Coppa Italia: Avellino-Frosinone, una vittoria per l’Alessandrelli Stadium

Cari amici,
avrei rinunciato a tediarvi anche infra-settimanalmente, ma lo sfogo di sabato del mister – seguito da scuse che però non smentiscono il contenuto del suo affondo – richiede una presa di posizione della rubrica che si candida (senza titolo, naturalmente) ad interpretare e dare sostegno al pensiero del mister. Sia chiaro, Rastelli ha parlato senza chiedermi l’autorizzazione (scherzo) e dunque non so quali sono le vere ragioni del suo sfogo, ma qualche idea me la sono fatta.

Intanto diciamo che sono troppi e troppo autorevoli i testimoni oculari della Terminio (dal conte Vincenzo Festa al “lupo” Pellegrino Marinelli) per non dare credito alla tesi del caso un po’ ingigantito dal mister, per dei fischi in fondo isolati e – come si è sostenuto – in parte indirizzato come di prammatica anche alla terna arbitrale. Rea di chissà cosa, poi, visto che in realtà poteva anche essere crudele a inizio partita, se Gavillucci avesse voluto dar voce al pontino che è in lui, concedendo il rigore per un intervento di Pisacane un po’ border line su D’Alessandro.

giancarlo alessandrelli juventus

Caro mister, resto dell’avviso che quest’anno come tifo si stia andando bene, oltre le attese in linea con la squadra, abbiamo infatti retto oltre gli standard ordinari di brontolone ria avellinese alle poche sconfitte, e non mi pare che col Cesena si sia andati tanto fuori binario, fermo restando che, statisticamente, qualche critica del solito incontentabile che non gliene va bene una può anche capitare. L’idea che mi sono fatto, però, stando alle testimonianze, è che qualche brontolone di troppo fosse posizionato proprio sotto il gabbiotto riservato alla società, accanto alla tribuna stampa, e che questo abbia un po’ eccitato gli animi anche all’interno dello stesso, cosicché il mister ha sentito i fischi (quelli diretti a lui, quelli diretti alla società, quelli diretti alla squadra e quelli indirizzati anche alla terna arbitrale), un po’ urtato era per qualche critica di troppo piovutagli addosso sulla formazione iniziale di Crotone, e –raggiunto dalla società che urtata era di suo dai fischi – abbia deciso di rompere i freni inibitori. Poi però le lamentele sull’incasso di Taccone hanno fornito un’altra delle vere ragioni di lamentela della società.

Questo però sta a indicare almeno due cose buone. La prima: che il mister e la società (con la squadra) formano un asse fortissimo a prova di brontoloni, e questa è un’ottima notizia, anzi una eccellente conferma. La seconda è che il mister si sente più che mai sicuro del fatto suo, altra ottima notizia. Mi sono rattristato forte lo scorso anno per come è stato attaccato ingiustamente, ricordo, dopo le trasferte di Nocera e Pagani, per non dire dello sfortunato pareggio in casa col Latina, dove ascoltò molte dissertazioni di tecnica calcistica in sala stampa e non uno a dire che era stata sfortuna nera, come in effetti era. E lui impassibile. Allora, se stavolta ha reagito così, evidentemente, è perché si sente più forte, sa bene che la gente ha capito l’assoluta importanza del suo ruolo nel tenere unito l’ambiente, il gruppo. Nel fare le nozze con i fichi secchi, insomma, senza offesa per la società che ha grandi meriti, obiettivamente, ma non grandi mezzi economici, come è noto.

millesi

Aggiungo che se alla protesta si è aggregato Ciccio Millesi è il segno che il capitano è stato restituito al ruolo che gli compete, dopo l’oblio. E questa è la terza ottima notizia.
Comunque, mister, non te la prendere. Non fare come Giuliana De Sio con Massimo Troisi che – a letto – seguiva alla radio Tutto il calcio senza darle retta, contrariato dalla notizia che il Napoli perdeva. Lei si incazzò, e lui di rimando: “Ma co ‘o Cesena…”. Sarà per quello, forse, che qualcuno ha fischiato, avranno preso il Cesena per una squadra di brocchi sulla quale vincere facile…
Prendiamola sul ridere. Federazione italiana GIUOCO calcio diceva sempre l’indimenticabile Peppino Pisano per sdrammatizzare. Noi comunque da Roma, mister, abbiamo cercato di dare una mano. Testimoniando a tutela del gruppo dell’assoluto, affettuoso, sostegno di Saracinesca Terracciano, in terapia nella Capitale, ad Andrea Seculin. E mandando le nostre truppe anche stavolta al Partenio-Lombardi, in mezzo alla settimana, con i grandi Pellegrino Marinelli, (apprezzato blogger con “Pellegrino e il Lupo”), e Fernando Starace del Bove il colombiano-capitolino naturalizzato avellinese.

Ci sarò anch’io, nel mio piccolo, e siamo già agguerritissimi per la trasferta di La Spezia. E non ne parliamo di Torino, a Roma già parlano di pullman… Ma non corriamo con la fantasia, prima mettiamolo sotto ‘sto Frosinone, checché ne dica il collega ciociaro Igor Traboni (del Giornale d’Italia), questo anticipo di serie A a Torino ce lo vogliamo concedere. Ah, già, è vietato parlare di serie A…. Però, mister, tocca mettersi d’accordo col presidente Taccone che ha negato il premio salvezza, perché – dice lui – la salvezza non sarebbe un obiettivo. Che cos’è una manfrina per risparmiare? Avremo modo di parlarne, nella convinzione che fare punti non è mai sbagliato e i conti si faranno alla fine.

Massimo Rastelli

Oggi comunque lo stesso Taccone ha ordinato: niente turnover, tocca vincere! E allora proviamo a immaginare solo due cambi, visto che fra l’altro la prossima la giochiamo in posticipo e ci sono 6 giorni per recuperare. Scommetterei sul risposo dei soli Togni e Pisacane, il primo in lenta ripresa potrebbe esser tenuto a riposo o in panchina, il secondo ha avuto anche lui delle difficoltà nell’ultimo periodo e potrebbe dare posto a Bittante. Ma non scommetto un euro su questa formazione, stavolta:
SECULIN, IZZO, PECCARISI, BITTANTE, ZAPPACOSTA, D’ANGELO, ARINI, SCHIAVON, MILLESI, CASTALDO e GALABINOV
Ah, a proposito. Se dovesse succedere, aridatece Alessandrelli. Chi ha buona memoria sa a che cosa mi riferisco: al povero sostituto di Zoff che ancora non si dà pace per i tre goal rimediati in metà tempo. Alla prossima.

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