Cesinali, il paese della stirpe dei Cocchia

Cesinali è un comune irpino di circa 2.500 abitanti che sorge nella media valle del Sabato, sopra un basso rilievo, alle porte sud orientali di Avellino. E’ un piccolo borgo irpino dalle linee ordinate, che ben si inseriscono nella ricca vegetazione che circonda il paese, la quale accompagna il visitatore sin dentro il centro del paese, con uno splendido viale alberato.

Cesinali-e-sullo-sfondo-montevergine626Le campagne circostanti, coltivate intensivamente, consentono la produzione di legumi, nocciole e castagne, prodotti ortofrutticoli, cereali e buon vino. In passato, i pingui pascoli consentivano l’allevamento del bestiame, mentre fiorente era l’artigianato delle fabbricazione di armi. Per circa un ventennio, dal 1927 al 1950, Cesinali venne ridotto al rango di frazione del limitrofo comune di Aiello del Sabato. Il paese sorge a 380 metri sul livello del mare ed a soli 5 chilometri da Avellino. Il Santo Patrono è S. Rocco, festeggiato il 16 agosto. Soprattutto d’estate vengono organizzate diverse sagre e feste religiose, mentre il paese viene addobbato con le caratteristiche luminarie. Chi cerca spazio verde ove ossigenarsi, effettuando una rilassante passeggiata o utilizzando la bicicletta, sicuramente trarrà piacere dallo girovagare nel bosco nei pressi di Cesinali.

Processione di San RoccoIl nome Cesinali sembra derivare dal germanico cesine, equivalente di selva cedua, terra dissodata per fare spazio all’insediamento urbano e all’agro coltivato. L’origine del centro sarebbe longobarda e collegata allo sviluppo della più estesa Atripalda, con la quale Cesinali condivise per lungo tempo le vicende politiche e amministrative (entrambe le località furono rette da alcune delle più blasonate famiglie nobili del Sud Italia, quali, ad esempio, quelle dei Filangieri, dei Carafa e dei Caracciolo). Pure avendo acquisito, nel corso degli anni, una certa autonomia, il villaggio si vide accorpato, nel 1927, al limitrofo comune di Aiello del Sabato, per poi tornare indipendente nel 1950. Il comune di Cesinali ha anche una piccola frazione, Villa San Nicola, di circa 400 abitanti. Trentadue sono i tigli che danno il benvenuto a tutte quelle persone che giungono dal capoluogo di provincia. Tigli secolari piantati nell’800 che offrono ai cesinalesi ombra e frescura durante il periodo estivo.

In passato il suo territorio era quasi completamente coperto da boschi di castagni che erano chiamati cesine. Quando la popolazione si recava nei boschi a recidere legname si diceva che si andava a “cesinare” in tal modo il verbo “cesinare” diventò il nome della località. Sorse così il nome Cesinare, poi Cesinali. Di quei boschi resta soltanto quello di Monteuovolo: sul quale si ritiene che al tempo dei Romani esisteva un tempietto al Dio Giove, il padre degli dei nella religione pagana per cui il nome fu “Monte di Giove” in latino “mous Jovis” da cui appunto il nome montejovolo o monteuovolo. Cesinali in origine era costituita da un piccolo nucleo di case poi ingranditosi man mano, divenne e per tutta l’età Feudale un casale di Atripalda. Cesinali vanta di avere numerosi personaggi illustri appartenenti alla famiglia Cocchia. Infatti si ricorda che Mons. Rocco Cocchia nato a Cesinali nel suo ministero pastorale tra i numerosi viaggi fatti in Grecia, Turchia, Asia Minore e America Meridionale, nel 1874 fu consacrato vescovo da Pio IX nella diocesi di santo Domingo dove scoprì le spoglie di Cristoforo Colombo.

