Esonero Toscano, storia di un feeling mai nato

Con l’esonero di Toscano, consumatosi appena dopo la disfatta di Cesena, si è chiusa una storia di un feeling mai nato tra l’allenatore calabrese e la tifoseria avellinese. Sin dal primo giorno, quello della sua presentazione. Già allora infatti, la prima cosa che balzò all’occhio dei tifosi biancoverdi fu la cravatta granata che Toscano indossava.

Certo, una sciocchezza si potrebbe dire, ma nel calcio c’è molta scaramanzia. A parte questo però, Toscano non è davvero mai entrato nel cuore dei tifosi. Sin dalla prima partita ufficiale, la sconfitta contro la Virtus Bassano in Coppa Italia, erano partiti i primi dubbi da parte del pubblico avellinese. Poi le tanti amichevoli sconcertanti (in primis il pareggio contro la Vultur Rionero) e il primo cambio di modulo, con l’abbandono del 3-4-3 e la virata sul 3-5-2 (nonostante l’acquisto di giocatori come Bidauoi appositamente per il primo modulo)

Nonostante ciò, L’Avellino non ingrana. Tante prestazioni brutte, molte delle quali senza tirare in porta. Alla sconfitta contro il Cittadella alla quinta giornata al Partenio, dalla Tribuna Terminio piovono tantissimi insulti sul tecnico calabrese. Che continua a cambiare moduli e giocatori, viene tenuto a galla dalle vittorie striminzite al Partenio, ma non da mai un’identità di gioco alla squadra.

Dopo la sconfitta contro la Spal è praticamente esonerato, la società contatta De Canio, poi il clamoroso dietrofront. Ma il pasticcio ormai è fatto, Toscano è delegittimato di fronte al pubblico (altra violenta contestazione alla ripresa degli allenamenti il 2 novembre), poi i problemi di salute e quindi l’esonero di oggi. Triste epilogo di un amore mai nato.

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