Che fine ha fatto Luigi Sassanelli: Saracinesca dell’Avellino nell’Era Sibilia

Il match tra Livorno e Avellino, deciso da una rete di Marcello Trotta, ha, in realtà, oscurato un altro protagonista: quell’Alfred Gomis inviolabile tra i pali che, per la quarta partita consecutiva, ha serrato completamente la saracinesca, impedendo ai propri avversari di provare la gioia del goal. E Saracinesca è proprio il soprannome di un ex estremo difensore dei Lupi, attivo con i biancoverdi dal 1997 al 2000, allorquando anche la terza (e ultima) era Sibilia stava per volgere al termine. Stiamo parlando di Luigi Sassanelli, indimenticato portiere dell’U.S. Avellino 1912, al quale è dedicata la nuova puntata della nostra rubrica “Che fine hanno fatto?”.

Nato a Bari, il 12 gennaio 1971, Luigi muove i primi passi a pochi chilometri dalla sua città natale, precisamente a Mola (Dilettanti). Dopo due brevi esperienze, rispettivamente alla Lazio, nella Serie A 1989/90 (nella quale Sassanelli colleziona ben quattro presenze in panchina) e al Monopoli, nella Serie C1 1990/91 (stagione in cui il portiere pugliese non riesce a guadagnarsi un posto da titolare), avviene il debutto tra i professionisti con la maglia del Bisceglie, squadra allora impegnata nel campionato 1991/92 di Serie C2, girone C. Sassanelli è appena ventenne, quando fa la sua prima apparizione come numero uno dei nerazzurri stellati. Tuttavia, le fasi iniziali della carriera di Luigi non si rivelano per niente facili: chiuso dai suoi compagni di reparto, in due stagioni e poco più con la maglia del Bisceglie totalizza soltanto 19 presenze. Una situazione alquanto scomoda, che costringe la futura Saracinesca biancoverde a cambiare aria.

Luigi Sassanelli Avellino

Siamo nel novembre 1993 e la scelta di Luigi ricade sulla Turris, militante nello stesso girone del Bisceglie, nella Serie C2 1993/94. La compagine di Torre del Greco è ambiziosa e ingaggia un confronto a tre con Trapani e Sora per la promozione diretta in terza serie. A spuntarla saranno siciliani e ciociari, ma i corallini riusciranno comunque a raggiungere la Serie C1, grazie al ripescaggio maturato con il fallimento del Potenza in quella stessa annata. Sassanelli riuscirà finalmente, in questi anni, a distinguersi per le sue doti di estremo difensore. In quattro stagioni con la Turris, la Saracinesca metterà a referto più di 120 gettoni, diventando determinante anche nell’ultima stagione con i corallini: quella della risalita dalla C2 alla C1 (1996/97), maturata al termine della vittoria in finale play-off contro il Benevento (2-0), disputatasi, manco a dirlo, allo Stadio “Partenio-Lombardi” di Avellino.

Il destino vuole che, all’indomani del trionfo in Irpinia con la maglia corallina, Luigi Sassanelli venga ingaggiato dal Commendatore Antonio Sibilia, in qualità di nuovo estremo difensore dei Lupi. Siamo nella stagione 1997/98 e, sulla panchina biancoverde, siede Roberto Morinini. Il compianto mister di Bellinzona (scomparso nel 2012) decide di puntare sull’affidabilità del portiere barese che, con i suoi 187 cm di altezza e i suoi 83 kg di peso, è pronto a rivelarsi un autentico mix di agilità e prontezza di riflessi, oltre che dotato della capacità di compiere potenti rinvii con i piedi.

Nonostante siano tempi duri per la vecchia Uesse, tra le innumerevoli incertezze societarie, l’esonero di Morinini e le contestazioni dei tifosi biancoverdi, Sassanelli non deluderà le attese: la sua porta verrà violata soltanto in 25 occasioni su 26 incontri disputati. La Saracinesca è destinata a migliorarsi, tant’è che, nella stagione successiva (1998/99), saranno soltanto 21 le reti subite dall’estremo difensore pugliese in 34 presenze. Tuttavia, se, da un lato, le prestazioni di Luigi basteranno a rendere inespugnabile la retroguardia biancoverde (miglior difesa della Serie C1 1998/99), i Lupi, dall’altro, dimostreranno una scarsa concretezza in attacco, nonché un’inguaribile “pareggite” (19 “x” in 34 partite) che relegherà gli uomini di mister Geretto a un discreto nono posto.

