Che fine ha fatto Danilevicius: dall’Avellino al caos Parma

Gaetano Calvaresi, Vitaly Kutuzov, Tonino Sorrentino, Mario Salgado, Alessandro Pellicori, Krisztian Kenesei, Willy Aubameyang…  Tantissimi sono gli attaccanti transitati nelle varie stagioni fallimentari che hanno portato l’Avellino, a cavallo tra gli anni novanta e i duemila, ad assaporare la retrocessione in Serie C, fin troppe volte amara e inaccettabile. Oggi, però, vogliamo rievocare uno dei bomber più prolifici di questa lunga lista, visto in Irpinia nella stagione 2005/06. Stiamo parlando di Tomas Danilevicius, protagonista della puntata odierna della nostra rubrica, “Che fine hanno fatto”.

Nato a Klaipeda, in Lituania, il 13 luglio 1978, il “piccolo” Tomas muove i suoi primi passi all’Atlantas, compagine della sua città natale con la quale il Dragone (190 cm per 85 kg) debutterà nel calcio professionistico. La sua notevole stazza, unita a una discreta agilità e a un’eccellente duttilità, consentono a un Danilevicius appena diciottenne di approdare in Belgio, alla corte del Club Bruges. Con i nerazzurri, il lituano non riuscirà a incidere (7 presenze e 1 gol). Andrà meglio nelle successive esperienze: in Russia, alla Dinamo Mosca (13 presenze e 5 reti) e in Svizzera, al Losanna (7 gettoni e 4 marcature). Questi numeri basteranno a Tomas Danilevicius, ormai 22enne e già nel giro della Nazionale baltica, per approdare in una delle squadre europee più forti d’Europa: l’Arsenal di Patrick Vieira e Thierry Henry.

Dopo alcuni problemi legati al tesseramento, il nostro Tomas riuscirà a mettersi in mostra nel pre-campionato, in un’amichevole di lusso contro il Barcellona, realizzando una rete di pregevole fattura. Ma le attese non verranno rispettate. Il Dragone baltico riuscirà a disputare soltanto alcuni spezzoni di incontri (due in Premier League e uno in FA Cup). Il tecnico dei Gunners, Arsene Wenger, non resta impressionato dal talento messo in mostra dal gigante lituano. Il quale viene, pertanto, girato in prestito agli scozzesi del Dunfermline, prima di abbandonare definitivamente il Regno Unito e fare ritorno in Belgio, al Beveren, dove Tomas arriverà per la prima volta in doppia cifra (29 presenze e 12 reti). Le prestazioni di Danilevicius risaltano agli occhi dei dirigenti del Livorno, i quali riusciranno a portarlo in Toscana nell’estate 2002. La prima stagione in Italia dell’attaccante lituano, però, si rivela assai deludente: 21 gettoni e una sola marcatura, alla 28^giornata, contro il Venezia (1-1). Nelle successive due stagioni con i labronici, non andrà meglio; ma Danilevicius, sebbene sia chiuso dalla presenza di Igor Protti e Cristiano Lucarelli, riuscirà comunque a siglare la sua prima rete in Serie A, nella stagione 2004/05, nella sconfitta subita per mano del Lecce (3-2).

Nei suoi primi tre anni in Italia, il nostro eroe lituano ha dimostrato di essere ancora acerbo per il calcio italiano. La dirigenza livornese comincia a capire che Tomas Danilevicius dovrebbe essere inserito in un contesto più ridimensionato, all’interno del quale il Dragone possa mostrarsi più concreto ed ergersi, dunque, al ruolo di leader. Nell’agosto 2005, arriva la tanto attesa chiamata: è l’Avellino di Francesco Oddo ad aggiudicarsi, con la formula del prestito, le prestazioni dell’attaccante di origine baltica, chiamato a fornire un notevole contributo ai fini del raggiungimento dell’obiettivo salvezza. L’inizio della stagione 2005/06 per gli irpini sarà disastroso: zero vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. L’ultima di queste, subita a Catania (2-0), costerà cara a mister Oddo, esonerato all’8^giornata. In questo avvio di campionato, Danilevicius, impiegato inizialmente con il contagocce, a causa di un ritardo di condizione, partirà per la prima volta titolare nella sfida casalinga contro il Bari (1-1), realizzando, nel quarto minuto di recupero, la rete del pareggio.

