Di Nonno in Nipote: la storia di Joel, tifoso argentino dell’Avellino

Senza confini. È l’amore per l’Avellino Calcio, che in questi giorni si arricchisce di nuovi tifosi provenienti direttamente da Buenos Aires, Argentina, Sud America. Si, avete capito bene, ma non si tratta di irpini trapiantati all’estero, ma di un ragazzo nato e vissuto da sempre nella terra di Maradona, diventato tifoso dell’Avellino grazie a suo nonno, irpino, appunto.

È la storia di Joel, giovane studente, che insieme ai suoi amici ha formato l’Avellino Club Buenos Aires, un gruppo di tifosi del lupo. Il loro sogno è riuscire a vedere una partita della squadra biancoverde dal vivo, al “Partenio-Lombardi”: È il mio sogno. Molti tifosi biancoverdi mi dicono di andare al Partenio, per tifare il lupo insieme a loro, ma il viaggio è molto costoso. Sto facendo di tutto per riuscire a racimolare qualcosa e pagarmi il viaggio. Lì ho anche dei parenti”, confessa Joel in esclusiva ai nostri microfoni, entusiasta del calore che riceve dagli avellinesi anche a distanza siderale e di parlare, con un discreto italiano, della passione trasmessagli da suo nonno al nostro portale.

Joel Argentina con il Nonno Euro2012
Joel con suo Nonno, a tifare Italia

“Tutto nasce da mio nonno, irpino purosangue, è nato a Villanova del Battista ed è emigrato qui dopo la guerra, insieme ai suoi fratelli, per cercare opportunità di lavoro. Era molto giovane, è nato da una famiglia povera e con la guerra la vita in Italia è diventata insostenibile. Qui in Argentina è riuscito a costruirsi una casa grazie a tre posti di lavoro, a metter su famiglia e lasciare tutto a mia madre e alle zie”. 

Joel è cresciuto con i racconti delle origini familiari: “Sono cresciuto ascoltando le loro storie. Nonno ha sempre parlato di Villanova, della loro raccolta, di Avellino, dei loro amici che hanno continuato a vivere in Italia. Attualmente parlo con molte delle famiglie dei loro amici”.

Da qui la decisione di creare una squadra di calcio col nome glorioso dell’U.S. Avellino: “La squadra è nata nel 2012 in onore di mio nonno. Abbiamo giocato un torneo amatoriale di calcio a undici nella parte meridionale di Buenos Aires (Mg Eventos). Nell’ultimo campionato ci siamo classificati terzi. Poi abbiamo deciso di creare la pagina Facebook e siamo venuti in contatto con molti avellinesi, che ci hanno riempito di belle parole. Molti dei nostri giocatori seguono l’Avellino Calcio in Serie B. Adesso stiamo progettando di iscrivere la squadra nel calcio professionistico”.

Joel ha seguito con attenzione lo scorso campionato di Serie B, nonostante la lontananza: “In televisione hanno trasmesso soltanto i playoff. Alla traversa di Castaldo contro il Bologna volevo morire. Per il resto del campionato sono riuscito ad informarmi online. L’anno prossimo possiamo puntare alla Serie A. Spero che venga trattenuto Trotta e che arrivi Tavano, ma soprattutto che rimanga il mio preferito, Fabio Pisacane, che occupa la mia stessa posizione in campo”.

Tra i calciatori citati dai suoi familiari, non poteva mancare l’idolo argentino d’Irpinia, attuale allenatore del Paraguay, Ramon Diaz: “Un fenomeno Ramon. Qui molti ragazzi sono appassionati del River Plate. Anche per loro è un idolo. Sarebbe un sogno se venisse a trovarci un giorno”.

Tatuaggio di Joel per il Nonno
Joel ha deciso di dedicare un tatuaggio a suo nonno

A fine chiacchierata, Joel ci racconta del nuovo logo e delle nuove maglie dell’U.S. Avellino Buenos Aires, che saranno rigorosamente biancoverdi, come quella originale. In questi giorni Joel è stato tempestato di messaggi dai tifosi avellinesi, ed ha utilizzato Avellino-Calcio.it per ringraziarli tutti: “Avellino Calcio Mania, Avellino Club Roma (per il prestito dello scudetto), LaVoce del tifo biancoverde e un saluto speciale a Lino Vuolo che ci fornirà le divise e Franco Iannuzzi”.

Un oceano a dividerci, ma Joel è visibilmente emozionato per quello che gli sta accadendo, non avrebbe mai potuto immaginare così tanto affetto dal popolo avellinese, del quale si sente ora più che mai appartenente. Ma non è soltanto la storia di Joel e del suo amore per l’Avellino, è molto di più: “Grazie Aldo, sono troppo felice e la mia famiglia di più. Mio nonno ne sarebbe orgoglioso”.

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