Che fine ha fatto Vidallé: da meteora dell’Avellino a dirigente del Boca

Continua la nostra carrellata di attaccanti stranieri che hanno soggiornato ad Avellino nel corso delle varie “epoche”. La scorsa settimana, ci eravamo soffermati sull’atleta verdeoro Babù, tanto estroso quanto fragile. Oggi, vi parleremo di un’altra punta sudamericana, questa volta argentina, che ha vestito la maglia biancoverde nella stagione 2000/01. Il suo nome è Jonathan Vidallé. Ed è a lui che dedichiamo la puntata odierna della nostra rubrica, “Che fine hanno fatto”.

Il nostro “eroe” albiceleste nasce a Buenos Aires, il 13 maggio 1977. Suo padre è una vecchia conoscenza del calcio argentino: Enrique, infatti, ha giocato in patria tra gli anni settanta e ottanta, iniziando la propria carriera nel Boca Juniors e proseguendo la propria attività ad alti livelli, fino a strappare una convocazione nella Nazionale e a vincere una Copa Libertadores, nel 1985, con la maglia dell’Argentinos Juniors. Ma il percorso che seguirà Jonathan sarà diametralmente opposto a quello di papà Enrique che, in Sud America, è conosciuto per le sue prodigiose parate in tuffo. Vidallé jr., infatti, si formerà fin da ragazzino come attaccante centrale, debuttando a soli 18 anni con il Velez Sarsfield, una delle tante compagini della Capitale.

La sua inesperienza porterà il club del sobborgo di Liniers a cederlo ai cileni del Provincial Osorno nel 1997. Qui, il nostro Jonathan verrà schierato più frequentemente, dimostrando, tuttavia, una vena realizzativa davvero carente. Nonostante ciò, i paragoni in patria si spendono: c’è, addirittura, chi lo accosta a quel Gabriel Omar Batistuta che, in Italia, sta facendo le fortune della Fiorentina. Un paragone senza dubbio azzardato, ma che basta all’Inter di Massimo Moratti per portarlo nel Bel Paese agli inizi della stagione 1997/98: la stessa in cui la società nerazzurra strapperà al Barcellona, per una cifra record a quei tempi – circa 51 miliardi di lire – un certo Luis Nazario da Lima, meglio conosciuto come Ronaldo. La presenza di altre punte fondamentali in quel ruolo – Ivan Zamorano, Alvaro Recoba, Nwankwo Kanu, Maurizio Ganz e Marco Branca – chiuderà a Vidallé ogni sorta di spazio. Ragion per cui il figlio d’arte viene subito dirottato in Svizzera, al San Gallo, dove l’attaccante argentino riuscirà a siglare ben otto reti in ventidue incontri.

Jonathan Vidallé con l'Avellino nella stagione 2000/01
Jonathan Vidallé: 11 presenze e 1 gol con l’Avellino nella stagione 2000/01

Reduce dalle mirabili peripezie al di là del confine, Vidallé ha, dunque, l’opportunità per sfondare nel calcio italiano. Sarà la Cremonese, neopromossa in Serie B, ad assicurarsene le prestazioni per la stagione 1998/99. Ma, di esplodere, il nostro Jonathan, non ne vuole proprio sapere: dodici presenze e zero goal con i grigiorossi che salutano, immediatamente, la cadetteria. L’Inter, d’altro canto, non ha alcuna intenzione di fare affidamento su un attaccante così poco prolifico per tornare a vincere uno scudetto che manca dal 1989. Nell’estate del ’99, Vidallé sprofonda dunque in Serie C2, a L’Aquila: è qui che avverrà l’incontro con Aldo Ammazzalorso, tecnico degli abruzzesi e suo connazionale, il quale decide di riporre fiducia nello sfiduciato atleta albiceleste ed ergerlo a uno dei protagonisti della cavalcata in terza serie.  Saranno cinque le reti messe a segno dall’argentino nella stagione 1999/00. Il quale verrà, poi, dirottato prima a Rimini (nell’ottobre del 2000) e poi ad Avellino, quattro mesi più tardi, dove ritroverà mister Ammazzalorso sulla panchina dei Lupi.

Siamo nel febbraio 2001: i biancoverdi lottano per le zone alte della classifica. Il bel gioco espresso, coniugato a una solida difesa, ha riacceso l’entusiasmo del pubblico irpino che, dopo anni di delusione, comincia a riassaporare il sogno di una promozione in Serie B. Ciononostante, la sessione di mercato si è conclusa con l’amara partenza di Nassim Mendil: attaccante franco-algerino di belle speranze che, di fronte al rifiuto della dirigenza irpina di concedergli un rinnovo del contratto, ha deciso di trasferirsi al Lecco. Da qui, parte la richiesta del tecnico dei Lupi di sostituire uno degli idoli del “Partenio” di quell’annata con l’attaccante argentino che, nella stagione precedente, aveva offerto il proprio contributo alla promozione dell’Aquila in Serie C1.

