Cremona-Avellino 64-58: la Sidigas non sfata il tabù

Il PalaRadi resta un incubo per gli uomini in maglia biancoverde: anche la Scandone targata Alberani-Sacripanti si arrende agli uomini di coach Pancotto, che portano a casa l’ottava vittoria consecutiva (64-58), confermandosi la squadra più in forma del campionato.

Il trend negativo a Cremona, però, sembrava inizialmente invertito: la Sidigas, nonostante i suoi tanti errori, è stata brava ad approfittare di quelli degli avversari, giocando a viso aperto contro la truppa di coach Pancotto. All’inizio dell’ultimo periodo, la Scandone è riuscita a portarsi avanti di sette lunghezze (e in una partita con punteggio così basso, è un vantaggio più che importante), salvo poi infrangersi contro il muro costruito da Pancotto e i suoi uomini. Non sono più arrivati tiri puliti, è mancata spesso la lucidità necessaria con la coppia Green-Ragland in campo. Alla fine della contesa, il 29.7% da due e le 8 stoppate subite hanno pesato come un macigno sul punteggio finale. A queste due statistiche, poi, si sono aggiunte le solite, troppe palle perse: 19 alla fine, 6 nel terzo quarto – concluso comunque sul +4 – in cui si poteva tentare l’allungo decisivo.

Questa sconfitta, a questo punto, complica il cammino della Scandone verso le Final Eight di Coppa Italia. Le ultime tre partite sono, ovviamente, decisive. Si parte dal solito derby sotto l’albero contro Caserta: 23 dicembre, ore 18.30 al PalaDelMauro. Sottolineare l’importanza della sfida sembra superfluo, a prescindere anche dalla qualificazione alla Coppa Italia. Il 27 dicembre, poi, si andrà a Capo d’Orlando, prima di ospitare Venezia all’ultima giornata del girone di andata. Tra queste, proprio quello con la Reyer rappresenta l’unico scontro diretto in chiave-Final Eight. La Sidigas non può sbagliare più, e tutti – anche quelli che non hanno reso secondo le aspettative – sono chiamati ad elevare il livello del loro gioco in un momento così delicato.

PAGELLE:
Ragland 4: la condizione è ancora lontana da quella ottimale, non ha fiducia nei suoi mezzi offensivi, e l’1/7 al tiro, con due stoppate subite, lo dimostra. Il tempo giocherà sicuramente a suo favore, anche se la Sidigas, per qualificarsi alle Final Eight, di tempo non ne ha troppo.
Green 6: tra i più lucidi dei suoi, prova a dar fluidità al gioco dei lupi. Non sempre ci riesce, visto che i suoi compagni sbagliano diversi tiri, ma lui porta a casa la pagnotta. Chiude con soli 3 punti (la tripla che ha aperto la contesa), 5 assist, 3 recuperi e nessuna palla persa.
Veikalas 6: gioca solo 14 minuti, l’impatto è positivo, anche se chiude con 2/8 dal campo.
Acker 5.5: 7 punti in 20 minuti, con qualche difficoltà al tiro. L’ultimo quarto resta tanto in panchina, per lasciare spazio a un Ragland non proprio eccezionale.
Leunen 6.5: 9 punti (con 3/9 da oltre l’arco), 13 rimbalzi e 3 assist. La sua presenza in campo è diventata ormai fondamentale.
Cervi 5.5: la sfida con Cusin era tutt’altro che semplice. Cervi non sfigura, anche se – dal centro titolare di una squadra con grandi ambizioni – ci si aspetta decisamente un contributo maggiore. Nel girone di andata non è riuscito quasi mai a fare la differenza, è atteso anche da lui un cambio di passo.
Nunnally 5.5: chiude con 4/13 dal campo e 7 palle perse. Si conferma miglior realizzatore della Sidigas (stavolta 14 punti), anche se spesso è confusionario.
Buva 6.5: come al solito, è il più solido dei suoi. 13 punti e 7 rimbalzi, con 6/12 al tiro. Cremona difende come può sul Croato, spesso al limite del regolamento.