Che fine ha fatto Colomba: da Capitano dell’Avellino a Mister di Trezeguet

La puntata odierna della nostra consueta rubrica, “Che fine hanno fatto”, sarà un po’ diversa da quelle viste finora. Il protagonista di cui stiamo per parlare, infatti, ha dapprima vestito la maglia biancoverde, per poi allenare i Lupi diversi anni più tardi. Non solo: il giocatore/allenatore in questione ha militato, in entrambi i ruoli, sia nell’Avellino che nel Modena, affrontatesi nella gara di ieri sera vinta dai padroni di casa. Avete indovinato di chi si tratta? Ma sì, non può che essere lui: Franco Colomba, centrocampista e capitano degli irpini dal 1983 al 1988, nonché mister dell’Uesse nella stagione 2005/06.

Nato a Grosseto, il 6 febbraio di sessant’anni fa, da genitori di origini calabresi, Franco si trasferisce, all’età di soli 5 anni, a Bologna, la città che lo formerà dal punto di vista calcistico. Debutta in Serie A con i felsinei poco più che maggiorenne, nella stagione 1973/74, restandovi anche in quella successiva. Fin da subito rapido, bravo tecnicamente, adattabile a più di un ruolo, il giovane Colomba non trova però spazio e viene dirottato al Modena, prima, e alla Sambenedettese, poi.

Nella stagione 1977/78, Franco, ormai ventiduenne, ritorna alla base: diventerà un perno inamovibile del centrocampo rossoblu, collezionando 159 presenze e 4 reti fino alla stagione 1982/83. Ma il suo nome risalterà anche negativamente, agli onori della cronaca, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta: implicato nello scandalo calcioscommesse, in merito a una presunta combine nella sfida Bologna-Avellino, Franco Colomba viene squalificato per tre mesi. Il destino vuole che il centrocampista di sangue calabro-maremmano, all’età di 28 anni, venga ingaggiato proprio dall’Avellino nell’estate del 1983. Nonostante le controverse vicende giudiziarie, legate all’ex presidente Antonio Sibilia, la dirigenza irpina è pronta a costruire una squadra che possa andare al di là del semplice obiettivo salvezza, già conseguito in cinque occasioni consecutive, a partire dallo storico debutto in massima serie dei Lupi nella stagione 1978/79.

Colomba fa il suo debutto con la casacca biancoverde a Empoli (0-1), nel primo turno di Coppa Italia, datato 21 agosto 1983. Realizzerà il primo goal con l’Avellino, in partite ufficiali, nella trasferta di Parma (1-3), alla terza di Coppa. L’esordio in campionato con gli irpini avviene, invece, nel rocambolesco 4-0 inflitto al Milan tra le mura del “Partenio”, alla prima giornata: un’impresa destinata a diventare storia. Al festival del goal, avviato da uno scatenato Bergossi (autore di una doppietta) e dal peruviano Barbadillo, parteciperà anche Colomba, autore della quarta e ultima rete. Titolare inamovibile sia con Fernando Veneranda che con Ottavio Bianchi, Franco Colomba non tarderà a entrare nei cuori dei tifosi biancoverdi più accaniti. Al pari di Luciano Favero, il centrocampista toscano sarà l’unico giocatore dell’Avellino 1983/84 a totalizzare trenta presenze su trenta incontri. Saranno sei – di cui quattro su rigore – le reti siglate da Colomba nella sua prima stagione ad Avellino: solo una in meno dell’argentino Ramon Diaz, capocannoniere dei Lupi in quell’annata. L’ultima rete stagionale, siglata in un Juventus-Avellino 1-1, si rivelerà determinante ai fini della salvezza.

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Franco Colomba trasforma il rigore in Juventus-Avellino 1-1 (stagione 1983/84)

Nella stagione 1984/85, Colomba riesce a riaffermarsi, in qualità di valore aggiunto della squadra guidata dall’ex attaccante dell’Inter, Antonio Valentin Angelillo. Saranno quattro le reti (in ventinove gettoni) per l’atleta grossetano, il quale riuscirà ad apporre il suo primo sigillo stagionale soltanto alla settima giornata, nel successo interno dell’Avellino sull’Udinese (3-1). Qualche settimana più tardi, Colomba sarà uno dei protagonisti dello spettacolare 3-3 tra Atalanta e Avellino: il centrocampista si rivelerà, ancora una volta, freddo dal dischetto. Ancora un penalty trasformato, ancora contro la compagine bergamasca, nell’1-1 del ritorno al “Partenio” (23^giornata). Bisognerà aspettare la 28^giornata, per vedere l’unico, quanto pesantissimo goal su azione di Colomba, ai danni della Lazio. Finirà 0-1 all’Olimpico, con i Lupi che riusciranno a raggiungere, nuovamente, la permanenza in Serie A.

Per la stagione 1985/86, Franco Colomba ottiene la fiducia anche dalla coppia Ivic-Robotti. Alla 19^giornata, segnerà al Milan (1-1) il goal del momentaneo vantaggio. Si ripeterà alla 23^giornata, a Como (1-1). E, anche quando sarà soltanto Robotti a guidare le redini della compagine biancoverde, la presenza del nostro Franco sarà sempre gradita. Non a caso, una settimana dopo il pari di Como, costato caro a Ivic (direttore tecnico dei Lupi), Colomba figurerà tra i titolari dell’incontro Avellino-Sampdoria (2-1), mettendo a segno la rete dell’1-0, con un bolide imparabile per Bordon. Nella stagione 1986/87, l’Avellino otterrà il record di piazzamento mai raggiunto prima nella massima serie: ottavo posto, frutto di 30 punti conseguiti in altrettante partite disputate. Eppure, Colomba non giocherà sempre con una certa costanza, riuscendo a segnare soltanto un goal in Coppa Italia, al Torino (1-1) e una rete in campionato, al Como (1-2). Entrambe, ovviamente, su rigore.