Vidallé in azione con la maglia dell'Avellino
Vidallé in azione con la maglia dell’Avellino

E così, Jonathan Vidallé farà immediatamente il suo debutto con la casacca biancoverde l’11 febbraio 2002, nel derby esterno contro la Nocerina.  Al “San Francesco”, la maledizione si abbatterà subito sui biancoverdi che, dopo diciassette turni utili consecutivi, andranno incontro alla quarta sconfitta stagionale (2-0). E quale può essere la maledizione, se non quella solita inconcretezza mostrata dal goffo Jonathan che, solo, davanti alla porta, spreca – calciando la sfera sulla traversa – un goal praticamente fatto? In ogni caso, il buon Aldo, dalla panchina, decide di dare fiducia al suo pupillo che, alla terza occasione, contro l’Atletico Catania (0-3), riuscirà ad andare a segno, ponendo la firma sullo 0-2, siglato a tredici minuti dalla fine. Ma un altro paio di prestazioni negative, contro L’Aquila (1-2) e Benevento (0-0), finiranno per stancare anche il mister biancoverde. Nella parte finale della stagione, Vidallé verrà schierato titolare soltanto in altre tre occasioni, per poi disputare qualche spezzone nelle restanti partite.

Si giunge, così, alla semifinale play-off: l’Avellino dovrà vedersela contro il Catania, in una doppia sfida destinata a entrare nella storia della rivalità calcistica tra i due club. Nel match di andata, in programma al “Partenio”, i Lupi passano in vantaggio al 14′ del primo tempo, con Giuseppe Mascara che, di testa, realizza la rete che deciderà l’incontro. Gli uomini di Ammazzalorso, infatti, riusciranno a chiudere tutti gli spazi, impedendo agli etnei di avvicinarsi alla porta difesa da Sansonetti. Il match winner verrà, poi, sostituito al 38′ della seconda frazione da Jonathan Vidallé, il quale riuscirà in tempo a far imprecare qualche tifoso, ma non a segnare. Nella gara di ritorno, al “Cibali” (2-0), la storia cambia: gli etnei pareggiano i conti, con Cordone, dopo soli dodici minuti. Al 65′, Ammazzalorso prova a cambiare l’atteggiamento di un Avellino rinunciatario e timoroso, sostituendo Caridi – già subentrato a Costantino dopo la prima mezz’ora di gioco – con Vidallé. L’argentino diventerà protagonista, ma in negativo, dell’incontro, sciupando una preziosa chance. Gol mangiato, gol subito: al 76′, Ambrosi viene imbeccato con un preciso lancio dalla sinistra e, in solitario, a tu per tu con Sansonetti, insacca, per la rete che chiude definitivamente i conti (2-0) e ricaccia i Lupi nella propria tana.

Per l’Avellino, il sogno promozione sfuma e, con esso, anche l’ultima possibilità del nostro Jonathan di rilanciarsi nel calcio che conta. Eppure, c’è ancora tempo per prendersi una piccola rivincita con la squadra che, nell’estate 2001, lo ha scaricato, rispedendolo all’Aquila. 27 maggio 2003. Terzultima giornata del campionato di Serie C1 2002/03: i biancoverdi di mister Vullo conducono, fuori casa, sugli abruzzesi, col punteggio di 1-2. Per gli irpini, una vittoria esterna potrebbe significare un ulteriore passo verso la scalata in Serie B. Ma, al 91′, irrompe qualcuno, nel bel mezzo dell’area di rigore, a guastare la festa al popolo biancoverde. Ebbene sì: è proprio lui, Jonathan Vidallé, l’autore della rete del pari. L’attaccante corre verso il settore occupato dai tifosi avellinesi, ammutolendoli con tanta crudeltà e vana spavalderia. Sarà questa l’ultima – o forse l’unica – impresa nella carriera di quello che potremmo definire, con non poche perplessità, l’alter ego di Batigol . Il nostro Jonathan vagherà, infatti, tra Serie C1 e C2 (Taranto, ancora L’Aquila, Sambenedettese, Viterbese, Gela e Lanciano), prima di concludere il suo iter da calciatore in Serie D, con la maglia del Centobuchi, a soli 32 anni. Senza mai riuscire, tra l’altro, ad andare in doppia cifra, in nessuna delle squadre appena citate.

Jonathan Vidallé e Pablo Budna, attuale ds del Boca Juniors
Jonathan Vidallé e Pablo Budna, attuale ds del Boca Juniors

E ora, che fine ha fatto Jonathan Vidallé, meteora del calcio albiceleste? Solo a pensarlo, sarebbe incredibile. Eppure, il figlio del grande Enrique è riuscito a costruirsi, in men che non si dica, un percorso sicuramente più ricco di soddisfazioni. Da alcuni anni, Vidallé jr. ricopre il ruolo di segretario tecnico del Boca Juniors: la stessa, gloriosa squadra che aveva lanciato suo padre nel calcio professionistico. Ma non finisce certo qui. Perché il nostro Jonathan, dopo aver collaborato anche con il Parma, nella supervisione di nuovi talenti latini, è “salito di livello” da qualche mese, assumendo il ruolo di osservatore dell’Arsenal F.C. nel Sud America.  Essere insignito di così tante cariche, a soli 38 anni, è una cosa non da poco. Giù il cappello, dunque, per la nuova e duratura vita calcistica del bidone argentino che, molti di noi, ricordano… a malincuore, ma anche con un pizzico di ironia.

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