Espanyol: la Seconda Squadra di Barcellona al Memorial Taccone

Ospite di lusso per l’Avellino in occasione della seconda edizione del “Memorial Taccone”, in programma il prossimo 29 luglio alle ore 20.30. Al “Partenio-Lombardi”, arriverà l’Espanyol, seconda squadra della Catalogna, in ordine di importanza e blasone, dopo il plurititolato Barcellona. I Blanquiblaus (bianco-blu), infatti, vantano ben 78 presenze nella Liga spagnola, oltre alla conquista di ben quattro Coppe del Re e al raggiungimento di due finali di Coppa UEFA, entrambe perse ai rigori.

Questi dati bastano alla compagine catalana per configurarsi come una delle società più importanti di tutta la Penisola Iberica. Ma non solo: il Reial Club Deportiu Espanyol è anche una delle squadre spagnole più antiche, essendo stata fondata il 28 ottobre 1900, appena undici mesi dopo la costituzione della prima società calcistica della Catalogna, il Fùtbol Club Barcelona, nata nel novembre del 1899. L’attuale denominazione dell’Espanyol è soltanto il frutto di numerosi cambiamenti verificatisi fino alla stagione 1994-95. La società, inoltre, ha la forma giuridica di polisportiva, pur avendo mantenuto soltanto la sezione calcistica in vita.

Stadio Cornella el Prat
Nato nel 1900, l’Espanyol gioca, dal 2009, nel nuovissimo Estadio Cornellà-El Prat, dotato di una capacità di circa 40.500 spettatori

Nato, come appena detto, nel 1900, l’Espanyol debutta nella Coppa di Spagna nel 1902 (attuale Coppa del Re) ed entra subito nella storia, segnando il primo goal in assoluto nella storia della competizione. Dopo una breve sospensione delle attività e una serie di tour che porteranno i Periquitos (“parrocchetti”) a sfidare persino le Nazionali uruguaiana e argentina, si raggiunge un altro record: la prima realizzazione in assoluto nella storia della Primera Division, istituita nella stagione 1928-29. In quell’annata, inoltre, l’Espanyol ottiene una storica vittoria in Coppa del Re, battendo in finale il Real Madrid con il punteggio di 2-1. I Blanquiblaus si ripeteranno nella stagione 1939-40, al termine della guerra civile spagnola, avendo la meglio ancora sul Real.

Alfredo Di Stefano, leggenda del grande Real Madrid, ha concluso la carriera con l'Espanyol, squadra nella quale ha militato dal '64 al '66
Alfredo Di Stefano, leggenda del grande Real Madrid, ha concluso la carriera con l’Espanyol, squadra nella quale ha militato dal ’64 al ’66

Fino agli anni sessanta, l’Espanyol consolida un proprio posto nella massima serie del campionato iberico. Poi, però, nel 1962, avviene la prima retrocessione in Segunda Division. Risalita nella Liga l’anno seguente, la compagine catalana otterrà un ottimo terzo posto nella stagione 1966-67: obiettivo che i Periquitos avevano raggiunto soltanto in un’altra occasione, nel 1933. In questi anni, l’Espanyol riesce ad affermarsi anche in ambito europeo, grazie ai buoni risultati conseguiti nella Coppa delle Fiere. In particolare, nella stagione 1965-66, i Blanquiblaus, trascinati dal leggendario Alfredo Di Stefano, arriveranno fino ai quarti di finale della competizione, per poi alzare bandiera bianca proprio contro gli odiati cugini del Barcellona.

