Cittadella-Gabrielli, Amore Eterno: da Glerean a Foscarini

Dopo il pareggio di Vercelli, l’Avellino ritorna al “Partenio-Lombardi”, ventisette giorni dopo l’ultima vittoria del girone d’andata, conseguita tra le proprie mura, contro il Brescia (2-0). A far visita alla compagine biancoverde sarà il Cittadella di mister Foscarini che, nel match disputatosi al “Tombolato” qualche mese fa, si impose sui Lupi di Rastelli col punteggio di 3-1. In quella sonora sconfitta, tuttavia, erano emerse evidenti lacune difensive che, con il passare delle giornate, sembrano essere ritornate a galla solo in quel di Trapani. Al tempo stesso, con il passare delle giornate, la vena realizzativa dei veneti non ha seguito una certa continuità. Ciò ha influito notevolmente sull’andamento della formazione granata, scivolata pian piano nei bassifondi della classifica, fino a occupare, attualmente, l’ultima posizione (a quota 20 punti) del campionato di Serie B 2014/15.

Il Citta – così come è rinominato dai suoi tifosi – rischia, dunque, di ritornare in Lega Pro, sei anni dopo l’ultima promozione ottenuta al termine dello spareggio play-off contro la Cremonese, nella stagione 2007/08. Eppure, il pareggio casalingo contro il Modena (1-1), nello scorso turno, ha fatto intravedere segnali di ripresa, dati soprattutto dalla spinta dei nuovi acquisti, Francesco Stanco e Tomasz Kupisz (quest’ultimo, autore del gol del pareggio contro i canarini). Inoltre, l’ultimo arrivo in casa granata, il difensore Agostino Camigliano, andrà a rinforzare, solo dopo la gara contro i biancoverdi, una retroguardia che, dopo ventidue giornate di regular season, risulta essere la terza in graduatoria, alle spalle di Catania (39) e Trapani (45), ad aver subito più reti (35).

Nella sfida di domani, il Cittadella proverà a mettere lo sgambetto all’Avellino: missione che, tra le compagini in lotta per la salvezza, è già riuscita al Crotone penultimo, in grado di espugnare il “Partenio-Lombardi” con il punteggio di 1-2. Il confronto con la compagine guidata da mister Foscarini, apparentemente abbordabile, sembrerebbe invece nascondere più insidie del previsto. Anche perché i biancoverdi dovranno cercare di non imitare gli errori dell’andata, laddove i veneti riuscirono a creare numerosi grattacapi alla difesa irpina, con le loro spinte sulle fasce e con le iniziative delle loro punte di diamante. Tra i giocatori che meritano di essere menzionati, figurano Alessandro Sgrigna e Claudio Coralli: il fantasista ex Torino e il centravanti ex Empoli saranno le principali spine nel fianco di una squadra che lotterà fino alla fine per centrare il suo obiettivo, ossia quello di restare in serie cadetta per un altro anno.

È questo il sogno che Andrea Gabrielli, figlio di Angelo (storico presidente del Cittadella degli albori), coltiva per il suo Citta e per le ventimila anime che popolano il piccolo comune veneto, situato nella provincia di Padova. Imprenditore siderurgico, Gabrielli ha ereditato, assieme ai suoi fratelli, l’attività del padre che, nel 1973, ebbe il merito di fondere la sua Associazione Calcio Olimpia con l’altra squadra della città, ovvero l’Unione Sportiva Cittadellese, dando vita all’attuale Associazione Sportiva Cittadella che, soltanto nel periodo 2000-2004, ha mutato il proprio nome in Associazione Sportiva Cittadella Padova. Da ben quarantadue anni (ossia, dalla fusione dei due club ai giorni nostri), il Citta è legato indissolubilmente al prestigio della famiglia Gabrielli e dell’azienda siderurgica che fa da sponsor alla squadra. Una famiglia che, con parsimonia e spirito di sacrificio, è riuscita a trascinare la sua “creatura” dalla Promozione Veneta alla Serie B nel giro di quasi trent’anni.

Andrea Gabrielli Cittadella
Andrea Gabrielli

È l’11 giugno 2000 quando, nella finale play-off del girone A di Serie C1, disputatasi in campo neutro al “Bentegodi” di Verona, il funambolico Cittadella di Ezio Glerean, con un inedito 3-3-4, riesce a strappare un prezioso pari, ai tempi supplementari, contro il Brescello. Il risultato finale, al termine dei 120 minuti (1-1), premia, infatti, i veneti, in virtù del miglior piazzamento in classifica rispetto agli emiliani. Il Citta riuscirà a disputare due stagioni di fila in Serie B (2000/01 e 2001/02), prima di retrocedere in Serie C1. Saranno gli anni in cui inizierà ad emergere una delle bandiere della compagine granata: Joachim De Gasperi, miglior marcatore di sempre della storia del club con 49 goal in 360 partite (dal 2000 al 2011). Seguono, all’indomani del ritorno in terza serie, prestazioni altalenanti che consentono, comunque, al Cittadella di assicurarsi una posizione in metà classifica.

Nell’estate del 2005, poi, i vertici societari decidono di puntare su un caparbio allenatore che, nei primi due anni precedenti, aveva guidato le giovanili del club granata. Si tratta di Claudio Foscarini, ex giocatore di Atalanta e Piacenza. Il tecnico di Riese, a quasi dieci anni di distanza dalla promozione ad allenatore della prima squadra, siede ancora sulla panchina del Cittadella. Il suo ottimo rapporto con la dirigenza, la sua corretta filosofia di gioco e l’abilità nel creare il giusto mix tra giovani talenti e uomini di esperienza gli permetteranno, col passare degli anni, di appropriarsi dell’appellativo di Ferguson del calcio italiano, oltre che di raggiungere la promozione in Serie B nella stagione 2007/08, la seconda nella storia del club veneto.

E, dopo una salvezza tranquilla nel 2008/09 – annata in cui esploderà Riccardo Meggiorini, autore del poker con cui il Cittadella strapazzerà proprio l’Avellino (4-0) tra le proprie mura – il Citta avrà addirittura la possibilità di tentare il volo nella massima serie, dopo il sorprendente sesto posto ottenuto al termine della stagione 2009/10: merito di un attacco spumeggiante (62 reti), capeggiato da Matteo Ardemagni (22 gol). Il sogno, però, si infrangerà in semifinale play-off, dove i granata, pur riuscendo a pareggiare la sconfitta casalinga (0-1) all’andata con un’impresa al “Rigamonti” (0-1), verranno eliminati dal Brescia e puniti, pertanto, dalla posizione sfavorevole in classifica rispetto alle Rondinelle, giunte in terza posizione. Smaltita la delusione, il Cittadella raggiungerà altre quattro salvezze tranquille, senza passare per la porta dei play-out. Gli uomini di Foscarini si distingueranno, tra l’altro, per la loro correttezza e per il loro modo di vedere il calcio in un’ottica meno agonistica, aggiudicandosi per ben due anni consecutivi (2012 e 2013) la Coppa Disciplina: un simbolico riconoscimento di cui il Citta era già stato insignito in altre tre occasioni (2005, 2008 e 2010).

Ora, tuttavia, corrono tempi più bui per i granata, impegnati nel difficile cammino verso la permanenza in serie cadetta. L’Avellino, dopo il pareggio a Vercelli, ha fame di vittorie e sete di vendetta. Il tonfo dell’andata al “Tombolato” non è stato ancora digerito, per cui Castaldo e compagni non saranno per nulla intenzionati a concedere ulteriori regali al “banchetto” con l’ultima della classe. C’è, quindi, il rischio che il cammino degli uomini di Foscarini, di cui parlavamo pocanzi, possa subire, almeno nella sfida di domani, un’altra battuta d’arresto. Nessuna pietà per chi verrà nella “Tana dei Lupi”. Neanche per una delle più belle e curiose realtà del palcoscenico calcistico italiano.

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