Chiesa-san-silvestro-CesinaliTra le tante tradizioni che si sono tramandate di generazione in generazione possiamo annoverare la Zeza, la Rosamarina e la passione di nostro Signore. La Rosamarina è una particolare forma musicale fatta di canti e balli in onore di San Rocco. E’ una tradizione Pasquale che continua nel tempo e consiste nel portare suonando e cantando canzoni popolari, a tutte le famiglie del paese un ramoscello di pino adornato con un arancio e un cedro e la figurona di San Rocco. La Zeza appartiene alla ritualità connessa al carnevale e rappresenta una sorta di sceneggiata tra la sposa e il marito. La Passione di Gesù risale al 1950 questo spettacolo si svolge la sera del Venerdì Santo all’aperto dove viene inscenata l’ultima cena, il tradimento e il processo, infine la crocifissione.

Chiesa-san-rocco- CesinaliLa chiesa di S. Rocco da Montpellier è ubicata all’ingresso di Cesinali, immediatamente dopo il bel filare di tigli che accoglie il visitatore, non lontano dal monumento ai Caduti ed alla cappella di S. Antonio. La struttura venne realizzata nel XVIII secolo. Fortemente danneggiata dal terremoto del 1980, è stata restaurata parzialmente. All’interno, si può ammirare una bella volta.  La chiesa ha subito diversi lavori di restauro. Un primo intervento, nel 1901, a causa della fatiscenza della struttura ed un secondo a causa del terremoto del 1980. La chiesa di S. Silvestro venne realizzata nel XVIII secolo, precisamente nel del 1749, visto che tale data è incisa sulla parete esterna della chiesa in grandi caratteri. La stessa presenta due portali di ingresso e la torre campanaria. All’interno dell’edificio, oltre ad una statua del Santo, si trovano preziosi arredi.

Palazzo-Cocchia CesinaliNel centro storico, che ha mantenuto la configurazione medioevale, con le tipiche stradine, i caratteristici porticati ed i portali in pietra, vi sono diverse costruzioni interessanti dal punto di vista artistico ed architettonico, del XVIII e XIX secolo. Tra gli edifici gentilizi, ricordiamo l’artistico e davvero bello palazzo Cocchia con una particolare facciata. Altro palazzo signorile è quello Del Franco. L’edificio presenta un bel cortile abbellito da colonne e fontane.

Interessante iniziativa organizzata a Cesinali è la passeggiata ecologica Erika Cocchia, un’escursione per le strade di Cesinali, a cui partecipano un gran numero di persone del posto, ma anche dei paesi limitrofi. Lungo il percorso le famiglie allestiscono punti di ristoro per tutti i partecipanti. Solitamente si svolge la seconda o terza domenica di agosto. Altra iniziativa è quella chiamata “A’ Montevergine a piedi”: la prima domenica di settembre un gran numero di persone, in particolare ragazzi, si recano a piedi, partendo da Cesinali, al Santuario della Madonna di Montevergine.

Fiano-di-avellinoCesinali ha un’economia prevalentemente agricola. Infatti è famoso per le sue nocciole, le castagne e il vino Fiano. Il Fiano è un prodotto di punta dell’intera enologia italiana. Si ottiene dal vitigno omonimo, conosciuto presso i latini con il nome di Vitis Apiana, che deriva da ape, in quanto le api sono particolarmente attratte dalla soave dolcezza di quest’uva. E’ un vino dalle caratteristiche aromatiche definite e inconfondibili, con sentori di nocciole tostate. E’ uno dei pochi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento. La zona di produzione comprende 26 comuni, localizzati nel cuore della provincia di Avellino, tutti vocati alla coltivazione della vite. Il vitigno appare perfettamente armonizzato con l’ambiente di coltivazione; nella zona, infatti, le uve raggiungono una graduale e completa maturazione nell’epoca più propizia per il vitigno, conferendo al vino gusto e profumi intensi e delicati. A testimonianza dell’eccellenza qualitativa del prodotto è vicino il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Con un bicchiere di Fiano in mano lasciamo Cesinali per darci appuntamento alla prossima settimana sempre in Irpinia per farci gli auguri di Buon Natale.