Che fine ha fatto Tamas Vaskò: “O’ Rinoceronte” di Avellino

Era un difensore, ma spesso Campilongo lo lanciava in avanti nei minuti finali per dare più peso all’attacco dell’Avellino. Tamas Vaskò, il gigante ungherese passato per l’Irpinia nella sfortunata stagione del 2008-2009, quella pre-fallimento in Serie B. Un metro e novantasei centimetri tutto muscoli, Vaskò in quell’annata fu uno dei pochi a salvarsi. Memorabile il suo stato di grazia dove realizzò due gol in due partite contro Brescia e Piacenza (inizialmente doppietta, poi fu assegnato autogol ad Abbate).

Vaskò è uno dei tanti ungheresi passati per Avellino, probabilmente è quello che ha lasciato i ricordi migliori. Arrivò in Irpinia nell’estate 2008 dall’Ujpest, team militante nella Serie A Ungherese, e aveva già esordito nella Nazionale del suo paese. Quella ad Avellino resta la sua unica esperienza al di fuori dell’Ungheria, a parte una parentesi in Inghilterra al Bristol City. La carriera del “White Rhino”, inizia proprio nell’Ujpest, che da giovanissimo lo manda in prestito prima al Vasas SC e poi al Tatabanya per fargli acquisire esperienza. Nella prima squadra non trova spazio e così arriva la prima esperienza estera nel 2007, quando viene mandato in prestito al Bristol, team della Championship Inglese. Oltremanica Vaskò diventa un idolo della tifoseria ma non è quasi mai tra i titolari. Concluderà il campionato con 19 presenze ed un gol.

Arrivato in Irpinia nell’estate del 2008, ancora in prestito dall’Ujpest, di lui si sapeva poco e nulla, si presentò così: “Sono molto contento di aver scelto questa maglia, di avere l’opportunità di giocare nel campionato italiano. Spero di poter far bene da subito e ripagare la fiducia della società. Voglio sfruttare questa chance molto importante la mia carriera”.  Bastò vederlo scendere in campo per capire di che pasta fosse fatto. Solo a guardarlo incuteva timore negli avversari, quando li sovrastava con indosso la sua maglia numero 26. A novembre, dopo l’esonero di Giuseppe Incocciati per un inizio drammatico di campionato e l’arrivo di Salvatore Campilongo, ci furono i due acuti dell’ungherese. Prima il gol in casa contro il Brescia, nella sfida pareggiata per 1-1, poi la splendida prestazione nella trasferta al Garilli di Piacenza del 22 novembre. Vaskò prima segnò di testa il gol dell’1-0, per poi causare l’autogol di Abbate nella ripresa. I lupi si portarono a quota 16 in classifica e nacque l’illusione che la cura Campilongo potesse portare alla salvezza, d’altronde con un “Vasko” così l’Avellino sembrava davvero poter “Andare al massimo”, come cantava il Vasco del rock. A fine campionato arrivò invece il verdetto della retrocessione.

vASKO gAZZETTA
La Gazzetta dello Sport dopo Piacenza-Avellino

Vaskò al termine del suo contratto annuale con i lupi tornò all’Ujpest, dove non hanno mai creduto in lui, e dopo un anno da svincolato fu acquistato dal Videoton, dove vinse il suo primo trofeo, il campionato Ungherese qualificandosi per la Champions League dell’anno successivo. Tamas ha anche avuto la fortuna di giocare nella massima competizione europea per club: il Videoton fu eliminato al secondo turno preliminare dallo Sturm Graz, con Vaskò in campo sia all’andata che al ritorno. Nei due anni successivi nella squadra di Székesfehérvár, Vaskò conquistò l’accesso all’Europa League, dove riusci a giocare anche la fase a gironi contro Basilea, Genk e Sporting Lisbona. Scaricato dal Videoton dopo tre stagioni, nel 2012 Vaskò si trasferì al Kecskemeti e poi al Mezokovesd. La carriera del gigante ungherese iniziò una fase calante, terminata l’esperienza in Nazionale con 19 presenze totali, Vaskò nella passata stagione ha militato nella Puskas Academy, società denominata così in memoria del campione Ferenc Puskas, fino al gennaio scorso.

A 31 anni suonati Vaskò continua a giocare a calcio in Ungheria, ma anche in massima serie non c’è più spazio per lui. Ora veste la maglia numero 27 del Danaujvaros PASE, nella Serie B Ungherese.

Della sua carriera resta il rimpianto di quella chance in Italia non sfruttata e il suo soprannome: “O’ Rinoceronte“.

EX CALCIATORI AVELLINO: CHE FINE HANNO FATTO?

Leggi anche: