Con 1.5 punti a partita l’Avellino viaggia ad una media da 6° posto

Sei partite disputate. Tre pareggi, una sconfitta e due vittorie, di cui una all’esordio ed una contro la Ternana. E’ questo il cammino dell’Avellino targato Massimo Rastelli che, a dispetto di quanto potrebbe sembrare ad un occhio poco attento, viaggia ad una media assolutamente diversa (e più elevata), anche rispetto agli obiettivi stagionali.

E’, infatti, dalla stagione 1990/1991 che l’Avellino non parte così bene in Serie B. Certo quell’anno la salvezza arrivò soltanto grazie alla classifica avulsa che condannò la Salernitana alla retrocessione, ma la media delle prime sei partite di quest’Avellino, in ogni modo, rinnovato, è ben lontana da quel finale di stagione ed è ben lontana da quella fantomatica quota salvezza cui aspirano i tifosi biancoverdi.

francesco oddo
Francesco Oddo, ex allenatore dell’Avellino

L’Avellino ha infatti totalizzato 9 punti in sei gare, per una media di 1,5 punti a partita. Un simile score implica (se mantenuto), lapalissianamente la probabilità di rasentare quota 60 punti alla fine del campionato. In teoria sarebbero matematicamente 63 punti che, considerando la classifica dello scorso anno, avrebbero significato un matematico sesto posto alle spalle del Novara. Certo si obietterà che ogni campionato ha una sua storia. Fatalmente diversa. E’ così, è vero. Ma in parte.

Considerando, infatti, i due campionati fin qui assunti quale punto di riferimento, emerge un dato rassicurante. In tutte e tre le stagioni considerate, la Serie B accoglieva una squadra “ammazzatutti”. Una sorta di schiacciasassi. Nel 1990/1991 fu il Foggia di Zeman che mise a segno 67 gol incassandone 36 per un totale di 21 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. Nella scorsa stagione, quella del 2012/2013, il Sassuolo riuscì a mandare la palla in gol ben 78 volte, incassando soltanto 40 reti. In realtà nello scorso campionato il “trittico” che riuscì poi a guadagnarsi la promozione in Serie A, offrì numeri impressionanti.

Walter TacconeQuesta stagione, allo stesso modo, ha (o dovrebbe avere) le sue squadre schiacciasassi. Fatalmente, nonostante il pessimo inizio e l’esonero di Rino Gattuso, il Palermo di Zamparini è una di quelle. Poi Empoli (contro cui l’Avellino sarà impegnato in posticipo lunedì sera) ed il Cesena. Attrezzate per una buona annata ci sono poi anche il Brescia (nonostante le vicissitudini legate alla vicenda Giampaolo) ed il Varese (che l’Avellino ha già inchiodato sul pareggio).

Insomma le similitudini tra le varie annate considerate come riferimento e la stagione attualmente in corso, ci sono tutte. I biancoverdi viaggiano ad una media che dovrebbe far dormire sonni tranquilli ai tifosi. Se il ritmo continuerà ad essere lo stesso e se, magari, a gennaio dovesse arrivare qualche rinforzo, magari già collaudato e pronto per la volata finale, l’Avellino potrà tranquillamente puntare alla quota salvezza e, perché no, a togliersi qualche “sfizio”.

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