Napoli-Avellino 0-1, Valente decide il derby (Serie A 1979-80)

Questo successo rimase l'unico dell'Avellino a Napoli negli anni della Serie A

La stagione 1979/80 è ancora agli inizi ma la classifica si sta già delineando. Dopo sette giornate comanda l’Inter (che poi vincerà il tricolore), subito dopo la Juve. Ottava giornata, stadio San Paolo. Il derby sta svolgendo alla fine, Napoli e Avellino si stanno dividendo la posta in palio. Mancano poco più di dieci minuti dal triplice fischio quando, dopo gli sviluppi di una rimessa laterale, De Ponti scodella un innocuo pallone al centro, Castellini sbaglia il tempo dell’uscita, Valente, ex con il dente avvelenato, ringrazia di tanta generosità e appoggia in rete il pallone della vittoria. L’Avellino, così, espugna il San Paolo.

Le due squadre arrivano al derby con stati d’animo differenti. Il Napoli di Vinicio ha bisogno di punti perché viene da due sconfitte consecutive (Liegi in Coppa Uefa e Torino), l’Avellino di Marchesi dopo un avvio incerto, un punto nelle prime tre gare, proviene da quattro risultati utili consecutivi (tre pareggi ed una vittoria). La settimana precedente il mondo del calcio era stato sconvolto dalla morte del tifoso laziale Paparelli, ucciso da un razzo lanciato dalla curva romanista poco prima della partita Roma-Lazio. Nel match più sentito della Campania si cerca di non “caricare” troppo la gara sperando nel buon senso delle due tifoserie.

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Vinicio, in vista della partita di Coppa Uefa, concede un turno di riposo a Damiani e si affida alla coppia Capone-Speggiorgin: “Il Napoli, certo, ha un incontro non facile. L’Avellino sta marciando abbastanza bene, noi dobbiamo mettere in preventivo anche l’incontro con lo Standard di mercoledì”. Marchesi, invece, deve fare a meno di Cordova e affida al duo Giovanonne-Cattaneo il compito di imbavagliare l’attacco napoletano: “L’Avellino farà la sua partita senza palesare alcun complesso di inferiorità. Giocheremo senza imporci autolimitazioni e vedremo cosa il Napoli ci consentirà di fare”. La partita, fin dai primi minuti, è sostanzialmente equilibrata. Il Napoli esercita una maggiore pressione territoriale, l’Avellino si difende con ordine e lucidità. Primo tempo comunque alla camomilla. La prima vera occasione capita al 40’, quando Agostinelli sfiora l’incrocio dei pali della porta di Piotti. Nella ripresa, Vinicio inserisce Improta al posto di Agostinelli nella speranza di trovare qualche geometria in più. Il Napoli si butta l’assalto della difesa avellinese, scoprendo però più volte il fianco. Al 67’, De Ponti fugge in contropiede ma calcia addosso a Castellini. Passano dieci minuti e l’Avellino passa in vantaggio. Piga appoggia su De Ponti, che crossa al centro. Castellini esce, ma non afferra la palla che diviene facile preda di Valente, che non può far altro che depositarla in rete.

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Marchesi manda in campo Massa con lo scopo di amministrare il finale di gara. Inutili gli ultimi disperati tentativi del Napoli che si infrangono su un Avellino arroccato a difesa del risultato. La partita è ormai decisa. La vittoria permette ai verdi di scavalcare in classifica proprio i partenopei e di portare a cinque i risultati utili consecutivi. Negli spogliatoi Vinicio ammette la sconfitta: “Mi devo congratulare con l’Avellino, anche se la nostra sconfitta è scaturita da una giornata nera dei miei ragazzi. Mi aspettavo un Avellino vivace, ma non così forte. L’Avellino ha vinto meritatamente”. Anche Marchesi non crede nel risultato: “Due punti preziosissimi e meritati. Onestamente speravo nel pari che già sarebbe stato per noi un grosso risultato, invece è venuta la vittoria. Abbiamo una classifica tranquilla, ma la nostra meta è sempre la salvezza. Restiamo con i piedi per terra perché l’umiltà è la nostra forza”. Polemico l’ex Valente, autore l’anno prima di un gol nel derby a casacche invertite: “Mi spiace per il Napoli, ma la decisione presa nei miei riguardi è stata una vigliaccata”.

La vittoria dei lupi ebbe molto risalto mediatico, l’Avelino, ricordiamo, era alla sua seconda esperienza in massima serie. Vincere contro il Napoli era già qualcosa di grande, farlo al San Paolo ampliò la portata della vittoria. In quello che rimane l’unico squillo in terra napoletana.

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Napoli, 4 novembre 1979, 8° giornata

Napoli-Avellino 0-1

Napoli: Castellini 5,5, Bellugi 6, Tesser 6, Caporale 6, Ferrario 6, Guidetti 6, Capone 5, Vinazzani 5, Speggiorgin  5, Agostinelli 5 (46’ Improta 5), Filippi 6. In panchina: Fiore, Damiani. Allenatore: Vinicio.

Avellino: Piotti 6,5, Romano 6,5, Giovannone 6,5, Beruatto 6,5, Cattaneo 6,5, Di Somma 7, Piga 6, Boscolo 6,5, De Ponti 6,5, Valente 7, C. Pellegrini 6 (81’ Massa s.v.). In panchina: Stenta, Tuttino. Allenatore: Marchesi.

Marcatore: Valente al 77’

Arbitro: Benedetti di Roma 6

Spettatori: 55.000 circa (38.980 abbonati più 14.542 paganti, per un incasso di 77.126.400 lire).