Che fine ha fatto Marco Capparella: “tradì” Avellino per Napoli

Capparella Femmenella“, lo sfottò dei tifosi avellinesi per ricordare il calciatore che dopo una stagione e mezza con l’Avellino, passando per Ascoli, si trasferì a Napoli, “tradendo” la sua vecchia tifoseria. Marco Capparella arrivò ad Avellino nel gennaio 2003, insieme a Biancolino e De Simone, quando la dirigenza Pugliese decide di prelevarlo dal Sora. Con i bianconeri il trequartista romano aveva collezionato 20 presenze e 6 gol. L’Avellino in lotta per la promozione in Serie B decide di investire su di lui per rinforzare l’organico, scelta che si rivelerà azzeccata. Capparella ingrana la marcia in maglia biancoverde e mette a segno quattro gol nel girone di ritorno, contribuendo alla straordinaria cavalcata del team guidato da Salvatore Vullo, culminata a Crotone con la storica risalita in Serie B dopo otto anni di assenza.

L’anno successivo in serie cadetta Capparella viene confermato, ma la squadra allenata da Zdenek Zeman non gira come dovrebbe. Capparella si sveglia soltanto nel girone di ritorno, probabilmente dopo aver metabolizzato gli schemi del boemo, e realizza ben 11 gol soltanto nella seconda parte di stagione, dopo aver chiuso il girone di andata senza timbrare mai il tabellino dei marcatori. Peccato però che a fine stagione l’Avellino torni in Serie C1, dopo una stagione da dimenticare. A fine campionato Capparella dichiara di non voler disputare un campionato di Serie C, e viene prelevato dall’Ascoli. Peccato però che passino soltanto sei mesi prima che si rimangi quanto detto, trasferendosi al Napoli di De Laurentiis e Marino, per motivi strettamente economici, che intanto sta lottando come l’Avellino per la promozione in Serie B. Memorabile la frecciatina di Pugliese nei confronti del suo ex giocatore: “A Settembre a noi aveva detto, che non voleva giocare in serie C. Poi, dopo qualche mese lo ritrovo nel nostro campionato, con la maglia del Napoli e domenica sara’, anche uno dei nostri avversari più temibili. Chiedere sincerità e coerenza in questo mondo, forse e’ troppo?…

Capparella al Napoli
Capparella ai tempi del Napoli

Al termine della stagione, Avellino e Napoli si affrontano nella finale playoff, un giorno indimenticabile per i lupi quello del 19 giugno 2005. Capparella ritorna al “Partenio” e gioca contro la sua ex squadra, nel pre-partita le sue dichiarazioni fanno imbestialire i tifosi biancoverdi: “Sarei felicissimo di battere l’Avellino perché lì non mi hanno trattato bene“. Ma il suo sogno andrà in frantumi, anzi, Capparella sarà capace di fare anche peggio. Sul punteggio di 1-0 in favore dei lupi dopo il gol di Biancolino, Capparella si divora l’occasione del pareggio sbagliando un gol a colpo sicuro, sparando alto sulla traversa. Il calciatore viene bombardato di fischi dall’inizio alla fine del match e l’Avellino raddoppierà più tardi. Il resto è storia. Molti tifosi napoletani a fine partita diranno che quello sarà il derby perso per colpa di Capparella, e additeranno al povero Marco il calvario di giocare un altro anno in Serie C. Evidentemente ci teneva molto a non giocare più in terza serie.

Dopo aver compiuto la scalata in Serie A con la maglia azzurra sotto la guida di Edy Reja (avrà anche la fortuna di esordire in massima serie contro il Milan), Capparella lascia il Napoli nel 2008 e passa alla Juve Stabia. Capparella ritorna nel calcio mediocre che lo ha sempre avuto come protagonista. Retrocede in C2 con le vespe, e si trasferisce in Serie D prima al Pescina, poi alla Casertana, all’Aquila in Seconda Divisione e infine al San Nicolò, ancora in D. In tutte le squadre che ha militato, Capparella non ha mai reso come avrebbe dovuto, e nel 2013 si è ritrovato a firmare per la Torrese, club di Eccellenza. Ancora adesso il buon Marco calca i campi di gioco dell’Eccellenza. Chissà che a fine carriera abbia trovato il gusto di giocare a calcio per passione…

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