Diego Matarazzo: l’ultimo irpino ad aver giocato in B

Venti ottobre del 2007, al Partenio si gioca la decima giornata di Serie B, di scena Avellino e Albinoleffe. Gara inchiodata sullo 0-0 (punteggio con cui terminerà, poi, la partita); Carboni, al minuto settantadue, opta per il cambio: fuori l’ungherese Kenesei, al suo posto Diego Matarazzo. Esordiva, così, in Serie B, il giovane irpino (di Chiusano San Domenico), per lui ventitré e più minuti, per quelli che rimarranno, però, i primi e gli ultimi in cadetteria: “Entrai nel secondo tempo al posto di Kenesei, giocando anche bene. Esordire al Partenio, davanti ai miei parenti e ai mie amici, che tuttora seguono la squadra in Curva, è stata una delle emozioni più belle delle mia carriera”.

Prodotto del vivaio irpino, dopo aver disputato un campionato con gli allievi nazionali, nel 2005, approda nella squadra Primavera di mister Zichella: “Arrivammo quarti in campionato (risultato mai più raggiunto dalla Primavera,ndr) giocai quasi tutte le gare. In squadra c’era Caso, Gilfone, Ippoliti e Ragosta che, quell’anno, segnò qualcosa come venti reti. Negli ottavi, purtroppo, beccammo la Roma, campione d’Italia in carica, e uscimmo subito. M’impressionò tanto Cerci, contro di noi fu imprendibile !”. L’ottima annata disputata con la formazione giovanile non passa inosservata, nella prima gara ufficiale della stagione 2006/07, Matarazzo, esordisce in prima squadra. Galderisi, infatti, gli concede una manciata di minuti durante il secondo tempo supplementare della gara di Coppa Italia, avversario, nemmeno a farlo apposta, l’Albinoleffe: “ Sì, l’esordio in B; No Diego. Parlo della partita di Coppa Italia; (pausa) Ah sì, è vero! Mi ricordo che non giocammo ad Avellino”.

2006-07
2006/07

Per rivedere, nuovamente, Matarazzo in prima squadra bisognerà aspettare la Coppa Italia Serie C, quando giocherà, entrambe le volte da titolare, le due gare contro il Sorrento. Salì alla cronaca – nera – alla fine di un Bari-Avellino, quando fu aggredito da cinque teppisti, che, una volta finita la partita, scesero in campo scaraventandosi contro l’irpino che si beccò un paio di pugni e sette giorni di prognosi. La società, viste le buone prestazioni di Matarazzo -diventato intanto capitano – non rimane a guardare, e mette sotto contratto il calciatore: “ Firmai tre anni di contratto, ovviamente, al minimo salariale. Sto ancora aspettando i soldi di Pugliese. Ai nastri di partenza della stagione 2007/08 l’Avellino, appena ritornato in B, aggrega, in pianta stabile, Matarazzo in prima squadra ma, almeno inizialmente, rimane ai margini del campo: “ Le cose cambiarono con l’avvento di Carboni. Gli feci una buona impressione, d’altronde, in allenamento davo sempre il massimo. Mi portò in panchina nella trasferta di Rimini, facendomi esordire la giornata seguente contro l’Albinoleffe”.

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2007/08

Dopo quella gara arrivano altre sei convocazioni, ma nessun’altra apparizione; l’ultima volta che Matarazzo siede in panchina è durante la gara Avellino-Bari del 12 gennaio 2008. Un infortunio e l’esonero di Carboni fanno il resto. Stagione 2008/08, l’Avellino, ripescato in B dopo la retrocessione, inserisce Matarazzo tra i convocati per il ritiro di San Giovanni in Fiore, ma la favola in biancoverde arriva al capolinea: “ Per un avellinese giocare nell’Avellino è difficile, purtroppo mi chiamo Matarazzo. Se mi chiamavo Szatmari o Aubameyang probabilmente avrei giocato di più. Difficile non dargli ragione. A gennaio del 2009 cambia aria e si trasferisce ad Aversa, in Seconda Divisione, sotto consiglio di De Vito: “ Mi aspettavo un trattamento migliore da parte della società, non è stata una bella esperienza”. Ci si arriva, così, all’estate del 2009. L’Avellino risorge dalle ceneri del fallimento, Matarazzo, libero da impegni contrattuali, si accasa al Pescara, voluto a tutti i costi dall’ex direttore generale Lucchesi: “ Lucchesi mi conosceva bene e mi volle a tutti i costi. Firmai un triennale, in panchina c’era Cuccureddu”.

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Nel Pescara

Parentesi breve quella abruzzese (due gare in campionato e tre in coppa Italia), a gennaio del 2010, infatti, passa al San Marino: “ Arrivammo secondi in campionato, in panchina c’era l’ex milanista Evani, che poi fu esonerato sul finire della stagione. Arrivammo in finale play off, ma perdemmo il doppio confronto contro il Gubbio”. Altro giro, altra corsa. Nella stagione 2010/11 passa, in prestito, al Brindisi, sempre in Seconda Divisione. Chiude la stagione con all’attivo 18 presenze e 2 reti, una di queste la sigla contro l’Avellino: “ Provai un’emozione particolare, contrastante. Ero felice per me, ma non esultai. Non avrei potuto. A fine gara Puleo si complimentò con me e mi regalò la sua maglia. Fu un gesto bellissimo”. Sulla panchina dei brindisini, un certo Rastelli: “ Il mister mi vedeva bene, mi diede tanta fiducia quell’anno. Voleva portarmi al Portogruaro, poi non se ne fece più nulla”.

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Nel Brindisi

Torna al Pescara, che andrà in A con Zeman allenatore, ma anche l’avventura in Abruzzo arriva alla fine : “ Mi misero fuori rosa insieme ai vari Mengoni, Olivi e Tognozzi. In rosa c’erano calciatori come Insigne, Immobile e Verratti. Insigne m’impressionò moltissimo, mentre da Immobile non mi sarei aspettato un campionato simile (28 reti, ndr), ma il vero fenomeno era Verratti: si vedeva che era un predestinato”.

fuori Verrati dentro Matarazzo
Fuori Verratti dentro Matarazzo

Nessuna apparizione in campionato, così, nel mercato di gennaio, arriva il trasferimento al Pergocrema, in prima divisione; la squadra si salva ma, al termine dell’anno, dichiara fallimento. Scaduto il contratto con il Pescara, nel 2012, arriva la scelta di approdare, per la prima volta, in Serie D. Un salto all’indietro, dettato dalla voglia di mettersi in discussione: Sarnese (“C’era un progetto importante, poi, senza motivo, mi mandarono via quando eravamo secondi in classifica. Fino a gennaio giocai tutte le partite”); Nola (“Ci salvammo ai play out contro l’Anziolavinio”); Vico Equense; Fondi e Rieti (voluto fortemente da Carlo Pascucci).

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Nel Rieti

Ora l’avventura tra le file dell’Ostia Mare: “Qui si sta bene. Stiamo vivendo un periodo difficile, infatti, non vinciamo da otto gare, ma siamo attrezzati per puntare ai Play off”. La speranza è di rivederlo presto tra i professionisti, in bocca al Lupo Diego: l’ultimo irpino ad aver giocato in Serie B.

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Nell’Ostia

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