Chianche, roccaforte del Cicatiello e del Greco di Tufo

Dopo aver parlato del Giro d’Italia e della nona tappa che transiterà in Irpinia domenica 17 maggio prossimo, ho deciso di parlare dei paesi toccati appunto dalla tappa, ad eccezione ovviamente di Serino e Castelvetere sul Calore, di cui ho già parlato in precedenti appuntamenti.  Ecco allora che oggi parliamo di Chianche, primo paese irpino toccato dalla tappa, che conta circa di 580 abitanti e che sorge proprio al confine con la provincia di Benevento.

Chianche è posta in una posizione collinare su uno sperone roccioso che si affaccia sulla valle del Sabato. Le fanno da scialle le colline intorno, ricche di castagneti e di querceti, tra i quali occhieggiano qua e là ciuffi di ginestre. Intorno, si stagliano, simili ad un gran cerchio, i Monti del Matese, il Taburno, le colline del Sannio che si congiungono all’imponente e maestosa montagna di Montevergine. Suggestivo è lo stretto di Barba, a 5 Km di distanza sulla statale 88 per Avellino, del quale è consigliata la visita. Chianche, infatti, è raggiungibile percorrendo la Statale.

Il territorio comunale è situato sul versante collinare nella Valle del fiume Sabato con un’altezza sul livello del mare che oscilla tra i 350 ed i 400 metri. Il comune di Chianche è costituito da tre nuclei abitati: Chianche, Chianchetelle (che sino al XIX secolo era un comune autonomo) e San Pietro Irpino. Le aree coltivate, in genere a seminativo arborato, sono ridotte. Significativa la presenza di vigneti per la produzione del celeberrimo vino D.O.C.G. Greco di Tufo. Dominano i boschi di querce e castagni. È presente una importante sorgente d’acqua in località Greci.

Chianche o Chianca com’era detta nel Medioevo deriva dal latino Planca con probabile riferimento alle plancae, pietre poligonali con le quali i romani lastricavano le strade e che venivano estratte presso una cava, ancora oggi esistente, nella frazione Chianchetelle. Di Chianche si ha traccia documentale almeno dal XIII secolo. Nel Medioevo era un casale dipendente da Montefusco. Il castello che domina il borgo forse è di origine normanna (XI secolo) anche se è citato per la prima volta solo in un documento degli inizi del XIV secolo.

Fontana San Donato

Chianche fu possesso feudale prima dei de Planca dal XV secolo al 1545, quando passò ai Crispano sino al 1552, poi agli Albertino (1552-1556), ai Pisanello (1556), ai Sanseverino (1558), ai Filomarino (1568), ai Capece, ai Bernalda, ai Caracciolo (1585), ai Manso (1599-1607) e ai de Guevara. Gli Zunica acquistarono il feudo da Beatrice de Guevara nel 1608 e lo tennero sino 1778 quando fu venduto ai marchesi Perelli nelle cui mani restò sino alla fine della feudalità nel 1806. Chianchetelle, invece, ubicata il posizione strategica, dove residua ancora una torre, purtroppo in pessime condizioni, fu feudo indipendente e appartenne ai de Tocco (XIV-XV secolo) sino al 1585 quando passò ad Antonio Lanario. I Gambacorta la tennero dal 1667 al 1695; poi passò ai Di Capua, conti di Altavilla. I Ripa lo ebbero dal 1714 al 1743, quando subentrarono i Salerno, ultimi feudatari. Nel 1460-1461 durante la guerra tra angioini ed aragonesi nei territori di Chianche e Chianchetelle erano stanziati gli accampamenti delle truppe regie aragonesi al comando del capitano di ventura Alessandro Sforza.

Castello di Chianche

 A Chianche possiamo ammirare il Castello, citato per la prima volta nel 1301 e di probabile origine normanna. Poi troviamo il Torrione, un’alta torre quadrangolare di stile neogotico sita su uno sperone roccioso in Chianchetelle e dominante il sottostante Stretto di Barba. La Chiesa di San Felice, dedicata al Santo Patrono di Chianche, è in stile barocco con elementi romanici. Conserva un affresco che raffigura San Giacomo Apostolo mentre riceve il battesimo da Gesù e vari quadri del ‘600 e ‘700, raffiguranti: S. Antonio, S. Domenico, Santa Caterina e l’Immacolata Concezione.

Chianche, interno della Chiesa di San Felice

Tra le opere spicca il quadro della Madonna “Causa Nostrae Letitiate” del XVII secolo. La Chiesa di Santa Margherita è sita nella piazza centrale di Chianchetelle. La Chiesa della Madonna delle Grazie è un piccolo edificio ubicato lungo la strada principale che porta a Chianche. La Chiesa di San Pietro Apostolo è sita nella piccola frazione di San Pietro Indelicato, poi divenuto San Pietro Irpino.  La Cappella della Madonna della Pietà, del XVI secolo è sita in frazione Chianchetelle lungo la Strada Statale 88 dei Due Principati nello Stretto di Barba. È stata ristrutturata agli inizi del XXI secolo.

Il 14 gennaio si festeggia S. Felice Martire, patrono di Chianche, mentre nella prima domenica di maggio si celebra la festa della Madonna della Pietà a Chianchetelle e ad agosto la  festa della Madonna delle Grazie. Il nucleo urbano trae le sue radici nel Medioevo e venne citato per la prima volta nel 1138, quando Ruggiero il Normanno partì dal castello di Chianche alla volta di Avellino, dove si sarebbe svolta la battaglia contro l’esercito del Conte Rainulfo.

Altra manifestazione che si svolge a Chianche è la Sagra del Cicatiello. Si racconta che un giorno, nel primo ‘800, la moglie del fattore del Duca di San Donato doveva preparare il pranzo per un gruppo di nobili, ospiti al Castello. Pensò di fare con gli avanzi di due tipi di farina (grano tenero e grano duro) un nuovo tipo di pasta. Unì, infatti, in parti uguali le due farine ne ricavò dei bastoncini cilindrici che tagliò alla lunghezza di due centimetri. Facendo pressione con l’indice ed il medio creò nella pasta vuoti a mo’ di occhi socchiusi (da qui il nome di cecatello e poi cicatiello) che irrorò con sugo di pomodoro e basilico. Il piatto fu un vero successo e da allora è diventato il piatto tipico di Chianche e la Pro-Loco “Planca” dal 1985 lo pubblicizza mediante l’organizzazione dell’annuale sagra.  Fin dal 1985 la “Sagra del Cicatiello” è stata la più importante manifestazione organizzata dalla Pro Loco Planca. Negli ultimi anni è cresciuto l’impegno dell’Associazione nella promozione del Greco di Tufo D.O.C.G., sicché l’appuntamento estivo si è trasformato nella “Sagra del Cicatiello e del Greco di Tufo”.

Termina così la nostra visita al Borgo di Chianche, prima meta irpina della nona tappa del Giro d’Italia 2015. Appuntamento a giovedì prossimo per far visita ad Altavilla Irpina.