DanileviciusSotto la guida di Franco Colomba, un Avellino ferito, ma non ancora morto, è atteso alla difficile trasferta di Catanzaro (5 ottobre 2005), valida per il recupero del terzo turno: sarà la gara della (provvisoria) svolta. Il protagonista dell’incontro sarà proprio lui: Tomas Danilevicius, autore di una doppietta nel giro di quattro minuti (al 18’ e al 22’ del primo tempo), rendendo vano il gol della bandiera di Giorgio Corona allo scadere. I Lupi si impongono al “Ceravolo” col punteggio di 1-2, marcando la loro prima vittoria stagionale e ripetendosi la domenica successiva, contro la Cremonese (2-1), con il lituano che, pur non andando a segno, strapperà i meritati applausi del “Partenio”. Ma il mini-filotto di vittorie si rivelerà un’illusione: l’Avellino, fino alla 17^giornata, non riuscirà più a vincere, e Danilevicius andrà a segno soltanto in un’altra occasione, nella batosta interna subita contro il Pescara (1-3) alla 15^. Poi, il 26 novembre 2005, il Dragone risulterà decisivo nel match contro il Torino (1-0), siglando la rete decisiva, pochi secondi dopo il fischio d’inizio. Nella sfida casalinga contro il Bologna (2-2), il nostro Tomas metterà a referto la seconda doppietta stagionale, fino a regalare il goal del momentaneo vantaggio nell’incontro con la Ternana (1-1), all’ultima giornata del girone di andata.

Alla ripresa del campionato, Danilevicius segnerà, ancora al Catanzaro (2-0), il goal della sicurezza, per poi lasciare il segno nella pirotecnica vittoria dei Lupi contro il Modena (5-4). Al 93’, dopo essere andato in svantaggio più volte nel corso dell’incontro, l’Avellino abbatte i canarini, grazie a un colpo di testa del lituano che fa esplodere il “Partenio”. Ancora una doppietta, alla 28^giornata, contro il Cesena (2-0), per poi tornare al goal un mese dopo, nella trasferta di Rimini (3-3). Scongiurata la sconfitta contro il Piacenza (1-1) alla 35^giornata, il nostro Tomas si ripete una settimana dopo, a Pescara (0-2), siglando la seconda rete. Marcatura decisiva a quattro turni dal termine, contro il Crotone (1-0), su rigore, prima dell’ultimo sigillo messo a segno con la maglia biancoverde.

danilevicius avÈ il 21 maggio 2006: nella “Tana del Lupo”, l’Avellino va in svantaggio nella prima frazione del match contro il Vicenza (2-1). Ma, al 23’ della ripresa, l’attaccante baltico realizzerà la rete del pareggio, preludio al meraviglioso goal vittoria firmato, quattro minuti più tardi, da Massimo Rastelli. Questa gara sarà tristemente nota per l’aggressione subita dal portiere biancorosso, Giorgio Sterchele, al momento della marcatura dell’attuale mister biancoverde. Un’aggressione che costerà cara all’Avellino, costretto a disputare l’andata dei play-out, contro l’AlbinoLeffe, sul neutro di Perugia. La sfida del “Curi” si rivelerà un disastro per i Lupi, battuti col punteggio di 0-2 dalla compagine bergamasca. Inutile il 2-3 del ritorno, all’ “Atleti Azzurri d’Italia”, in cui Danilevicius, pur impegnandosi con tutte le sue forze, non riuscirà a incidere, chiudendo con 40 presenze e 17 reti una stagione, tutto sommato, strepitosa. Stagione che il lituano ricorda, ancora oggi, in più di un’intervista con grande affetto e commozione.

