E prendiamolo sto Terno

Cari amici, mentre facevo ritorno a casa con la famigliola, ieri sera, ho sentito delle grida inumane provenienti da qualche appartamento del mio condominio di Ostia. Ho temuto potesse trattarsi dell’ennesima tragedia in famiglia, con le telecamere che arrivavano sotto casa e la polizia giudiziaria ad apporre i sigilli. Niente di tutto questo. E che volete da me, non sono informato, non si può sapere tutto: me l’ero perso che c’era Juve-Roma. Sono tutto sintonizzato su questa vigilia di Ternana-Avellino, che noi a Roma sentiamo particolarmente, praticamente si tratta della terza “trasferta in casa” consecutiva dopo Latina e Frosinone, ma stavolta può valere il primato. Tornavamo da uno splendido pomeriggio passato, insieme agli amici del club di Roma, con due lupi in cura nella Capitale, a villa Stuart, il capitano Angelo D’Angelo, e signora, e il codino di Pontedera Paolo Regoli.

Avellino Club Roma con D'Angelo e Regoli

Innanzitutto abbiamo buone notizie, per entrambi. Al di là delle complicanze – se no non sarebbero arrivati fino a Roma a curarsi – mi pare che per tutti e due il rientro nei ranghi non sia lontano. Per il Guerriero di Ascea la sua fastidiosa tallonite sembra in via di lenta guarigione, mentre Regoli per la sua lesione al bicipite attende l’esito della tac, oggi, ma è fiducioso anche lui.
Uno ormai “bandiera” di questo Avellino, l’altro uno dei tanti giovani venuti quest’anno da noi come una scommessa (loro e della società) mi hanno rinforzato in due convinzioni, dalla piacevole chiacchierata avuta con loro prima in una osteria di via della Lungara (mangiato poco, senza esagerare, mister, tutto sotto controllo) e poi nelle viuzze di Trastevere (camminato poco, per non sforzare il tallone del capitano). La prima: è che finché a vestire la maglia biancoverde ci saranno atleti del genere possiamo andare tranquilli. La seconda, più in generale: il gruppo è unito, pronto e deciso a tentare l’impresa, quest’anno. Il mister me lo aveva assicurato già, conversando un po’, a Rivisondoli. Confesso, ho avuto dispiacere per tanta gente che è andata via e gli riferivo anche un po’ di timore nel fatto che potesse ricrearsi un gruppo unito. Il mister mi stoppò subito con parole e gesti inequivocabili, lo vidi davvero sicuro del fatto suo, sull’unità del nuovo gruppo. E sta avendo di nuovo ragione.

Angelo D'Angelo e Paolo Regoli

Ora, so che c’è qualcuno che ritiene un po’ “naif” il nostro modo di essere tifosi, forse usa anche qualche parola più colorita. Io, dalla mia, mi limito solo a guardare compiaciuto tutta la gente salita da un po’ sul carro del vincitore. Compiaciuto perché finché c’è tutta questa gente che sale, vuol dir che siamo vincitori, e noi non speriamo altro. Tuttavia, quando pensammo questa rubrica, lo scorso anno – per non dire dell’anno prima – non erano in tanti a scommettere su questo progetto e su questo mister, e noi ci abbiamo messo la faccia. O meglio la faccia del mister. che campeggia ancora nel logo della rubrica- Rubrica un po’ a mezzo servizio quest’anno, come sapete, anche perché, come detto, oggi si son convinti tutti – speriamo – e le premesse sembrano molto migliori: una Rastrellata serve molto meno, insomma.
Questa settimana avevamo deciso – prima dell’incontro a Roma con i due lupi in cura – di dedicare la rubrica soprattutto a Super Gigi Castaldo e a Luca Bittante, autore quest’ultimo di una sfortunata autorete con il Livorno. Fra l’altro l’ottimo Felice D’Aliasi mi segnala che proprio in quella fase di gioco c’erano delle improvvise folate di vento che possono aver contribuito a indurre in errore il bravo laterale di Bassano del Grappa. Tuttavia fa più testo la capacità di reazione della squadra e del calciatore, il suo essere persino andato vicino al goal, o la decisione del mister di tenerlo in campo – lui che quest’anno ci sta abituando anche ad avvicendamenti repentini, già nel primo tempo – e l’intelligenza del pubblico, nella sua maggioranza, di continuare a incitarlo: fa più testo tutto ciò che l’episodio in se da cui per fortuna siamo stati capaci di rialzarci.

