Dateci i tre punti e… Spezia libero

Cari amici,
diciamo la verità. Sento sostenere che la squadra è stanca, ma l’impressione che gli stanchi siamo soprattutto noi. Un campionato di serie B logora le energie mentali, prima che fisiche, non solo di una squadra ma anche di un ambiente. Proprio facciamo fatica a entrare nell’ordine di idee che ci stiamo divertendo e che questo divertimento, essendocelo conquistato col sudore e con i chilometri macinati, ora ce lo dobbiamo godere fino infondo, fin quando c’è una possibilità residua (e in realtà siamo al 50 per cento) di accedere ai play-off. Vorrei vedere quanti ci avrebbero messo la firma dopo i fasti Catanzaro, un anno fa, e i timori conseguenti dell’ascensore.
La squadra invece è carica e sul pezzo, assicura il mister. Senza risalire alla preistoria credo che anche il bottino di queste ultime tre partite (che hanno portato quattro punti) non dovrebbe scoraggiarci. Il pareggio che abbiamo guardato con delusione e rabbia a Castellammare assume tutt’un altro sapore se pensiamo che il lanciatissimo e costosissimo Latina ha impattato con non minori difficoltà e peraltro contro una squadra che non aveva gli stimoli del derby come contro di noi e nemmeno di una salvezza ancora astrattamente possibile come era al momento di Juve Stabia-Avellino.

Col Crotone non parliamone nemmeno: di fronte a una corazzata attrezzatissima, se fosse finita con punteggio da tennis (6-1) sarebbe stata una fotografia più rispondente rispetto al pur eccellente 2 a 0 finale. Infine il Cesena, altra corazzata assetata di punti per far fuori una diretta concorrente, di fronte alla quale abbiamo sostanzialmente dominato per un’ora. Peccato che ad inizio ripresa non sia stato sanzionato un intervento violento di Manuel Coppola ai danni di Fabio Pisacane che avrebbe dovuto comportare la massima punizione e un’espulsione, cosicché i tre punti sarebbero stati la conclusione più logica di una gara che invece alla fine ci ha visto soccombere per due reti a zero. La seconda della quali è scaturita da un fallo sanzionato (stavolta sì) con un rigore e relativa espulsione per un fallo tutto sommato veniale che quanto meno avrebbe potuto essere valutato in modo più clemente dall’arbitro, che invece non ha evitato di mostrare il secondo giallo al solitamente corretto Maurizio Peccarisi.

Autostrada per Cesena

Sui social network è esplosa la polemica dopo che la prova televisiva ha fatto giustizia a modo suo, senza cioè che i danneggiati ne potessero trarre alcun vantaggio postumo. Ma a ben vedere il vantaggio c’è lo stesso: si tratta di un segnale a tutti noi, specie a quelli che già se l’erano presa con il nostro difensore centrale ex Ascoli, per rimettere le cose e le valutazioni al posto giusto. Per cui, se l’effetto di questa dura sanzione per Coppola (con l’imbarazzante ammissione della terna arbitrale di non aver visto nulla) potrà essere almeno una valutazione un po’ più clemente sul comportamento della squadra e sulle responsabilità del mister io non penso che sia stata inutile questa evidenziazione macroscopica dell’ennesimo torto subito.
Provo a spiegarmi meglio. Se una persona cara torna a casa stanca dopo una giornata di fatica sapendo che ce l’ha messa tutta, meritando – nel nostro caso – almeno 5 punti in più, la risposta può essere una sola, quella di stringersi intorno a lei, intorno alla squadra nel nostro caso, in questa rincorsa che ci consente ancora grandi speranze. Essendo chiaro che giochiamo contro una squadra, lo Spezia, che sulla carta vale più del doppio della nostra (23 milioni per l’esattezza, a fronte dei nostri 10 e passa, dati Transfermarkt) ricordando sempre per pignoleria che ad inizio campionato lo Spezia valeva addirittura 4 volta la nostra squadra, poi rivalutatasi del doppio proprio per le buone prestazioni, e ci scuseranno i nostri 9 lettori abituali, per aver letto questo già nella scorsa Rastrellata.