Per Tomas Danilevicius, infatti, Avellino non è soltanto una delle piazze che gli ha mostrato più attaccamento. Rappresenta, anche, il trampolino di ri-lancio per la Serie A. Qualche mese più tardi, il Livorno decide di tenerlo in rosa per la stagione 2006/07, schierandolo al fianco di Cristiano Lucarelli in occasione dello storico esordio in Coppa UEFA. Il 14 settembre 2006, la rete del vantaggio contro gli austriaci del Pachsing (2-0) entrerà nella storia del club: Danilevicius sarà il primo marcatore assoluto per i labronici in una competizione europea. Qualche settimana prima, il Dragone si era reso protagonista di un’altra impresa, con la maglia della propria Nazionale. 2 settembre 2006: allo Stadio “San Paolo” di Napoli, l’Italia, Campione del Mondo in carica e osannata dal pubblico partenopeo, inaugura le qualificazioni a Euro 2008 contro la Lituania. La sfida, per gli uomini del nuovo c.t. azzurro, Donadoni, dovrebbe essere una passeggiata. Ma solo in teoria. Perché, al 21’ del primo tempo, Cesnauskis – dopo aver sciupato, qualche minuto prima, un’occasione clamorosa – propizia il goal del provvisorio vantaggio dei baltici. Realizzato, ovviamente, dall’ex attaccante dei Lupi, con un preciso rasoterra che si insacca alla sinistra di Buffon.

Sarà questo il picco massimo raggiunto, in carriera, da Tomas Danilevicius. Il quale, nonostante tutto, non riuscirà mai a esplodere definitivamente nel calcio che conta. Per lui, esperienze anche a Bologna, Grosseto, ancora Livorno (di cui diventerà capitano), Juve Stabia, Latina. E ora, che fine ha fatto il Dragone baltico, prossimo a spegnere trentasette candeline? Attualmente svincolato, il gigante lituano è stato in “forza”, fino ad alcuni mesi fa, al Parma. Affermazione tardiva? Elisir di eterna giovinezza? Neanche per sogno. Il nostro Tomas è soltanto uno degli oltre 200 calciatori messi sotto contratto dalla società emiliana: un dato da Guinness World Records, con atleti emergenti o sul viale del tramonto tesserati dai ducali e poi dirottati verso società satelliti, quali Gubbio e Nova Gorica. Proprio con gli sloveni, Danilevicius ha militato nella stagione 2013/14, mettendo a segno una sola marcatura su undici gettoni. Un meccanismo alquanto insensato che ha finito per creare problemi allo stesso ex patron del Parma, Tommaso Ghirardi: la sua squadra, nel giugno dello scorso anno, è stata esclusa dalle competizioni europee, rea di non aver pagato, entro il 31 marzo, un anticipo sull’incentivo all’esodo in merito a ben dieci giocatori tesserati, per un ammontare pari a 300.000 euro. La situazione è, poi, peggiorata di mese in mese, con i crociati destinati a sprofondare all’ultimo posto nella classifica di Serie A e con la questione debitoria sempre più drammatica.

Da diversi mesi, dunque, il nostro Tomas è libero e, per giunta, sembra aver chiuso anche il capitolo Nazionale. Con 19 reti totali in 72 presenze ufficiali, Danilevicius è, attualmente, il marcatore più prolifico di tutti i tempi della giovane selezione baltica. In Lituania, così come a Livorno, il Dragone è ancora oggi considerato un eroe. E lo stesso sarebbe stato ad Avellino, se solo quella maledetta stagione avesse seguito un altro destino. Non importa, caro Tomas. Ancora oggi, non dimentichiamo le tue prodezze, le tue esultanze, il tuo attaccamento alla maglia. E rimpiangiamo, insieme a te, la sfortuna di averti visto, per così poco tempo, protagonista nei più grandi palcoscenici.

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