Che fine ha fatto Alessandro Pellicori: Avellino e Calcioscommesse

“A volte ritornano”. Qualcuno avrà sussurrato questa frase, nell’estate del 2007, quando, all’ombra del Partenio, fa la sua apparizione in conferenza stampa una vecchia conoscenza della compagine biancoverde. Il calciatore in questione, infatti, ha già militato nell’Avellino, in una stagione emozionante per l’intero pubblico irpino. Il 2002/03 vede la promozione in Serie B dei Lupi guidati da mister Vullo, dopo un lungo testa a testa con il Pescara; eppure, Alessandro Pellicori disputa con la compagine biancoverde soltanto il girone di andata (in cui si mette in evidenza con 7 marcature in 18 incontri), per via anche dei rapporti non proprio idilliaci con la tifoseria. Ed è proprio all’attaccante di origini calabresi (attualmente svincolato) che è dedicato l’appuntamento odierno con la nostra rubrica “Che fine hanno fatto”.

Nato a Cosenza, il 22 luglio 1981, Alessandro muove i primi passi nelle giovanili della squadra della propria città. La sua discreta abilità nel gioco aereo e la sua arguzia convincono gli emissari del Lecce che, nella sessione estiva del calciomercato di inizio millennio, decidono di portarlo nel capoluogo salentino. Pellicori, nelle uniche due stagioni con la maglia giallorossa, totalizzerà soltanto 4 presenze, senza andare a segno. Inizierà, dunque, la lunghissima gavetta che avrà, come prima tappa, proprio Avellino. Con la maglia biancoverde, il centravanti cosentino fa il suo debutto a Viterbo, l’8 settembre 2002: i Lupi, sotto di un gol, agguantano il pareggio nell’ultimo minuto di recupero (96’!), grazie, appunto, a una deviazione vincente di Alessandro Pellicori. È da quel pareggio che partirà, poi, la scalata degli uomini di mister Vullo verso la Serie B.

L’inizio di campionato è spettacolare, con la il tandem d’attacco Molino-Pellicori che fa faville. Poi, però, qualcosa si incrina, i risultati stentano ad arrivare. Alessandro Pellicori e Sergé Dié, considerati i principali responsabili dell’andamento negativo della squadra, vengono aggrediti agli inizi di gennaio 2003 nei pressi dello stadio: sarà la goccia che farà traboccare il vaso. L’attaccante calabrese farà le valigie, accasandosi al Varese. Ma, quattro anni e mezzo dopo, ritornerà ad Avellino, voluto fortemente dall’allora patron Massimo Pugliese e dall’allenatore (poi dimissionario) Maurizio Sarri. La seconda esperienza di Alex con i Lupi durerà una stagione e mezza: verrà poi prelevato dal Grosseto, nel gennaio 2009, nello scambio che porterà Nando Sforzini a vestire, per sei mesi, la casacca biancoverde. Nonostante figuri nella top ten dei marcatori più prolifici della nostra storia, con 27 reti complessive in 73 presenze, Pellicori non è mai entrato nel cuore dei tifosi. Lo stesso bomber cosentino non rimpiangerà la scelta di aver lasciato Avellino in quella stagione, sottolineando la precaria situazione riguardante il mancato pagamento degli stipendi: preludio al fallimento, avvenuto proprio in quella maledettissima annata.

E qualcuno tra di voi, ora, si starà chiedendo: “Che fine ha fatto Alessandro Pellicori?”. È a casa, probabilmente, a scontare la squalifica di tre anni inflittagli nell’agosto del 2012: coinvolto nello scandalo del Calcio-scommesse, nell’operazione rinominata Last Bet, l’ormai 33enne attaccante calabrese fu incastrato attraverso delle intercettazioni telefoniche che lo vedevano protagonista, assieme ad alcuni esponenti della famigerata banda degli ungheresi, della combine di alcune partite. Una caduta di stile a dir poco “ignorante”, per un bomber che, di ignoranza, ne ha da vendere. Celebre rimarrà l’intervista di presentazione al Torino (all’indomani della parentesi con i londinesi del QPR), in cui Pellicori considera l’ignoranza come elemento imprescindibile per essere un buon calciatore. Forse, dopotutto, un “mentore” come lui, con quell’inconfondibile e buffo accento calabrese, manca un po’ a parecchi di noi.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA “IGNORANTE” DI PELLICORI AL TORINO

GUARDA IL VIDEO DELL’ARRESTO DI ALESSANDRO PELLICORI

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