Che fine ha fatto Kenesei: il Bomber dell’Est passato per Avellino

Da Lajos Kovacs ad Attila Filkor, passando per Tamas Vaskò e Lorand Szatmari. Sul particolare feeling tra l’Avellino e i calciatori ungheresi, abbiamo già avuto modo di soffermarci, in un’occasione non proprio remota. Oggi, però, vogliamo ritornare sull’argomento, focalizzando l’attenzione su un atleta magiaro in particolare: quell’attaccante che, nell’estate del 2007, fu tanto decantato come una delle stelle più rappresentative della Nazionale dell’Est Europa, fino a rivelarsi, poi, come una delle meteore più deludenti della storia recente del Lupo. Stiamo parlando, ovviamente, di Krisztian Kenesei, protagonista della puntata odierna della nostra rubrica, “Che fine hanno fatto”.

Come detto poc’anzi, siamo nell’estate 2007, una delle più turbolenti per l’Unione Sportiva Avellino. L’addio di Giovanni Vavassori, a pochi giorni dall’inizio del ritiro pre-campionato, fa sorgere migliaia di dubbi, oltre che alimentare ulteriore rabbia presso il pubblico biancoverde, timoroso di vedere un altro fallimento sportivo materializzarsi prima ancora di quello societario. La famiglia Pugliese, con la supervisione del direttore generale Fabrizio Lucchesi, scova quasi dal nulla un esperto attaccante ungherese, rapido e sgusciante, la cui arma micidiale è il tiro dalla distanza, specialmente dai calci piazzati. Le caratteristiche tecniche rispondono, infatti, alle esigenze del nuovo allenatore dei Lupi, Maurizio Sarri, il quale preme fortemente per portare Krisztian Kenesei in Irpinia.

Il curriculum dell’allora 30enne atleta magiaro risulta essere di tutto rispetto: più di 250 partite ufficiali e oltre 150 reti realizzate in quasi quindici anni di carriera professionistica, trascorsa tra Ungheria e Cina. Con una menzione particolare, riguardante la stagione 2002/03: Kenesei – terminale offensivo, in quell’annata, del Zalaegerszeg – affronterà per ben due volte il Manchester United, nei preliminari della Champions League. In questa fase, la compagine ungherese riuscirà addirittura a spaventare i Red Devils all’andata (1-0), per poi capitolare nella gara di ritorno all’Old Trafford (0-5). Questo dato va a impreziosire ulteriormente il valore di Krisztian Kenesei, prelevato dal Vasas di Budapest a titolo definitivo, con un contratto triennale che gli permetterà di percepire una somma complessiva pari a 800.000 euro. L’attaccante magiaro verrà presentato, al ritiro di San Severino Marche, assieme a un altro neo-acquisto: il centrocampista Marco Stella, ex Pescara e Piacenza.

Kenesei Avellino

Ma i risultati nella pre-season non arrivano, né si intravedono speranze di miglioramento dal punto di vista del gioco. All’indomani della sconfitta in Coppa Italia contro l’Ascoli (0-2), mister Sarri capisce che le sue richieste di vedere ulteriormente rinforzata la rosa a sua disposizione non saranno mai accolte. Ed è così che l’attuale tecnico dell’Empoli rassegna le proprie dimissioni, costringendo la società irpina al terzo cambio in panchina dopo zero giornate di campionato. Incredibile, ma vero. Il patron dei Lupi, Massimo Pugliese, decide allora di puntare sull’affidabilità di Guido Carboni: allenatore che, prima della retrocessione col Crotone nella stagione 2006/07, aveva condotto il Bari al raggiungimento di due importanti salvezze.

La scelta non gioverà, certamente, al malcapitato Kenesei, costretto a compiere gli straordinari in allenamento per cercare di guadagnarsi un posto da titolare o, quantomeno, di ritagliarsi un piccolo spazio all’interno della gara. Alla prima di campionato, contro il Treviso, l’attaccante ungherese viene schierato al posto di Bracaletti, nei minuti finali dell’incontro, con l’obiettivo di agguantare un insperato pari. Obiettivo, chiaramente, fallito. Come se non bastasse, la sfortuna decide di perseguitare il fantasista magiaro che, nel tentativo di riportare i Lupi in partita, nel tonfo casalingo contro il Lecce alla 5^giornata (0-2), riesce quasi a realizzare una magia su calcio di punizione. Rosati è letteralmente disorientato dal tiro a effetto di Kenesei. Tiro che, però, sbatte sulla parte interna del palo sinistro, camminando lungo tutta la linea di porta e terminando la sua lenta corsa sul fondo.

