzo Mancini è l’edificio signorile di Castel Baronia, risalente alla metà del XVIII secolo, in cui nacque il 17 marzo 1817 Pasquale Stanislao Mancini. Il Palazzo Ducale si erge sulla Piazza Vittorio Emanuele e venne edificato nel XVIII secolo quale residenza dei feudatari di Castel Baronia, la famiglia De Ponte. A Castel Baronia troviamo anche il Palazzo Andreotti risalente al 1721.

Lasciamo Castel Baronia ma non la Valle dell’Ufita e ci diamo appuntamento alla prossima settimana a Carife.

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