Crisi Avellino, Ko Contro il Crotone: Rastelli, serve elasticità nel modulo?

La sconfitta contro il Crotone ha palesato ancora una volta i problemi di quest’Avellino, che non riesce a vincere una partita dalla trasferta di Modena. Il calendario era dalla parte degli uomini di Massimo Rastelli, che avrebbero potuto sfruttare le tre partite in casa contro Vicenza, Varese e Crotone, dalle quali è arrivato soltanto un punto. Un gol in quattro partite, cinque, se consideriamo anche la sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta. Un dato di fatto, l’Avellino ha difficoltà a trovare il gol. Oggi ci ha pensato Gianmario Comi a illudere i tifosi, segnando la rete del momentaneo 1-1, poi Luigi Castaldo ha sbagliato il rigore del possibile 2-2, ed ha condannato i lupi ad un ko che allontana i lupi dalla zona promozione ma grazie ai risultati delle altre partite li mantiene ancora agganciati al treno playoff.

Serve una scossa, anche il tecnico Massimo Rastelli lo ha sottolineato in conferenza stampa. La manovra offensiva biancoverde appare troppo prevedibile. Il 3-5-2, sul quale il mister è fossilizzato, non sta più dando i frutti di un tempo, soprattutto contro le squadre che vengono ad Avellino a chiudersi e ripartire in contropiede. Mentre contro organici come quello del Livorno e del Carpi, l’Avellino riesce a dare il meglio di sé, contro squadre più abbordabili i lupi faticano a trovare la via del gol.

Purtroppo anche gli infortuni hanno fatto la loro parte. Pesano le assenze sugli esterni di Regoli, Bittante e Visconti, così come quelle di Fabbro e Vergara in difesa, ma soprattutto quella di Eros Schiavon in mezzo al campo, che hanno costretto l’allenatore a dover utilizzare i pochi uomini a disposizione, subendo un calo di condizione generale di tutto il gruppo.

Le più nitide occasioni costruite sia contro il Crotone, sia contro il Varese, sono arrivate dopo l’ingresso in campo di Mohamed Soumarè e Andrea Arrighini, che utilizzati da esterni d’attacco riescono a dare imprevedibilità alla manovra, danno la possibilità di sfruttare l’uno contro uno, e garantiscono una quantità innumerevoli di palloni messi in mezzo e tanto gioco sulle fasce. Molte più opzioni rispetto al solito 3-5-2 che senza un vero regista a centrocampo perde in fase di verticalizzazione e di finalizzazione. Per Rastelli quella del tridente in attacco è una soluzione da utilizzare a gara in corsa, ma chissà che il tecnico non possa cambiare idea, visti gli ultimi risultati.

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