Catanzaro-Avellino 2013, Taccone: “Guardassero le cose serie”

“Guardassero le cose serie”. Così Walter Taccone sull’indagine su Catanzaro-Avellino del 2013, finita sotto la lente di ingrandimento della procura di Palmi per una presunta combine. In giornata c’è stato l’arresto del presidente della società calabrese nell’ambito dell’inchiesta principale, che è quella per riciclaggio di denaro, da cui poi è uscita fuori la partita dell’Avellino.

Ecco le parole del presidente dell’Avellino: Non abbiamo ancora letto gli atti, non sappiamo cosa hanno in mano i nostri inquirenti, leggeremo le carte e immagino che qualcuno ci dovrà sentire. Qualcuno dovrà chiedersi se questi signori (gli indagati del Catanzaro, ndr) conoscevano Taccone. Posso dire che li ho conosciuti solamente mezz’ora prima della partita, ma state tranquilli che non c’è alcuna intercettazione.

Aggiunge: “La giustizia va in questo modo, escono fuori queste notizie, ma sappiamo che in Italia va così, è una situazione tranquilla più di quella del calcioscommesse. Se in questo caso c’erano delle intercettazioni, qui non c’è nulla, i tifosi devono stare assolutamente tranquilli, noi non centriamo niente”.

Continua affermando che “Chi sta nel calcio sa come vanno queste cose. Quando si fanno, non lo fanno i dirigenti, ma stesso i giocatori in campo, in maniera implicita, non si parlano neanche. Mi ricordo una partita Milan-Udinese, dove serviva un pareggio, i giocatori stavano tutti a centrocampo e si passavano la palla”.

Conclude:Ripeto, se nel calcioscommesse c’erano dei rischi, qui veramente non c’è nulla, questa cosa mi da fastidio”.