Franco Colomba in un Inter-Avellino
Franco Colomba in Inter-Avellino (stagione 1986/87)

Quella contro la compagine lariana sarà l’ultima rete siglata da Colomba con la maglia dell’Avellino. Il giocatore grossetano figurerà, infatti, anche nella rosa della stagione 1987/88: l’ultima dei Lupi in Serie A. Ma, in 24 presenze complessive, il nostro Franco non riuscirà mai ad andare a segno. Il sopravanzare dell’età e dei problemi fisici non consentono più al capitano biancoverde di garantire quella continuità di prestazioni e di reti per cui, negli anni precedenti, si era fatto conoscere. Nonostante tutto, il tecnico biancoverde, Eugenio Bersellini, farà affidamento sul nostro numero 10 anche nell’ultima partita in massima serie dell’Avellino: quel maledettissimo Inter-Avellino 1-1, datato 15 maggio 1988. L’esperienza di Franco Colomba non basterà ai Lupi per compiere l’ennesimo miracolo. La leggenda dell’Avellino finisce al San Siro e, con essa, anche l’esperienza da calciatore di Franco Colomba in biancoverde, dopo 132 presenze e 14 reti in cinque stagioni in A.

Il centrocampista, nell’estate del 1988, farà ritorno a Modena: con i canarini chiuderà la carriera alla fine della stagione 1989/90, iniziando subito quella da allenatore, sempre a Modena, nella categoria “Giovanissimi”. SPAL, Olbia, Novara, Salernitana, Reggina, Vicenza, Napoli, Livorno e, infine, Avellino. Siamo agli inizi di ottobre 2006: all’indomani della rovinosa caduta in quel di Catania (2-0), Francesco Oddo, l’artefice della promozione in serie B nella finale play-off contro il Napoli, viene sollevato dall’incarico di allenatore dei biancoverdi. Al suo posto, viene chiamato Franco Colomba: una vecchia bandiera della compagine irpina fa ritorno nella sua “patria adottiva”, 17 anni dopo, con l’obiettivo di risollevare una squadra che, fin dalle prime giornate, lotta strenuamente per non retrocedere.

Il primo impatto sulla panchina dell’Avellino è devastante: i Lupi si impongono a Catanzaro (1-2), nel recupero della terza giornata del girone d’andata, per poi ripetersi al “Partenio”, contro la Cremonese (2-1). Ma le speranze di ripresa si rivelano soltanto illusioni. La stagione 2005/06, più ricca di bassi che di alti, vedrà l’Avellino chiudere in classifica al quartultimo posto, a quota 46 punti, al pari dell’AlbinoLeffe che, tuttavia, precede i biancoverdi per via degli scontri diretti favorevoli. Si va, dunque, ai play-out, dove manca, soprattutto all’andata, quell’agonismo e quella forza di volontà che Colomba, nella sua carriera di allenatore, ha sempre provato a trasmettere ai suoi calciatori. Sul neutro di Perugia, la compagine seriana si impone col punteggio di 0-2. A nulla serve il tentativo di rimonta (2-3) allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia”. A nulla servono i 17 gol del bomber lituano Tomas Danilevicius. L’Avellino retrocede nuovamente in Serie C1. Fallita la missione, Colomba si congeda dalla società biancoverde. Cagliari, Verona, Bologna e Parma sono solo alcune delle compagini, degne di nota, che hanno ospitato il tecnico di Grosseto negli ultimi anni.

Franco Colomba alla guida del Pune City, in India
Franco Colomba alla guida del Pune City (in India)

E ora, che fine ha fatto il nostro Franco? L’ex capitano biancoverde è reduce da un’esperienza in India: nazione che, solo da qualche anno, sta iniziando ad affacciarsi verso nuovi, entusiasmanti orizzonti calcistici. Dal 12 ottobre al 20 dicembre 2014, il tecnico tosco-calabrese ha guidato il Pune City, società satellite della Fiorentina, portando con sé suo figlio Davide (anch’egli centrocampista) e un altro David, senz’altro più famoso. Ebbene sì: Franco Colomba ha avuto l’onore di allenare, in questa breve parentesi indiana, l’ex centravanti francese della Juventus, Trezeguet, giunto al termine della sua strepitosa carriera proprio con la maglia arancioviola, nonché sotto la guida del tecnico grossetano.

Peccato che il risultato finale non sia stato fra i migliori. Il Pune City, che annoverava anche altri italiani, tra cui il portiere Emanuele Belardi e il difensore Bruno Cirillo (entrambi ex di quella grande Reggina di fine anni novanta guidata, appunto, da mister Colomba), ha chiuso la prima edizione dell’Indian Super League al sesto posto, mancando la qualificazione ai play-off valevoli per la conquista del titolo nazionale. A 60 anni compiuti, il nostro Franco ha dichiarato chiusa la parentesi in India. Il nostro auspicio è quello di rivederlo presto in Italia: in quei palcoscenici più blasonati dove Franco Colomba può ancora dare tanto al calcio tricolore.

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