Che fine ha fatto Raffaele De Martino: un Talento Dimenticato

Un talento dimenticato, Raffaele De Martino era tra i centrocampisti più promettenti del panorama calcistico italiano quando arrivò ad Avellino, ma la carriera professionistica da lui perseguita non ha di certo rispettato le attese. È lui il protagonista dell’appuntamento di oggi con la rubrica “Che fine hanno fatto” di Avellino-Calcio.it.

Nato a Nocera Inferiore l’8 aprile del 1986, De Martino a soli 14 anni si trasferisce a Roma per giocare nelle giovanili della squadra giallorossa. Di lui si parla molto bene e nel 2004 esordisce in Serie A, a soli 18 anni. Viene mandato in campo da Gigi Delneri, in un Milan-Roma 1-1 a San Siro. Un debutto con i fiocchi nella scala del calcio, Raffaele non poteva chiedere di meglio. Sembrava l’inizio di una favola, ma l’anno successivo qualcosa va storto e a gennaio De Martino decide di esiliarsi e andare a giocare in Svizzera, nel Bellinzona. Si dice per un disguido con Bruno Conti. Una scelta rivelatasi sbagliata, come confermato anche dallo stesso calciatore in seguito: “Credevo di poter crescere sia come uomo che come giocatore grazie all’esperienza all’estero, ma non è andata così. Non farei di nuovo lo stesso percorso, non lascerei mai la Roma”. Ed in effetti la stagione in Svizzera non è da ricordare. Un infortunio ne condiziona le presenze (soltanto 11) e De Martino ritorna in Italia ridimensionato, ma a 19 anni un talento del genere non può essere sprecato. A puntare su di lui è il Treviso appena promosso in Serie A, che vuole lanciarlo e affidargli le chiavi del centrocampo.

Quattordici apparizioni in campionato, Treviso retrocesso, ma De Martino è ancora giovanissimo e l’Udinese di Pozzo, con un occhio sempre attento alle future promesse, decide di acquistarlo. A Udine De Martino sembra trovare la sua dimensione. A soli 20 anni realizza il suo primo gol in Serie A (rimarrà anche l’unico), il 20 dicembre 2006, in un match contro l’Atalanta vinto per 2-1 dagli uomini di Galeone. Le buone prestazioni del giovane Raffaele convincono il commissario tecnico dell’Under 21 Pierluigi Casiraghi a convocarlo in azzurro. Al fianco di giocatori come Muntari, D’Agostino, Pinzi e Di Natale trova la sua posizione perfetta in campo, centrocampista difensivo ma con un piede di velluto. Per De Martino l’incubo svizzero sembra ormai lontano. Ma la sfortuna non ne vuole sapere. Il ginocchio fa crack e De Martino è costretto a saltare tutta la stagione 2007-2008, che passerà tra operazioni, cure del caso e riabilitazione. I compagni si stringono attorno a lui ma a fine campionato l’Udinese decide di mandarlo in prestito in Serie B.

Raffaele De Martino Avellino
Con la maglia dell’Avellino

Ed ecco il suo incrocio con l’Irpinia, con l’Avellino di Pugliese. È il primo agosto del 2008, ed i lupi puntano forte sul giovane calciatore in cerca di riscatto, con una carriera brillante davanti. Tanto forte che viene acquistato per ben 400.000 euro, a titolo definitivo. Ad inizio campionato, con Incocciati in panchina, De Martino trova spazio al fianco di Di Cecco ma non convince. Col campionato che avanza e l’arrivo di Salvatore Campilongo la coppia titolare di centrali diventa Di Cecco-Dettori, e De Martino fa la spola tra il campo e la panchina. Intanto la Nazionale Under 21 è diventata un miraggio. L’annata dei lupi è storta, si chiude con la retrocessione ed il successivo fallimento, De Martino non lascia traccia (27 presenze e 0 gol) e a fine stagione si ritrova svincolato. Il 15 luglio del 2009 è il Crotone a fargli firmare un contratto annuale, in Serie B. In Calabria riesce anche a togliersi lo sfizio di segnare il primo gol in Serie B, ma a fine campionato non viene confermato ed inizia la sua discesa.

A 24 anni lo attende la Lega Pro. Per sei mesi gioca nella sua Nocera, salvo poi passare tra le fila degli acerrimi rivali della Paganese. Poi Aversa Normanna e la Serie D con il Brindisi. Ritorna tra i professionisti in Puglia, al Martina Franca, ma anche con i biancazzurri rimane ai margini della squadra. All’inizio del campionato 2014-2015 fa ritorno in Serie D, stavolta al Rimini del direttore sportivo Ivano Pastore che punta a costruire una squadra che possa lottare per la promozione in Lega Pro.

Raffaele De Martino Rimini
Con la maglia del Rimini

In riviera ritrova Campilongo, che decide di affidargli le chiavi del centrocampo. A Rimini De Martino è riuscito finalmente a riscattarsi, ed a fine campionato con un bottino di 27 presenze ed un gol contribuisce alla vittoria del campionato dei biancorossi, che l’anno prossimo giocheranno in Lega Pro. Alla soglia dei 30 anni De Martino tornerà tra i professionisti, e chissà che non sia finalmente l’inizio di quella carriera che sognava sui campi di Trigoria…

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