Che fine ha fatto Babù: pupillo di Zeman, dall’Avellino alla Serie D

Il reparto attaccanti è quello che offre il maggior numero di meteore transitate in Irpinia nel corso delle varie stagioni. In uno dei nostri precedenti editoriali, vi abbiamo parlato di Willy Aubameyang, autore di una sola rete nella stagione 2008/09. In quella disastrosa annata (culminata con il fallimento dell’Uesse) un altro giocatore, dotato sicuramente di più grande esperienza, ma anche di una più esposta propensione agli infortuni, non riuscì a incidere. Di chi stiamo parlando, se non di Anderson Rodney de Oliveira, in arte Babù? È proprio lui il protagonista della puntata odierna della nostra rubrica, “Che fine hanno fatto?”.

Nato a San Paolo il 23 dicembre 1980, Babù sa che il passo che lo condurrà dai campetti di periferia della metropoli brasiliana alle prime esperienze con le squadre locali sarà molto breve. La sua formazione calcistica avverrà in due diversi club amatoriali: il Marcilio Dias CM e il Timbò. Nel frattempo, a Roma, è in allestimento un torneo amichevole, al quale saranno presenti allenatori e osservatori di diverse squadre italiane ed europee. Siamo nell’estate 2001: il giovane Babù sfrutta l’occasione, prende un volo aereo insieme ai suoi compagni e arriva nella Capitale, dove si farà notare in questa tournée per la sua agilità e il suo dribbling.

Al torneo, è presente anche una vecchia conoscenza della Roma calcistica, sia laziale che romanista: Zdenek Zeman. Il tecnico boemo, da sempre amante del gioco rapido e veloce, resta inebriato dalla tecnica e dallo scatto del funambolo paulista. Ci vorranno soltanto pochi giorni, affinché Anderson Rodney de Oliveira venga ufficializzato come nuovo acquisto della Salernitana, guidata in panchina, appunto, da Zeman. A soli 21 anni, Babù debutta nel campionato italiano di Serie B 2001/02, con i granata che ottengono un ottimo sesto posto, in compartecipazione con il Bari. Tuttavia, il brasiliano è ancora troppo inesperto e totalizza, nella sua prima stagione da pro, soltanto sei gettoni e una rete. Andrà meglio, dal punto di vista individuale, nell’annata successiva: 21 presenze e 2 goal. Ma la Salernitana retrocederà al termine della stagione 2002/03 e Babù ottiene la sua richiesta di essere ceduto al Venezia, sempre in serie cadetta. Venti partite disputate e zero goal segnati nell’unico anno trascorso con i lagunari, prima dell’approdo al Lecce, nel 2004/05.

Babù in Milan-Lecce
Babù contrastato da Pancaro in un Milan-Lecce

In Salento, Babù ritrova il suo “padre adottivo”, Zdenek Zeman. Del resto, chi mai, se non il boemo, avrebbe premuto fortemente per il grande salto del suo pupillo dalla B alla A? Il debutto del giovane attaccante brasiliano – adattabile anche a esterno di centrocampo – avviene il 18 settembre 2004, in occasione della seconda giornata di campionato, Lecce-Brescia, terminata col punteggio di 4-1. Dopo le deludenti stagioni in Campania, Zemanlandia ritorna con il suo calcio spumeggiante e la sua mole di goal realizzati. Anche Babù prende parte a questo festival, realizzando, nella prima metà di stagione, tre reti in quindici presenze. Sembra l’anno della consacrazione. E invece no. Un tremendo infortunio – il primo di una lunga serie – costringe l’atleta verdeoro a concludere anticipatamente la stagione. Da questo momento in poi, la carriera di Anderson Rodney de Oliveira sarà sempre costellata da tante sciagure e pochissimi lampi di genio. La parentesi al Lecce termina nel 2007. Saranno, poi, Verona, Catania e Triestina ad assicurarsene le prestazioni, prima della cessione all’Avellino che si concretizzerà nell’estate del 2008.

Descritto, al momento del suo approdo in Irpinia, come un esterno agile e sgusciante, Babù dovrebbe essere destinato a diventare il simbolo di una squadra che, in seguito al ripescaggio, dovrà sudare ancor più per conseguire l’obiettivo salvezza. Il suo debutto ufficiale con la maglia biancoverde avviene il 20 agosto 2008, nel 1°turno della Coppa Italia: Avellino-Reggiana 0-1. Il brasiliano, pur mostrando un’impareggiabile velocità, non riuscirà a portare i suoi compagni alla vittoria. Come se non bastasse, nella successiva amichevole contro la Cavese, il menisco di Babù fa di nuovo crac. Le urla di dolore, la corsa in ospedale e il crudele responso: il brasiliano dovrà restare fuori dai campi di gioco per alcuni mesi. L’Avellino inizierà la stagione 2008/09 senza una delle sue punte di diamante. Da qui, la decisione della dirigenza di sopperire all’assenza di Babù con l’acquisto, in prestito dal Napoli, di Roberto De Zerbi.