Qualche decennio dopo, i catalani inizieranno a farsi conoscere in un’altra competizione continentale, la Coppa UEFA. Siamo nella stagione 1987-88: l’Espanyol, guidato da Javier Clemente, inizia a diventare Màgico. Elimina, in successione, Borussia Moenchengladbach, Milan, Inter, Vitkovice e Club Brugge, e arriva, dunque, a giocarsi l’ultimo atto della competizione, contro i tedeschi del Bayer Leverkusen. All’andata, per l’Espanyol, è tutto facile: le Aspirine vengono surclassate col punteggio di 3-0 e lo storico trionfo in Europa sembra ipotecato. Ma la beffa si materializza nella gara di ritorno, dove il Bayer riesce a pareggiare i conti nei tempi regolamentari, fino addirittura a ribaltare l’esito. Alla lotteria dei calci di rigore, infatti, finirà 3-2 per i teutonici, con gli errori di Urquiaga, Zuniga e Losada che risulteranno fatali ai Blanquiblaus.

Daniel Jarque, capitano dell'Espanyol scomparso nel 2009, contrasta Leo Messi
Daniel Jarque, capitano dell’Espanyol scomparso nel 2009, contrasta Leo Messi, campione del Barcellona, in un derby catalano

Nella stagione 1999-00, in occasione del centenario della società, arriva la terza Coppa del Re, vinta dopo la finale contro l’Atletico Madrid (2-1). La quarta e ultima coppa nazionale conquistata risale al 2006, con il successo complessivo sul Real Saragozza per 4-1. Nell’anno seguente, l’Espanyol di Ernesto Valverde – uno dei protagonisti, sul campo, dell’impresa sfiorata nel 1988 – riuscirà ad arrivare nuovamente in finale di Coppa UEFA, dove affronterà il Siviglia detentore del trofeo. I catalani, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Hurtado, tengono testa agli andalusi, e riescono a pareggiare per ben due volte i conti, trascinando la sfida fino ai calci di rigore. Ma i penalties risulteranno nuovamente fatali ai Blanquiblaus, con ben tre errori sul quattro dal dischetto che consentiranno al Siviglia di confermarsi campione dell’attuale Europa League.

Il capitano di questi anni è il giovane Daniel Jarque, cresciuto nella cantera dell’Espanyol e destinato a diventare la bandiera del club. Ma, l’8 agosto 2009, a soli 26 anni, il difensore viene trovato privo di vita in un albergo di Coverciano (dove la squadra era in ritiro), stroncato da unasistolia. Da quel giorno, i tifosi dell’Espanyol, in ogni incontro della loro squadra del cuore, commemorano il loro idolo scomparso con un applauso di 60 secondi, precisamente al minuto 21. Ventuno, come il numero di maglia di Daniel. Maglia che viene ritirata subito dopo la morte dello sfortunato calciatore.

Oggi, l’Espanyol continua a consolidare un proprio posto nella Primera Division: ma, a dispetto dei risultati ottenuti in passato, la squadra naviga, da qualche anno, in una fascia medio-bassa di classifica. L’attuale allenatore dei Blanquiblaus è Sergio Gonzalez, ex centrocampista che ha già vestito, da calciatore, la maglia del club catalano, oltre a quelle di Deportivo La Coruña e Levante. La rosa ha subito qualche modifica rispetto all’anno passato: sull’altra sponda, meno nota, della capitale della Catalogna, sono arrivati il portiere italiano Francesco Bardi, il difensore messicano Hector Moreno e l’attaccante ecuadoregno Felipe Caicedo. per contro, i Periquitos hanno perso il loro bomber uruguaiano, l’ex Reggina Christian Stuani, autore di 12 goal in 37 incontri nella passata stagione, ceduto agli inglesi del Middlesbrough. Eppure, nel complesso, l’Espanyol ha tutti i presupposti per disputare una stagione tranquilla e raggiungere il principale obiettivo, vale a dire la permanenza in Liga.

Un altro appuntamento con l’Europa, dunque, attende l’Avellino, dopo le sfide contro Parma e Bordeaux nella precedente edizione del “Memorial Taccone”. Non sarà un amichevole come tutte le altre: al “Partenio-Lombardi”, i Lupi riceveranno un avversario di tutto rispetto, ricco di storia e tradizione, in quella che si preannuncia una serata estiva di gran galà. Il Magico Lupo contro el Màgico Espanyol: lo spettacolo è garantito.

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