avellino valore ad oggi
Sempre ricordandosi di quei 9 debbo loro una comunicazione su Cesena-Avellino: qualcuno sarà rimasto col fiato sospeso perché avevo detto che sarei stato in viaggio verso il Veneto e – forse – avrei potuto fermarmi a Cesena. Niente da fare. Nonostante perorazioni e persino qualche preghiera non c’è stato verso, l’obbligo familiare mi ha imposto di dover soffire per radio e al passaggio al casello di Cesena della E-45 ho rivolto un pensiero ai lupi sconfitti, immortalato con una foto volante dal cellulare.
Un pensiero particolare è andato proprio a Maurizio Peccarisi appiedato dal giudice sportivo per un turno. Si tratta di uno degli atleti più di spessore, corretti e modesti che ci sia nel nostro spogliatoio. Un giorno, reduce dalla riabilitazione a Roma, lo beccai al telefono col fiatone: lo chiamavo in un giorno di riposo, per salutarlo e augurargli buon rientro nei ranghi. Si stava allenando da solo, scoprii, per senso di responsabilità, per farsi trovare pronto se fosse servito.

Ecco, i nostri atleti sono così, sono professionisti seri, e non dobbiamo aver dubbi nel tifare per loro, non si spiegherebbe altrimenti perché quest’anno tutti insieme, e Peccarisi non è certo un’eccezione, hanno mediamente reso molto più delle attese. Qualcuno invece ha malignato sulla sua prova, dimenticando che solo la settimana prima era stato assoluto protagonista al centro della difesa di una prestazione esemplare contro uno degli attacchi più forti, e parlo del Crotone. Ma non mi meraviglio di certe illazioni. Fin da quando ero ragazzo, da assessore comunale, ho imparato una cosa sulla mia pelle.

Non di rado le cattiverie fotografano chi le dice e non chi ne è bersaglio. In altre parole personaggi di scarsa credibilità ti attribuiscono a volte le nefandezze che loro farebbero al tuo posto e in tal modo qualificano solo sé stessi. A volte lo fanno bisbigliando, per evitare di pagare dazio e non so se è peggio o meglio. Piccolo particolare: con i calabresi siamo andati in vantaggio subito e per Peccarisi si è creata la situazione tattica più favorevole per le sue caratteristiche, a Cesena invece non siamo stati altrettanto abili o fortunati, la nostra prevalenza territoriale non ha prodotto risultato e l’incontro è andato avanti con rapidi capovolgimenti di fronte. In uno di questi Peccarisi ha beccato ammonizione per generosità, con un fallo tattico, lui che falli tanto per farne non ne commette mai. Forse, dico forse, nella ripresa poteva a un certo punto toccare a Fabbro visto che i due si equivalgono, sostanzialmente, e un’ammonizione già comminata poteva fare la differenza.

Peccarisi e Fabbro Avellino

Ma una mia critica al mister sarebbe una contraddizione nella mia linea editoriale, quindi io stesso gli fornisco l’attenuante, per via di un 11 che aveva dato ottima prova di sé solo 7 giorni prima, con alcuni che proprio nella ripresa avevano dato il meglio, con il Crotone, dimostrando grande condizione. Il mister, insomma, voleva vincere, anche a Cesena, lo aveva promesso, e ha pensato che la formazione che tanto aveva impressionato con i calabresi fosse quella giusta per portare a casa il vantaggio anche dalla Romagna, dopo di che – sono certo – Rastelli sarebbe intervenuto subito con i cambi.

E qui scatta il ragionamento sul rigore ed espulsione non concessi che suonano ampiamente come scusante anche per il mister, accusato di aver disposto i cambi con ritardo.
Che dire? Crediamoci. Ottima la mossa di offrire il doppio biglietto da parte della società: magari potesse valere 6 punti, fra Spezia e Trapani, dobbiamo crederci. All’andata a Spezia fu una delle tante partite spavalde dei nostri: potevamo vincere, ma ricordo anche che una girata di Ebagua che alla fine, come una finta di Maradona, ci squagliò il sangue nelle vene in curva (io c’ero), e rinforzò alla fine la teoria del nostro Pellegrino Marinelli (blogger “Pellegrino e il lupo”) in base al quale il pareggio è sempre buono. Stavolta no, però, servono i tre punti e speriamo che vengano.
La formazione credo non si discosterà da quella delle ultime settimane. Con il solo Fabbro al posto di Peccarisi squalificato, pronti uno per reparto a subentare, Luca Bittante (ospite del nostro club a Roma rientrato nei ranghi dopo la terapia), Angelo D’Angelo e Camillo Ciano le prime tre alternative pronte, una per reparto.
Quindi: SECULIN, ZAPPACOSTA, IZZO, FABBRO, PISACANE, ARINI, TOGNI, SCHIAVON, LADRIERE, CASTALDO, GALABINOV.
Crediamoci!