Trascorrono le giornate e Krisztian Kenesei appare sempre più l’ombra del fuoriclasse che si è espresso ad altissimi livelli, sia in patria che in Estremo Oriente. Ma il 14 ottobre 2007, una luce sembra intravedersi al “Romeo Neri”. Siamo all’88’, sul risultato di 2-1 per il Rimini. L’Avellino è sul punto di incassare l’ennesima sconfitta quando, sugli sviluppi di un’azione offensiva, Rinaldi tocca la palla con la mano in area di rigore. Il direttore di gara, Herberg, indica il dischetto: i Lupi hanno l’opportunità per pareggiare. Ma, dagli undici metri, non partirà né Alessandro Pellicori, né Mario Salgado: sarà Krisztian Kenesei a siglare il goal che rilancerà le ambizioni di un Avellino deciso a restare in serie cadetta. Eppure, si fa troppo presto a parlare che le speranze vengono, subito, gettate al vento. E infatti, nella gara successiva contro l’AlbinoLeffe (0-0), Kenesei partirà dal primo minuto, al fianco di Pellicori, senza però incidere. L’attaccante di Budapest verrà sostituito, a venti minuti dalla fine del match, da un più volenteroso Diego Matarazzo, l’ultimo irpino ad aver giocato in Serie B.

Eppure, il nostro “eroe” ungherese avrà, ancora, un’ultima opportunità per riconquistare la fiducia dell’ambiente e del proprio mister. 12 gennaio 2008: al “Partenio”, arriva il Bari del neo-allenatore Antonio Conte, subentrato nel periodo natalizio al dimissionario Beppe Materazzi. A sorpresa, Guido Carboni decide di schierare Kenesei dal primo minuto, nel ruolo di trequartista, accanto a Paonessa. La mossa del tecnico aretino si rivelerà vincente: dopo soli undici minuti di gioco, una triangolazione costruita sull’asse PaonessaTombesi-Kenesei porta quest’ultimo a scagliare con forza e precisione la palla di controbalzo. Gillet non può far niente per evitare il meraviglioso goal che fa tremare l’intero stadio.

Krisztian Kenesei Avellino

I Galletti non ci stanno e, nel giro di un quarto d’ora, capovolgono le sorti dell’incontro, grazie alle reti di Cavalli (27’) e Antonelli (42’). Nella ripresa, però, l’Avellino reagisce: al 52’, è ancora una volta Kenesei a rendersi protagonista, rubando la sfera a un avversario e servendo Porcari, il quale mette bomber Pellicori nelle condizioni di siglare il gol del pareggio, a tu per tu con Gillet. Sarà, poi, sempre l’attaccante calabrese (protagonista già di una puntata della nostra rubrica) a chiudere su penalty l’incontro, a sei minuti dal termine, permettendo all’Avellino di avere la meglio sul Bari con un pirotecnico 3-2. Ma il merito del successo va attribuito, soprattutto, a Krisztian Kenesei, protagonista in positivo, per un giorno, della compagine biancoverde. La prestazione contro i biancorossi sarà il secondo e ultimo acuto dell’unica stagione in Irpinia dell’attaccante magiaro. Il quale concluderà la sua esperienza italiana con, appunto, due sole reti in ventidue presenze.

Al termine della stagione 2007-08, l’Avellino retrocede nuovamente in terza serie e, allo sventurato Kenesei, non resta che fare le valigie. Nessuna squadra italiana lo vuole, ragion per cui il terminale offensivo ungherese decide di ritornare in patria, accasandosi con un’altra compagine biancoverde: l’Haladàs di Szombathely, nota per aver ultimamente aperto le porte a diversi giocatori italiani, tra cui l’ex attaccante di Lazio e Inter, Tommaso Rocchi, e il figlio dell’attuale tecnico dei nerazzurri Roberto Mancini, Andrea. Nella sua nuova squadra, Kenesei ritorna a giocare e a segnare con continuità, legandosi particolarmente all’Haladàs e portandolo, addirittura, al raggiungimento del terzo posto nella Serie A ungherese, stagione 2008/09. In questa stagione, l’ex atleta dei Lupi, con i suoi 14 gol, permetterà ai suoi compagni di disputare l’edizione successiva dell’Europa League, dove i magiari verranno eliminati, al secondo turno, dagli svedesi dell’Elfsborg, con un risultato complessivo di 3-0.

E ora, che fine ha fatto il nostro Krisztian, eroe in Ungheria, meteora in Irpinia? Dopo una breve apparizione al Lombard Papa (2013-15), è ritornato da qualche mese al Vasas, la stessa squadra che ne deteneva il cartellino, prima che l’Avellino lo prelevasse nell’estate di otto anni fa. Kenesei – 38 anni compiuti lo scorso 7 gennaio – non ha per niente intenzione di appendere le scarpette al chiodo. Del resto, possiamo comprendere quanto grande sia, ancora oggi, quella voglia di riscattare la deludente stagione vissuta all’ombra del “Partenio-Lombardi”. Quella stagione che avrebbe potuto lanciarlo verso palcoscenici più importanti e che, invece, ha finito per relegarlo nuovamente entro i confini della propria Ungheria. Eppure, ci immaginiamo il nostro Krisztian felice e sorridente nella sua terra: soprattutto quando, nelle amichevoli internazionali, continua a esaltarsi, segnando talvolta contro l’Arsenal, talvolta contro il Real Madrid. Ah, dimenticavamo: 29 presenze e 9 reti con la Nazionale magiara, nel periodo 2001-05. Suvvia, Krisztian! Questa carriera non è andata proprio male….

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