Chiosa, difensore dell’Avellino: una sicurezza poco appariscente

Il 4 agosto 2014, in piena sessione di calciomercato, l’Avellino annunciava ufficialmente di aver prelevato dal Torino, con la formula del prestito con diritto di riscatto, il difensore Marco Chiosa. Alle orecchie della maggioranza dei tifosi avellinesi questo nome non avrà detto granchè, il nome di Chiosa non è sicuramente uno di quelli altisonanti che scalda le piazze. Eppure il ragazzo, nato il 19/11/1993 a Ciriè (provincia di Torino) aveva già esperienze importanti nel calcio professionistico considerando la sua giovane età.

Cresciuto nel settore giovanile della compagine granata, ha militato nella Nocerina nella stagione 2012/13 collezionando 28 presenze, dove fu soprannominato “Wonder Boy”, vivendo  da protagonista il sogno di risalita immediata della squadra rossonera dalla Lega Pro alla Serie B, sogno svanito con la sconfitta nella semifinale play-off contro il Latina. La stagione successiva (2013/14) Chiosa l’ha trascorsa a Bari mettendo insieme 25 presenze e vivendo anche lì un sogno (calcisticamente parlando): quello della squadra pugliese che è arrivata a sfiorare la Serie A, pur essendo tecnicamente fallita nel corso della stagione.

Arrivato ad Avellino, quindi, più o meno nell’indifferenza generale, il nativo della provincia torinese ha provveduto a far ricredere gli scettici e, cosa per lui più importante, si è guadagnato la fiducia di mister Rastelli. All’inizio della stagione Chiosa ha alternato partite da titolare a panchine anche perché nel suo ruolo naturale, quello di centrale sinistro nella difesa a tre, la compagine irpina schierava uno dei beniamini del pubblico del “Partenio-Lombardi”, quel Fabio Pisacane ormai da tutti ribattezzato “Pisadog”. Col passare delle partite e col moltiplicarsi, purtroppo, degli infortuni che hanno colpito il reparto difensivo dei Lupi, Chiosa ha iniziato a giocare con continuità nell’11 titolare (con lo spostamento di Pisacane sul lato opposto) e da allora non ha più mollato il posto, collezionando 24 presenze finora e sicuramente il numero da qui alla fine della stagione aumenterà.

Ancora oggi il nome di Chiosa non è molto in voga tra i tifosi, che ne apprezzano le qualità ma non ne fanno certamente un loro beniamino, e non è neanche “pubblicizzato” a livello di opinione pubblica locale e nazionale, a differenza per esempio del suo compagno di reparto Rodrigo Ely, già sponsorizzato spesso anche dal suo procuratore Mino Raiola. Chiosa si sta togliendo soddisfazioni non solo con l’Avellino ma anche con la nazionale; è stato infatti convocato in tutti gli impegni stagionali della B Italia, la rappresentativa under 21 dei giocatori italiani della Serie B, allenata da Massimo Piscedda, il quale lo ha insignito del ruolo di capitano nell’ultima partita disputata il 24 febbraio 2015 a Rijeka contro i pari età della Croazia. Continuando così non passerà molto tempo prima che arrivi l’esordio nella selezione Under 21 principale, quella allenata da Gigi Di Biagio, per la quale “‘O Ninnillo” ha già ottenuto qualche convocazione senza però mai giocare. Alla fine della stagione starà alla compagine avellinese decidere se riscattare o meno il cartellino del difensore torinese; se ciò dipendesse solo dalle prestazioni sul campo, siamo certi che la dirigenza guidata dal presidente Taccone non avrebbe dubbi perché Marco Chiosa è il classico giocatore che vorresti sempre avere nella tua squadra, non sarà appariscente ma è sicuramente uno bravo. Bravo per davvero.

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