Domicella, aria salubre e clima mite

Dopo aver visitato Cesinali, oggi ci ritroviamo a Domicella, un comune irpino di circa 1.800 abitanti, posizionato nel lauretano al confine con l’area nolano-vesuviana verso cui gravita da molteplici punti di vista e costituisce un unico agglomerato urbano con la vicina Carbonara di Nola. Posta sulle pendici settentrionale del monte Sarno o monte S. Angelo di Palma Campania (NA), domina la verde pianura campana. Deve a questa felice posizione il clima particolarmente mite. Aria fresca e briosa d’estate, dolce d’inverno quando gli infusi marini tengono lontane le gelate favorendo così una intensa e vigorosa vegetazione. Tutto ciò riunito rende piacevole e salubre il soggiorno a Domicella.

Veduta-di-Domicella

Situato in una conca boscosa ai margini del Vallo di Lauro, il suo territorio venne frequentato soprattutto a partire dall’età tardo-repubblicana, quando stanziamenti a carattere prevalentemente agricolo sorsero in tutta la zona. Una grande villa rustica di età imperiale si rinvenne nel 1929 sulla Palma-Lauro, durante la demolizione della vecchia canonica parrocchiale. Dell’insediamento furono evidenziati alcuni ambienti con strutture muratorie intonacate, una cella vinaria, due vasche dal pavimento in opus signinum voltate a botte, tre dolii defossum con filignae di C. Julius Felix (liberto della famiglia Giulia) ed un porticato con colonne in laterizio. Lo stesso toponimo del paese deriva dal latino domus-cella cioè casa deposito, granaio, anche nel significato di abitazione di schiavi dediti all’agricoltura, oppure secondo altri, da domus Coeli cioè villa dei Coelia, nobile famiglia di latifondisti romani la cui presenza è attestata in età imperiale a Pompei da Nola.

Palazzo-lupi-domicella

La località è citata in uno scritto del secolo XV di Ambrogio Leone col nome di Democella. La prima menzione del borgo in età medioevale si ha in un atto notarile del 979, dove si legge che il principe longobardo Pandolfo dona a Martino, abate di S. Maria di Spelonca, tutto ciò che possiede in loco Domicella. Un documento del 982 accenna a Pietro, Giovanni ed altri abitanti del casale che prendono accordi su di un terreno “posito in Domucella ubi furche vocatur”. Un altro atto di donazione del 1037 parla di un “Caputo de loco Democella, finibus Lauri”, che concede alla chiesa di S. Maria di Spelonca parte delle sue proprietà in contrada Scoropeta. Il piccolo nucleo abitato era già in possesso di una chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie nel 1093, anno in cui lo stesso edificio venne donato dal vescovo Sassone ai Padri Benedettini di S. Lorenzo d’Aversa. Dalla seconda metà del secolo XI, il casale fu acquistato dai principi di Capua, Giordano e Riccardo, che troviamo menzionati in un atto del 1087 in cui è confermata l’appartenenza dell’ecclesiam S. Mariae de Domocella all’Abazia feudale di S. Lorenzo d’Aversa, la quale entrò definitivamente in possesso del borgo pochi anni dopo. Nel 1187 ne possedeva ancora gran parte delle terre e delle abitazioni. Con la fine della dominazione normanna (1199) il casale fu compreso, allo stesso modo degli altri piccoli centri della valle, nel feudo di Lauro, e, nel 1270, di Raimondo de Vaudemond. Successivamente Domicella fu dei del Balzo (1277), degli Orsini di Nola (1352), dei Sanseverino (1529), dei Pignatelli (1541) e dei Lancellotti (1632). Amministrativamente fece parte della Terra di Lavoro e passò nel 1861 alla provincia Irpina con la costituzione del Regno d’Italia di cui tuttora ne costituisce l’ultimo lembo verso il napoletano.

A Domicella è presente una struttura benedettina, l’antica Abbazia della Madonna delle Grazie, costruita nell’XI secolo tenuta in passato in cattivo stato di conservazione ma oggi ritornata all’antica bellezza grazie ad un accurato restauro. Si trova in località Badia e presenta un bel portale lapideo e alle sue spalle uno splendido parco.

Sagra-della-frutta-secca

In frazione Casola, nel primo fine settimana del mese di settembre si svolge la Sagra della frutta secca, che deve la sua fama alla preparazione di specialità genuine a base di noci e nocciole, produzioni di eccellenza del territorio. Dolci, biscotti, gelati, fichi secchi alle noci, torroni, sono tra le prelibatezze offerte in occasione dell’evento, senza dimenticare i particolari spaghetti alle nocciole, piatto tipico della cucina casolese.

Le nocciole a Domicella la fanno da padrone in campagna ed in cucina dove si potranno degustare insoliti primi. La tradizione popolare relega alla nocciola, nel più regale dei pranzi, quello della vigilia di Natale, il ruolo di regina indiscussa del condimento del formato partenopeo per eccellenza: gli spaghetti.

Il comune fa parte dell’Unione dei comuni Antico Clanis, un’unione di comuni formata da Lauro, Marzano di Nola, Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Moschiano, Taurano e, appunto, Domicella. La sede istituzionale dell’unione è Marzano di Nola e gli uffici sono ubicati presso il suo municipio. L’unione prende nome dal fiume Clanio.

Chiesa-San Nicola (Domicella)

La Chiesa del Carmine, risalente al XV secolo, si trova nella frazione Casamanza di Domicella. La Chiesa di S. Gregorio Magno, risalente al XVIII secolo, si trova nella frazione Casola. La Chiesa di S. Nicola di Bari, risalente al XVI secolo, si trova nella frazione Casamanza. Nella Chiesa sono custoditi una tela e 15 quadretti che rappresentano le Stazioni della “Via Crucis”, opera del maestro Felice Bossone. L’Istituto del Sacro Cuore, risalente al XVII secolo, si trova nella frazione Casamanza dove si trova anche il Palazzo Lupi-Domicella, risalente al XVII secolo. Il borgo medioevale interseca strette vie su cui si affacciano edifici signorili con archi, bei portali e giardini interni.

Lasciamo Domicella per ritrovarci dopo Natale a Contrada. Buon Natale a tutti dall’Irpinauta!