Babù con l'Avellino (stagione 2008/09)
Babù con l’Avellino (stagione 2008/09)

Ma i risultati non arrivano, mister Incocciati viene esonerato dopo appena sette incontri. Al suo posto, Sasà Campilongo riesce soltanto in parte a salvare la barca che, in balia di onde impetuosissime, è destinata ad affondare. Nel frattempo, il periodo di convalescenza di Babù si prolunga sempre più: destinato a tornare nella seconda metà di stagione, il brasiliano riesce a riallenarsi in gruppo soltanto verso la metà di febbraio 2009, recuperando completamente la propria condizione fisica agli inizi di aprile. Convocato alla 35°giornata, in occasione di Brescia-Avellino 3-0, Babù rivedrà il campo da gioco nel turno successivo, Avellino-Piacenza 1-1, subentrando al 32’st al posto di un esausto Ciotola. Il minutaggio aumenterà nella vittoriosa trasferta di Rimini (2-3), in cui il brasiliano (schierato al 1’ della ripresa al posto di Dettori) si rivelerà determinante nella seconda frazione di gara.

Si arriva, così, alla tanto attesa sfida contro il Parma di Francesco Guidolin: il “Partenio” è pronto ad ospitare una delle dirette concorrenti alla promozione diretta. Dopo un primo tempo scialbo, la ripresa si vivacizza con i ducali che passano in vantaggio, al 5’ del secondo tempo, con Troest. Dopo soli sei minuti, arriva il pareggio di Willy Aubameyang, al suo primo goal con la casacca biancoverde. La gioia dura poco perché, al 13’ e al 29’ della ripresa, Reginaldo e Morrone portano il Parma sull’1-3. Si scatena, a questo punto, l’Avellino, che va alla ricerca del pareggio. A otto minuti dal termine del tempo regolamentare, è Babù (subentrato, al 18’ del pt, all’infortunato Pepe) a trovare la via del goal: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il brasiliano stoppa la palla di petto e trafigge Pavarini con un insidioso tiro di controbalzo. Sarà, poi, Ciotola, una manciata di secondi più tardi, a fissare il punteggio sul 3-3, in una delle sfide più belle ed emozionanti della storia recente dei Lupi.

Quella realizzata contro i crociati sarà l’unica rete siglata da Babù nella sua breve esperienza ad Avellino. Nel finale di stagione, il brasiliano figurerà titolare ben tre volte su quattro, senza però riuscire a incidere in una situazione già di per sé drammatica. L’Avellino retrocede nuovamente in terza serie e vede materializzarsi l’ombra del fallimento. L’attaccante verdeoro ritorna, così, a Catania, società che ne detiene il cartellino. La sua presenza in Sicilia durerà solo pochi mesi: Babù firmerà, infatti, un contratto con l’Atletico Roma, compagine con la quale sfiorerà la promozione in Serie B nella stagione 2010/11. Nel 2011/12, l’ex biancoverde si divide tra Latina e Pergolettese, per poi svincolarsi al termine del campionato, in seguito al fallimento della società lombarda, e trovare un accordo con la Paganese nel dicembre del 2012.

Poi, improvvisamente, arriva nel luglio 2013 la chiamata che non ti aspetti. Babù viene, infatti, tesserato dalla Roma di Rudi Garcia. A quasi 33 anni, il brasiliano ha la possibilità di affermarsi in una delle squadre più rilevanti sul palcoscenico italiano. In realtà, lo scopo della società capitolina è un altro: acquistare un giocatore extracomunitario, per poi cederlo all’estero e fare spazio al neo-arrivato Gervinho, nel totale rispetto della normativa italiana. Nel giro di un mese, quindi, Babù viene dirottato in Portogallo, all’Alcanenense dove, tuttavia, non verrà quasi mai impiegato. Da qui, la decisione di ritornare in Italia e, più precisamente, alla Maccarese, in Serie D. Nel giro di sei mesi, saranno soltanto nove le presenze messe a segno dal giocatore verdeoro in nove incontri, il quale chiuderà, al termine della stagione, il rapporto con la società di Fiumicino.

E ora, che fine ha fatto il nostro Anderson Rodney de Oliveira? È ritornato in Campania e, per di più, con quella stessa maglia granata che gli aveva permesso di debuttare tra i professionisti. Ma non si tratta affatto della maglia della Salernitana: Babù, infatti, gioca dalla scorsa estate con la Puteolana, compagine di Pozzuoli (NA) che milita nel girone H della Serie D e che veste gli stessi colori sociali del Cavalluccio. Proprio nello scorso turno casalingo, l’ex attaccante dell’Avellino ha siglato la rete decisiva (la prima stagionale) con cui i Diavoli Rossi hanno avuto la meglio sul Monopoli (1-0). Anche qui, Babù è chiamato a portare la sua squadra al raggiungimento di quell’arduo obiettivo chiamato salvezza. Ci auguriamo, pertanto, che il nostro sfortunato eroe brasiliano possa aver finalmente abbandonato gli acciacchi del passato, configurandosi, anche se in una categoria senza dubbio più discreta, come indimenticabile protagonista del pubblico puteolano.

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