Gigi Sassanelli Avellino

La situazione non cambia nemmeno a cavallo tra la fine del secondo e l’inizio del nuovo millennio. La stagione 1999/00 vedrà, infatti, l’alternarsi di ben tre allenatori sulla panchina biancoverde (Vittorio Belotti, Lorenzo Mancano e Mario Russo), con il malcontento del pubblico del “Partenio” che aumenta partita dopo partita. Lo stesso Luigi incontrerà molte difficoltà nella sua terza e ultima stagione con la maglia numero uno dell’Avellino: 33 reti subite in 33 incontri di campionato, alle quali vanno aggiunte quelle relative al pesante passivo subito dai Lupi in quel di Pisa, nella finale di ritorno della Coppa Italia di Serie C. Dopo la vittoria di misura conseguita all’andata (1-0), grazie a una rete di Scichilone e alle prodezze della Saracinesca tra i pali, i toscani travolgono gli irpini nel secondo round all’ “Arena Garibaldi”, con un sonoro 3-0 che impedisce all’Avellino di conquistare, per la prima volta nella sua storia, il trofeo in questione, dopo esserci andato vicino già nella stagione 1972/73, nella finale di Roma persa contro l’Alessandria (4-2 d.t.s.).

L’ennesima prestazione da metà classifica dei Lupi, unita alla volontà di approdare finalmente nel calcio che conta in un ruolo da titolare, segnerà l’addio di Luigi Sassanelli alla maglia biancoverde. Saranno 93 i gettoni totalizzati dalla Saracinesca in tre stagioni di Serie C1 con l’Avellino. Al termine della stagione 1999/00, Luigi si accaserà al Crotone, neopromosso in Serie B. La sua esperienza tra i cadetti con i pitagorici durerà, però, soltanto una manciata di mesi: il tempo di marcare la sua unica presenza in B, che Luigi ritornerà subito in terza serie, questa volta al Benevento. L’Aquila, Manfredonia, Noicattaro e Pro Vasto saranno le ultime squadre di una carriera in cui Sassanelli, ricordato ancora con affetto da tutto il popolo biancoverde, si è sempre distinto per le sue abilità, nonché per la sua immensa professionalità.

Alla “veneranda” età di 39 anni, la Saracinesca di Bari appende, così, i guantoni al chiodo, cercando di intraprendere una nuova avventura: quella di allenatore. Il nuovo percorso inizierà nella stagione 2011/12, quando, sulla panchina dell’Andria BAT (Serie C1 girone B), accompagnerà, in qualità di vice, un altro ex calciatore biancoverde: Giuseppe Di Meo, detto “Pino”, ex difensore dei Lupi nelle stagioni 1997/98 e 1998/99. Ma la sfortuna sembra perseguitare il povero Luigi che, nel gennaio 2012, rassegnerà le dimissioni, assieme al suo ex compagno di squadra all’Avellino. Da questo momento in poi, Sassanelli proverà a specializzarsi in qualità di preparatore dei portieri: quel che più si addice, del resto, al suo ex ruolo da giocatore.

E ora, che fine ha fatto la nostra Saracinesca? È tornato a Bisceglie, in qualità di allenatore degli estremi difensori dei pugliesi, impegnati nel girone H della Serie D. Sassanelli è ripartito dai nerazzurri stellati, nella compagine in cui ha debuttato, nel calcio professionistico, nel ruolo di di insuperabile portiere. Non resta, dunque, che porgere i nostri più sentiti auguri al nostro Luigi e alla sua seconda giovinezza. Con la speranza (perché no?) di rivederlo, un giorno, all’ombra del “Partenio-Lombardi”, come “costruttore” di nuove, resistenti, Saracinesche  biancoverdi.

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