Calciatori Avellino a tavola

Ho parlato con Regoli del fatto che lui e Luca, dopo tutto, sono in lizza per lo stesso ruolo di laterale di centrocampo che fu di Zappacosta. A mio avviso. Gli ho detto, se mettessimo insieme la tecnica di Regoli e la capacità di aggredire gli spazi di Luca noi avremmo un calciatore ancor più forte di Zappacosta. Ma entrambi hanno le caratteristiche per non farlo rimpiangere e soprattutto, loro come tutti, hanno capito che quest’anno la differenza la farà, come la sta già facendo, la capacità del mister di giocare di volta in volta la carta migliore, anche nell’arco della stessa partita. Il mister ha parlato chiaro a tutti e tutti hanno capito, si preparano al loro momento o se giocano sanno che in ogni momento debbono saper cedere il passo senza tante storie. Non c’è la minima polemica fra loro, ma solo sana competizione nella consapevolezza che se la cosa funzionerà ci sarà gloria per tutti, come d’altronde sta già accadendo.

Altrettanto, se mai potessi aver avuto dubbi, è splendida questa sintonia fra il Guerriero di Ascea e il cannoniere di Giugliano, sebbene questa fascia di capitano che passa da un braccio all’altro qualche gelosia l’avrebbe potuta creare fra loro. Invece niente. Perché si tratta di due leader umili e intelligenti, in campo e fuori. E per una volta fatemi citare le signore. Celeste D’Angelo – come già sapevo, ma ho potuto riscontrare di persona – è una ragazza eccezionale. Che bello aver ripercorso con lei la gavetta del marito, fin da quando era ragazzino 16enne lui e lei 14enne fidanzatina, entrambi di Ascea. Che bella storia, la loro! E quanto aiuta, ad esempio l’amicizia fra le famiglie di Arini e D’Angelo e fra le rispettive signore, a non vivere male, anzi in piena concordia, la concorrenza che ora è nata fra i due per il ruolo di interno di centro-destra dopo che Koné si è preso saldamente il ruolo di centrale.

Mi sono fatto l’idea che sia fondamentale in questo gruppo il modello Rastelli. Ossia: famiglia vicina, ma non in città, grande vicinanza nel comune spirito campano ma senza commistione con gli eccessi e i mutevoli sentimenti della città pur avendo preso ad amare i nostri colori con grande dedizione e professionalità. Amano i nostri colori ma ritrovano equilibrio e senso delle proporzioni nella famiglia e nel loro ambiente. E ad avvantaggiarsene è l’Avellino rastelliano che dà tutto ma non si immischia nelle polemiche futili.Perchè anche dietro Gigi, un grande finito sotto i riflettori a 32 anni, c’è una grande donna, la signora Giovanna. Che divertimento vedere tutte queste polemiche suscitate dall’intervista di Gigi alla Gazzetta nelle piazze campane in cui lui ha giocato, senza mai arrivare a livelli stratosferici come ora ad Avellino, con qualche problema in più per lui e anche per la famiglia, ha spiegato nell’intervista. Una condizione ideale, invece, ad Avellino per lui, e non so se augurarci o meno che mantenga sempre questi livelli.

Perché guardate, se Castaldovic continua a giocare in questa maniera, portandosi a spasso due giocatori dietro per 90 minuti e dispensando nonostante questo goal e assist, è impossibile che non gli mettano gli occhi addosso in serie A, a dispetto dei suoi 32 anni. In ogni caso, lui ha detto a chiare lettere che qui sta bene, benissimo, e al giornalista di Sky che gli chiedeva della serie A ha risposto sornione: «Tutto può succedere,,,».
Lo stesso rispondo io se chiedete: pa può essere che l’Avellino dopo Terni si ritrovi in testa alla classifica? Tutto può succedere, mister, con questo Avellino Golia che ormai studia da Davide. Alla volte dovesse succedere noi saremo lì. Biglietto fatto (carta canta) e appuntamento fissato a Ostia alle 18.15 con Francesco Cirasuolo (autore del logo del club di Roma) alla rotonda sul mar della Cristoforo Colombo per andare a vedere di persona che succede. E se succede…

Biglietto Ternana-Avellino

Permettetemi infine di mandare un saluto ai colleghi di Linea Verde Sport Titti Festa e Marco Ingino (saluto anche Fabiana Di Nardo), assenti dal video in questa fase difficile, che spero si possa superare. Non vedo l’ora che tornino al loro posto e sono fiducioso che andrà così. Se accadrà io sarò al loro fianco in studio, mi prenoto.
La formazione, con la consulenza di Alessio Martella di Avellino-Calcio sembra un po’ scontata, alla luce degli infortuni. Gomis, Pisacane, Ely, Vergara, Bittante, Arini, Kone, Schiavon, Zito, Castaldo, Comi
Un saluto, e alla prossima. Quando sarà.