L’Avellino esce battuto per 3-1 da Cesena, confermando la sua tradizione negativa al “Manuzzi-Orogel Stadium”, e soprattutto, beccando per la seconda volta consecutiva tre reti in trasferta, dopo Cremona. Se però in Lombardia l’Avellino non aveva creato molto, diverso è il discorso per la partita di ieri sera.

La squadra di Novellino infatti, pur sbagliando nuovamente l’approccio alla partita (come ammesso dal tecnico nel post-gara) e poi passando in svantaggio, aveva subito avuto l’occasione per pareggiare. Ardemagni però ha fallito il calcio di rigore (il secondo dopo quello di Castaldo contro il Brescia) e la partita, che poteva cambiare, ha preso invece il verso sbagliato per i biancoverdi.

Ma si può notare come tutta la partita sia stata decisa dagli episodi. Dopo che il Cesena aveva segnato l’1-0 grazie ad un errore clamoroso di Marchizza, anche il 2-0 è arrivato per un intervento a vuoto di Laverone, che non è riuscito a spazzare il pallone, finito sui piedi di Sbrissa che ha quindi battuto Lezzerini con un tiro dal centro dell’area.

Nella ripresa l’Avellino aveva iniziato bene, cogliendo un palo con Ardemagni, ma per un altro errore individuale (questa volta di Di Tacchio a centrocampo) ha incassato in contropiede il 3-0, ancora una volta finalizzato da Cacia, che sembra avere un conto in sospeso con la squadra irpina.

Neanche a quel punto la partita però era finita. L’Avellino trovava il 3-1 con un altro calcio di rigore, questa volta segnato da Castaldo,  con lo stesso che poi prendeva un altro palo. Morale della favola: l’Avellino questa partita avrebbe potuto tranquillamente vincerla, se non ci fossero stati così tanti errori individuali e gli episodi sarebbero girati un po’ a favore.

Non c’è da sottovalutare, però, che la difesa dell’Avellino balla un po’ troppo: ben 8 le reti incassate in queste prime quattro giornate, una media di due a partita. Troppe per una squadra che vuole ambire (almeno) a una salvezza tranquilla.

Novellino dovrà lavorare soprattutto su questo, anche se non c’è tempo per riflettere: lunedì sera al Partenio arriva il Venezia di Pippo Inzaghi, squadra che, al contrario dei biancoverdi, non ha ancora subito una rete in campionato (anche ieri un altro 0-0, il terzo in quattro partite, contro lo Spezia in casa).