Con l’Avellino dalla serie D alla serie B: la marcia di D’Angelo non si ferma

Se pensiamo alla cavalcata trionfale dell’Avellino, alla stagione appena conclusa che ha permesso ai ragazzi di Rastelli di festeggiare la tanto agognata promozione in Serie B nonostante gli sfavori del pronostico, ci viene subito da riflettere: le giocate di Castaldo sono state fondamentali, i gol di Biancolino decisivi, le prodezze di un muro difensivo composto da Izzo e Fabbro miracolose, eppure c’è un fattore che non bisogna sottovalutare, la grinta.

La determinazione mostrata da questi ragazzi è stata davvero un’arma in più, solo così si spiegherebbero le rimonte spettacolari come quella di Barletta (da 2-0 a 2-3) e le prestazioni corali sfornate negli incontri difficili, tra cui spiccano il derby del Santa Colomba (terminato 2-1 per i Lupi) e quello del Partenio contro la Nocerina (1-0 per i biancoverdi con gol di Biancolino).

Angelo D'Angelo Avellino

Come emblema di questo carisma pazzesco, di questa dedizione continua e di questa grinta spettacolare, non potevamo che scegliere Angelo D’Angelo, l’unico elemento della rosa ad aver festeggiato ben 3 promozioni  con la maglia biancoverde: lui c’era in Serie D, c’era in Seconda Divisione e c’era anche quest’anno, ed è riuscito a vincere la concorrenza degli altri, ottimi, compagni di reparto, infondendo coraggio e cattiveria agonistica a tutti gli altri, specie ai più giovani.

Non si ferma la marcia di Angelo D’Angelo, desideroso di disputare (da protagonista ovviamente) anche il campionato cadetto, gioia che meritano un po’ tutti questi ragazzi, ma lui, forse, un po’ di più.

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